Quote rosa, ricorso al Tar:
il Comune incarica un legale
CIVITANOVA - Il nodo secondo i ricorrenti è che manca un assessore donna
Mancano le quote rosa in giunta, arriva il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento, previa sospensiva, della nomina dei componenti della giunta comunale di Civitanova. Il problema della mancanza di una donna in giunta era stata sottolineata fin da subito, dopo l’investitura ufficiale in Consiglio comunale. Secondo i ricorrenti per legge dovrebbero essere tre le donne della giunta ma ne fanno parte solo le due “assessore” Barbara Capponi e Maika Gabellieri. Il ricorso, notificato al Comune il mese scorso, è stato presentato dai consiglieri Stefano Ghio, Pierpaolo Rossi e dagli ex candidati in Consiglio Isabella Bigoni, Letizia Barchetta, Alessandro Mazzaferro, Stefano Sopranzi, Alessia Marzoli, Fabrizio Moglie, Silvia Luciani, Catia Bigoni. Il Comune, vista l’urgenza di procedere, ha affidato la difesa all’avvocato Giuseppe Carassai del foro di Macerata per una spesa di 8.800 euro.

Se vogliamo essere precisi mancherebbe almeno un transgender?
La ripartizione in quote rosa e azzurre è una sciocchezza in quanto l’unico criterio a cui attenersi dovrebbe essere quello della meritocrazia, cioè ogni incarico amministrativo deve essere affidato a persone capaci e competenti per il bene comune e non una suddivisione creata per legge.
La Costituzione parla chiaro: non ci deve essere alcuna discriminazione sulla base del sesso.
(2)………che rappresenta una rigidità normativa, paradossalmente questa si discriminatoria, che non può rappresentare una suddivisione ottimale di scelta dei soggetti più competenti e capaci indipendentemente dal sesso, estremizzando la mia idea, le quote potrebbero essere il 100% rosa oppure azzurre, oppure 20/80 od altre % …..