Dramma a Camerino,
monsignor Brugnaro:
“La gente ha perso tutto”
SISMA - L'arcivescovo durante la messa: "Ci sono genitori che cercano figli, nipoti che cercano i nonni. Io ho dormito in auto. Pensavamo che tutto fosse finito, poi è successo l'impensabile"

di Monia Orazi
«Grazie a Dio non abbiamo avuto morti e feriti, alcuni giorni ci avevano permesso di riprendere fiato, pensare di essere accompagnati dentro la città, per riprendere alcune cose. Ora la gente è di nuovo fuori, c’è l’angoscia di tutto. Genitori che cercano i figli, i nipoti cercano i nonni. La gente ha perso tutto, vede crollare dall’alto la sua storia, la sua identità». Con queste parole l’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, racconta la devastazione e l’angoscia per il futuro che si lascia dietro il terremoto che ieri ha messo in ginocchio la provincia. Passeggiando al di fuori della zona rossa, sono evidenti le lesioni del palazzo arcivescovile, che presenta: «Leggendo la storia è come quello del 1799 che rase al suolo la città – prosegue Brugnaro – molte case sono ancora in piedi, ma gli squarci che ho visto sono tremendi, la città è stata tutta terribilmente colpita. Il vescovado è inagibile, mi chiedo per quanto reggerà il campanile destro del Duomo, se crollerà di lato ostruirà la strada e minaccerà l’università, diversamente colpirà la stessa cattedrale. Questo terremoto ci costringe a ripartire da zero, i progetti che la gente aveva fatto nei giorni scorsi non valgono più nulla, volevano rimanere qua, oggi non si può più. Ringraziamo il Signore che oggi c’è il sole, ma se succede come la prima notte, che piove, viene il freddo, si passa da 22 ad 8 gradi, non si può fare a lungo una vita da accampati. In attesa che arrivino le casette di legno bisogna andarsene, tutti i centri storici sono chiusi. Poi ci rimboccheremo le maniche e ripartiremo». Nei giorni dopo la scossa del 26 ottobre la curia e l’arcivescovo avevano alloggiato presso l’ex seminario Allevi, ispezionato dagli ingeneri e ritenuto molto sicuro specie nella parte delle aule. «Volevamo sistemare lì la curia, la casa del clero e gli uffici diocesani, l’Appennino Camerte e Radio C 1, che nonostante le difficoltà sta facendo un grande servizio alla popolazione, ieri il commissario straordinario ha parlato alla radio, per farsi ascoltare da tutti – prosegue l’arcivescovo – Ieri notte ho dormito in auto, ero a casa del professor Orsomando ma le scosse si susseguivano con grande intensità, sono andato in auto. Verso le cinque, quando sembrava che le cose potessero essere migliorate, siamo rientrati in casa, poi è successo l’impensabile», prosegue Brugnaro. La preoccupazione del presule riguarda lo stato delle chiese, chiuse in tutta la diocesi, tutte gravemente devastate.
Si è perso tutto ma soprattutto la vera solidarietà qlla che nn distingue un benestante o professore da un operaio e famiglie che nn hanno un lavoro tutto va a rotoli facciamoci una domanda tutti qnti cm ci siamo comportati con il prossimo qlunque esso sia stato li abbiamo rimarginati lasciandoli soli nei loro guai?Da qnti anni ognuno pensa ai suoi famigliari ai suoi sacerdoti o alle loro suore e il resto del mondo ha bisogno cm tutti di aiuto terremotato o no!