Sisma, Caldarola un anno dopo:
“Grazie ai 600 volontari dell’Emilia”

COMMOZIONE - Celebrato l'anniversario delle scosse di ottobre 2016 con la presenza delle associazioni emiliane, capitanate dal loro assessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo. L'amministrazione: "E' servito per sottolineare il grande amore che gli uomini possono riversare verso i loro simili senza nulla in cambio"

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Alcuni momenti della cerimonia

 

L’amministrazione di Caldarola ha celebrato l’anniversario del terremoto di ottobre 2016 guardando sottolineando principalmente i lati positivi che sono stati vissuti in questi 365 giorni dalle prime violente scosse che hanno cambiato per sempre le vite di molti. “Un anniversario – spiega l’amministrazione comunale – che è servito per sottolineare il grande amore che gli uomini possono riversare verso i loro simili senza nulla in cambio, nello specifico l’opera che più di 600 volontari, in oltre 4000 ore di lavoro e con il coinvolgimento di circa 170 diverse associazioni. Sono gli uomini e le donne dell’Emilia Romagna che, ben consapevoli di quanto il terremoto possa stravolgere la vita di ognuno di noi essendo stati loro malgrado vittime di eventi tellurici nel 2012, non si sono tirati indietro di fronte a nulla pur di aiutare in tutto e per tutto la popolazione di Caldarola”. Il convegno organizzato ieri dall’amministrazione comunale, coordinato da Tiziana Riccardi, volontaria della locale Protezione civile, ha visto come protagonisti tutti i volontari delle associazioni emiliane, capitanate dal loro assessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo.

caldarola-6-325x183 Presente anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, diversi funzionari marchigiani e romagnoli, l’intera amministrazione comunale caldarolese e alcuni cittadini che hanno raccontato come le loro vite sono cambiate in questo anno terribile. Ad aprire il convegno il sindaco Luca Maria Giuseppetti che, nell’affermare quanto questi 12 mesi siano stati complicati, ha sottolineato il senso di gratitudine verso chi si è rimboccato le maniche ed ha condotto le operazioni di stabilizzazione della vita di diverse centinaia di persone allo sbando. L’emergenza non è mai passata, le scosse, anche se più lievi, continuano a tormentare gli animi. Non tutto è stato condotto alla perfezione ma il sindaco Giuseppetti si è detto comunque orgoglioso di quanto è stato fatto nonostante le lentezze burocratiche:  “Caldarola deve riconquistare le sue eccellenze: la scuola, il Castello Pallotta, la bellissima piazza e il palazzo comunale, il gioiello del teatro e le fantastiche frazioni, mete turistiche invidiate da molti. La ricostruzione deve garantire la certezza che a Caldarola mai più nessuno si troverà costretto ad abandonare la propria casa a causa di un evento sismico”.

caldarola-5-325x183Non sono mancati i momento di commozione, lo stesso sindaco più volte ha dovuto interrompere il suo intervento per la voce sopraffatta dalle emozioni, soprattutto quando ha ricordato i suoi concittadini che sono ancora costretti a vivere lontano dalla loro casa. Commossi anche i ricordi di tre testimoni scelti per raccontare la loro esperienza: Rosangela, titolare di un biscottificio che all’improvviso si è trovata sola, senza casa e senza azienda ma che nonostante tutto non si è arresta e dopo 10 mesi ha riaperto il suo laboratorio, Paola, moglie e mamma di due bambini che dopo il terremoto, per garantire una serenità immediata ai bambini, è andata a Bergamo dalla famiglia del marito ma che è voluta tornare appena possibile nella “sua” Caldarola, Nabil, medico e operatore della Croce Rossa, che ha raccontato la singolare esperienza di dover soccorrere ed essere soccorso allo stesso tempo. Lui, come moltissimi altri volontari o effettivi del soccorso, nonostante i problemi personali che il terremoto aveva causato non si è tirato mai indietro nel prestare aiuto al prossimo.

caldarola-3-325x183La stessa Croce Rossa nella sola giornata del 30 ottobre ha effettuato 97 interventi. Tra le voci che hanno raccontato quel tragico 30 ottobre 2016 anche quella della stessa Tiziana Riccardi, come detto volotaria della protezione civile, preparata a far fronte alle emergenze e già impegnata nel soccorrere i terremotati anche dell’Emilia Romagna. L’immagine che mai dimenticherà è quella dello sguardo smarrito dei suoi concittadini consapevoli di non avere più una casa in cui rientrare, la casa non solo come luogo fisico ma anche custode di emozioni. La mattinata è andata avanti con il reportage della giornalista di Piacenza Antonella Lenti, autrice del libro “….ma ci resta il cielo” un racconto nato dalla sua esperienza come volontaria nel mese di dicembre insieme ad una delegazione di Alpini. Video, foto, interviste e testimonianze di una Caldarola, ferita, danneggiata, disorientata ma anche determinata e forte. Molti i messaggi di speranza e di incoraggiamento che sono stati lanciati nel corso di tutta la manifestazione, a partire dalla benedizione del parroco Don Vincenzo “può mancarci la terra da sotto i piedi, ma abbiamo sempre il cielo sopra di noi”.

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