Esposto al prefetto sulle quote rosa,
opposizione pronta a ricorrere al Tar
CIVITANOVA - I consiglieri Mirella Franco, Pier Paolo Rossi e Stefano Ghio hanno inviato un documento sull'illegittimità della giunta. Chiedono che venga sanata la situazione con l'inserimento di un assessore donna in più rispetto alle 2 attuali
Giunta con quote rosa insufficienti, la questione finisce in mano al prefetto. L’opposizione ha inviato nei giorni scorsi al prefetto della provincia di Macerata un dettagliato esposto sulla costituzione della giunta civitanovese. Il documento porta la firma della segretaria del Pd Mirella Franco, Pierpaolo Rossi e Stefano Ghio. «Nonostante i primi salvifici proclami del sindaco – scrivono i firmatari – con dichiarazioni come “Sarò amministratore di giustizia”,“Riportiamo la legalità dopo 5 anni di anarchia”, Ciarapica al primo atto amministrativo dimostra esattamente il contrario. Come già preannunciato dal consigliere Rossi, privato del diritto di intervento in aula la sera del primo Consiglio comunale dal presidente Morresi malamente supportato dal segretario generale Mariotti, e confermato dalla diffida, giunta in questi giorni al sindaco, dalla Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, Ciarapica con il Decreto sindacale del 5 luglio 2017 elude la legge n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” e nello specifico il comma 137 dell’art.1, non rispettando la proporzione indicata dalla norma per la rappresentazione di genere nella giunta comunale e nominando assessori due sole donne anziché tre». L’esposto è stato inviato anche al capo dipartimento per le Pari opportunità e al direttore ufficio per gli interventi in materia di pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri e al presidente della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione. I firmatari chiedono un intervento finalizzato al rispetto della legge e alla ricomposizione della Giunta con la presenza di almeno 3 rappresentanti di genere femminile così come previsto dalla norma. In caso contrario la minoranza farà ricorso al Tar chiedendo se necessario il commissariamento ad acta del Comune.
Poche donne in giunta: le consigliere di Parità diffidano Ciarapica

Un castrato va bene lo stesso? Oppure un travestito, un transgender, un transessuale? Credo proprio di sì, sennò si finirebbe col parlare di razzismo, discriminazione, intolleranza, pregiudizio. E così Rossi e compagnia si sentirebbero appagati.