Visso nel cratere della burocrazia
“Il centro non si può ricostruire”

SISMA - Il sindaco Giuliano Pazzaglini ha lanciato l'allarme: i problemi sono legati ai diversi vincoli urbanistici e a un regio decreto del 1904: "Se non è un'assurdità questa?". Il Parco si smarca: "Non dipende da noi, siamo sempre stati a disposizione"
- caricamento letture

terremoto-zona-rossa-piazza-visso-FDM-10-650x434

La piazza di Visso dopo il sisma di ottobre

Salvini_Visso_Pazzaglini_FF-10-325x294

Giuliano Pazzaglini

 

 

di Federica Nardi

Le pietre della piazza mezza crollata di Visso vengono numerate con i microchip per consentire a chi la rifarà, di riposizionarle. Peccato che con la legge attuale quel centro che vale al Comune il nome di Perla dei Sibillini, rischia di non essere mai ricostruito. Parola di Giuliano Pazzaglini. “Tra le tante cose che hanno fatto male – aveva detto il sindaco a Salvini – c’è che a oggi non è possibile ricostruire. Se non è un’assurdità questa. Tremila anni di storia, uno dei borghi medievali più in quota d’Italia. La normativa vigente mi impedisce di ricostruire”. Il primo cittadino è da un anno che dice che serve una legge speciale. I problemi sono legati soprattutto ai diversi vincoli urbanistici che insistono sulla zona, che è classificata r4, il massimo. Andrebbero fatti interventi per mitigare il rischio idrogeologico, prima della ricostruzione. E a mettersi in mezzo anche un regio decreto del 1904 che stabilisce che non si può costruire a meno di 10 metri da un corso d’acqua. Deroghe ce ne sono state, in più di 100 anni, ma è incerto che una volta demolita una struttura si possa ricostruire. Poi, c’è caso e caso. Ci sono palazzi storici sottoposti a vincolo (altrimenti città come Venezia non esisterebbero più), quelli precedenti al 1900, c’è insomma da fare il punto sulle diverse applicazioni di una legge vecchia oltre 100 anni e che nel tempo è stata derogata. Ma soprattutto servono i risultati della microzonazione sismica, per capire se è sicuro o meno ricostruire in determinati punti del territorio. In ogni caso, per fare chiarezza, Pazzaglini aveva presentato il problema anche al nuovo commissario alla Ricostruzione Paola De Micheli ad Ancona. E di nuovo ieri durante un incontro a Roma, chiesto proprio per affrontare questo ed altri problemi come quello delle case mobili, la differenziazione del danno, i mutui, la mancanza di soluzioni strutturali per superare l’emergenza. Non ci sarebbero soluzioni all’orizzonte per il momento, il prossimo incontro fissato è il 9 novembre.

oliviero_olivieri

Oliviero Olivieri

Nel frattempo il Parco, che si è sentito chiamato in causa, per bocca del presidente Oliviero Olivieri chiarisce la sua posizione: “noi non impediamo alcuna ricostruzione, tanto meno quella di un centro così importante com’è Visso. Siamo stati e sempre saremo a disposizione del sindaco, cui ci lega una profonda stima e considerazione, per individuare insieme le migliori soluzioni. Ci spiace soltanto che, come troppo spesso accade –  ha aggiunto –  il Parco sia chiamato in causa per giustificare situazioni di difficoltà, come se fosse responsabile delle problematiche burocratiche che intervengono in situazioni d’emergenza”. Tra l’altro “il vincolo per cui non si potrebbe ricostruire in zona r4 (e il centro di Visso vi ricade interamente, ndr), dipende dall’Autorità di bacino del Tevere, e non dal Parco. Per superare il rischio idraulico occorrerebbe intervenire con opere di regimentazione delle acque dei fiumi Ussita e Nera (come, tra l’altro, già fatto in passato ed anche successivamente al sisma) per evitare eventuali esondazioni, e certo questo tipo di azioni il Piano per il Parco non le impedisce”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X