“Il centro commerciale
sarà la nuova piazza”:
la Giunta approva progetto preliminare
CAMERINO - E' prevista una spesa iniziale di 3milioni di euro per l'installazione di moduli per le attività commerciali, circa 70. L'amministrazione: "Sarà il cuore pulsante della città per tutto il periodo della ricostruzione"
La giunta comunale di Camerino ha approvato oggi pomeriggio il progetto preliminare del nuovo centro commerciale che sorgerà in località San Paolo e ospiterà circa 70 attività produttive. Un ulteriore passo in avanti, dunque, che arriva all’indomani della nota ufficiale con cui la Protezione Civile (come già anticipato informalmente nei giorni scorsi) garantisce la copertura finanziaria per oltre 6 milioni di euro, oltre alle spese per l’acquisizione dell’area. Con l’atto di giunta di oggi pomeriggio, quindi, si potrà passare alla fase operativa. Inizialmente, il progetto prevedeva una spesa di circa 3 milioni di euro, per l’installazione di moduli destinati, appunto, alle attività commerciali. «Questa amministrazione – si legge in una nota – ha però voluto alzare il tiro per poter garantire alla città – che ha perso anche la sua piazza – un luogo che fosse anche di socialitá. La cifra inizialmente a disposizione infatti non avrebbe garantito la realizzazione di quella che invece, con la somma messa in campo oggi, diventerà la nuova piazza di Camerino durante tutto il periodo della ricostruzione, il nuovo cuore pulsante della città, nonché una duratura (non definitiva) destinazione ad oltre 70 partite iva, e che sorgerà di fatti perfettamente al centro tra la nuova area destinata agli edifici scolastici, il campus universitario, le abitazioni e le aree sae ed i principali servizi».
Centro commerciale per negozianti sfollati, via libera della Regione




Pur comprendendo la necessità di creare uno spazio dignitoso per le attività commerciali sfrattate dalle loro sedi storiche dal sisma, mi piange il cuore pensando a come si sta iniziando a stravolgere un territorio che fino ad un anno fa era fatto soprattutto di ampi spazi non urbanizzati e prati verdi. Perché non crederò mai alla assoluta provvisorietà di strutture come questa: anche completata la ricostruzione (tra 15-20 anni), questi luoghi pensati in emergenza (e quindi pure di dubbio gusto estetico e di dubbia qualità nei materiali…) saranno talmente entrati nelle abitudini della gente che, dopo un periodo più o meno lungo di abbandono e degrado, si cercherà un modo per riconvertirli ad altra destinazione. La demolizione e la rinaturalizzazione non saranno neanche contemplati. A questo si sarà nel frattempo aggiunta l’impennata di lottizzazioni ed edificazioni di nuove abitazioni di cui già adesso si iniziano a vedere le primissime tracce. Insomma, Camerino ovviamente risorgerà, ma non sarà più quella che avevo conosciuto prima del terremoto: sarà più grande, sarà più “cittadina” e meno rurale, avrà un centro storico ricostruito ma paradossalmente più morto e più svuotato di contenuti perché nel frattempo la città fatta di gente e di attività produttive e amministrative (università, campus, case e condomini, uffici, negozi…) sarà migrata più a valle, quasi conurbandosi con Castelraimondo. In definitiva, una Macerata su scala ridotta. Non so, forse… pur essendo consapevole della enorme difficoltà di scegliere la strada da seguire in situazioni come queste… forse altre scelte avrebbero potuto essere fatte.