Aggressioni ai vigili,
Ciarapica all’attacco:
«E’ ora di armarli»

CIVITANOVA - Dopo quanto subito dagli agenti donna ad opera di commercianti abusivi, il sindaco propone una soluzione. Ma il sindacato non ci sta: «Organizzazione del corpo lasciata all'improvvisazione per non dire all'incapacità»

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di Laura Boccanera

«E’ ora di tornare a pensare all’armamento dei vigili urbani». Così il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica dopo le due aggressioni subite dalle vigilesse e commesse da commercianti abusivi. Ma il sindacato attacca e parla di episodi prevedibili dovuti «ad un’organizzazione del corpo lasciata all’improvvisazione per non dire all’incapacità». Questa mattina c’erano 3 agenti in meno su strada, sono le tre vigilesse protagoniste dei fatti di cronaca avvenuti fra sabato e domenica. Oltre a Barbara Stronati e Iginia Cecchini infatti anche la vigilessa che era con la Stronati in piazza sabato mattina ha riportato 5 giorni di prognosi nel parapiglia generato dalla fuga dell’aggressore. E il sindaco pensa di armare il corpo dei vigili. «Domani stesso abbiamo un tavolo tecnico in commissariato e parleremo anche di queste aggressioni – spiega il primo cittadino -. Dobbiamo sicuramente provvedere e forse è il caso di riparlare quanto prima di armamento. Se le vigilesse fossero state armate forse non sarebbe successo e l’arma fungerebbe da deterrente. Nell’ottica del regolamento di polizia urbana bisogna pensare all’armamento».  E intanto dopo il Csa anche il Sulpl con Marco Gagliardi interviene su quanto successo: «Ci tocca purtroppo commentare e stigmatizzare dei fatti facilmente prevedibili perché quando si vogliono fare la cosiddette nozze coi fichi secchi, è inevitabile che ci si trovi davanti a situazioni ingestibili e purtroppo, come sempre accade, a pagare sono solo gli operatori su strada – denuncia il sindacalista – . Avevamo già esortato il sindaco ad agire attentamente e senza superficialità e invece ci siamo ritrovati senza dirigente, con delle politiche di sicurezza inadeguate alla preparazione avuta finora e con un’organizzazione del corpo lasciata all’improvvisazione per non dire all’incapacità. Approntare dei servizi in borghese, contro l’abusivismo commerciale, con una pattuglia di sole donne, ma anche senza preparazione specifica alcuna e senza il supporto di altre pattuglie a disposizione ma soprattutto senza alcun coordinamento con le altre forze di polizia denota la scarsa attenzione alla sicurezza degli operatori, sia da parte di chi questi servizi li vuole prevedere, sia di chi conseguentemente li organizza. La sicurezza va pianificata e non buttata in pasto ai cittadini con delle operazioni spot, ma soprattutto va individuato chi coordina questi interventi, chi li pianifica e chi possa essere in grado di gestire le indicazioni che arrivano dalla politica».

 

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