Teuco, c’è l’accordo
per crisi aziendale e mobilità
ECONOMIA - E' stato sottoscritto questa mattina da impresa, organizzazioni sindacali e Regione. Individuata un’eccedenza di personale di 55 unità, rispetto alle 108 precedentemente indicate. Complessivamente saranno 182 le persone interessate dalla cassa integrazione

Spiragli per i lavoratori della Teuco di Montelupone. L’azienda, le organizzazioni sindacali e la Regione hanno firmato l’accordo per la soluzione della crisi. La società ha avviato lo scorso 18 ottobre la procedura per la riduzione di 108 unità occupate, nonostante il ricorso ai contratti di solidarietà “difensivi” a partire dal gennaio 2015. L’intesa siglata nel tardo pomeriggio prevede una gestione della crisi attraverso la cassa integrazione e la mobilità. Viene individuata un’eccedenza di personale di 55 unità, rispetto alle 108 precedentemente indicate, mentre complessivamente saranno 182 le persone interessate alla cassa integrazione per crisi aziendale, in vigore dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017. I lavoratori che entro il 15 febbraio 2017 manifesteranno la volontà di non opporsi al licenziamento riceveranno un incentivo all’esodo pari a 7mila euro lordi, che verrà erogato in un’unica soluzione, se lasceranno l’azienda prima della termine della cassa integrazione. Successivamente (sempre nell’ambito delle 55 unità individuate), i lavoratori non ancora usciti verranno automaticamente collocati in mobilità.
“La firma di un verbale che certifica una crisi aziendale è sempre un fatto che addolora e che sprona a individuare soluzioni percorribili per rilanciare il sistema produttivo – commenta l’assessora al Lavoro, Loretta Bravi che ha siglato l’intesa per la Regione – Accompagneremo l’accordo con misure di politica attiva finalizzate alla riqualificazione professionale e ai profili professionali necessari per la ricollocazione dei lavoratori con le regole del Fondo sociale europeo”. La società si impegna a presentare, a corredo della domanda di cassa integrazione, un piano di risanamento che definirà gli interventi correttivi intrapresi o da intraprendere per fronteggiare gli squilibri produttivi, finanziari e gestionali dello stabilimento.









L’ennesimo atto di una tragedia non proprio improvvisa.Quand’è che in questo Paese si comincerà a parlare seriamente di lavoro?Ma soprattutto quando si invertirà la tendenza di far scontare la crisi agli operai e non ai responsabili?Espropri ancora no?Non sia mai fa troppo comunista!