Tragico incidente nel cantiere,
“Gianni era un uomo buono
è stato un fulmine a ciel sereno”
CORRIDONIA - Il dolore della famiglia del 49enne morto in provincia di Pavia durante le trivellazioni per realizzare un metanodotto. Era partito venerdì, sarebbe rientrato dopo una settimana. Non era la prima volta che andava in quel cantiere. Il cugino: "Gran lavoratore, padre affettuoso e presente, un ottimo marito". Era parente anche del sindaco Cartechini: "Un dramma per tutta la comunità"

Gianni Trivellini
“Un gran lavoratore, un padre affettuoso e presente, un ottimo marito”. Fiorenzo Pettinari è il cugino di Gianni Trivellini, l’operaio 49enne morto ieri pomeriggio in un incidente sul lavoro in provincia di Pavia (leggi l’articolo). Poche parole per descrivere un uomo dedito alla famiglia e al lavoro, benvoluto e molto conosciuto a Corridonia. Trivellini ha da sempre lavorato nel campo dell’edilizia, come carpentiere, muratore, pavimentista. Viveva a Passo del Bidollo, lungo la provinciale, con la moglie Romina, di 44 anni, la figlia Elisa 18nne e la madre Pierina. Aveva anche tre fratelli, un gemello Sandro, Nazzareno e Giuliana. Ormai lavorava da diversi mesi con la Romana Costruzioni, la ditta di Corridonia specializzata in trivellazioni e realizzazione di metanodotti. Era partito venerdì per Landriano, sarebbe rientrato dopo una settimana. Quella non era la prima volta che saliva in Lombardia, in quel cantiere per seguire i lavori. Sabato pomeriggio il tragico incidente. “Siamo scossi – aggiunge il cugino – è stato un fulmine a ciel sereno. Gianni era un uomo buono, mite e sempre disponibile verso gli altri. E’ così che lo voglio ricordare, e dicendo questo penso di interpretare il pensiero di tutta la famiglia e dei molti amici che aveva”. Trivellini era anche parente del sindaco Paolo Cartechini. “Era una persona buona– ricorda il primo cittadino – dedito al lavoro e alla famiglia. E’ una dramma per tutta la comunità”.