Lube e fiera degli sposi per gli sfollati:
“Facciamoli sentire civitanovesi”
CIVITANOVA - Corsa alla solidarietà per aiutare chi ha perso tutto a causa del terremoto. L'amministrazione ha predisposto una serie di attività e sta cercando locali disponibili. In serata attesi nuovi arrivi
Previsti nuovi arrivi in serata a Civitanova. La protezione civile regionale sta cercando una collocazione per le migliaia di sfollati dai luoghi del sisma. In arrivo altri terremotati dall’entroterra e la città è pronta a dare la propria accoglienza. In totale sono 120 i posti letto a disposizione a Civitanova, di cui 20 già occupati dai primi arrivi, i cittadini di Castelsant’angelo sul Nera arrivati giovedì. Ai primi 17 si è aggiunta anche una mamma con due bambini. «Non devono sentirsi ospiti ma civitanovesi – ha sottolineato il vicesindaco Giulio Silenzi non staranno con noi pochi giorni e dobbiamo e vogliamo farli sentire parte della nostra comunità».
L’amministrazione sta continuando a cercare locali a disposizione: ai privati e alberghi che già hanno dato la propria disponibilità si sono aggiunti 7 posti letto a Villa Letizia, per quegli ospiti che necessitano di una struttura sanitaria di degenza. Non è stato possibile invece per le suore della Riparazione che gestiscono lo Stella Maris ospitare gli sfollati. “Non abbiamo spazi adeguati” – ha detto la superiora Ausilia Ripamonti. Per il resto in città è corsa alla solidarietà con tante richieste da parte di cittadini che vogliono rendersi utili e aiutare, anche solo offrendo il proprio tempo, i terremotati. Per i 20 ospiti del Velus questa mattina è stato un sabato di svago: molti di loro hanno approfittato del bel tempo per fare un giro al mercato e nel pomeriggio il Comune, attraverso l’ufficio turismo, ha predisposto una serie di attività. Una metà degli ospiti del Velus sono arrivati al palas per assistere alla partita della Lube. La squadra infatti ha voluto donare un biglietto per gli sfollati civitanovesi, estendendo l’invito anche a coloro che sono stati alloggiati a Porto Sant’Elpidio. Altri invece hanno scelto la fiera degli sposi. Ieri è iniziata la distribuzione dei beni di prima necessità, alcuni indumenti e materiale per l’igiene intima. Brutta disavventura invece per un anziano arrivato giovedì. Questa mattina è caduto mentre era in camera: all’hotel Velus in quel momento c’era anche il sindaco Corvatta che l’ha visitato immediatamente e poi mandato a fare una tac per verificare la presenza di fratture.





Quello con la camicia bianca fa più pena di tutti. Gli si legge in faccia tutta la sofferenza per aver perduto tutto. Per l’anziano signore deve essere stato un trauma lasciare il (suo) comune per andare al Palas. L’abbronzatura è l’unica cosa che gli rimane come ricordo delle sue passeggiate tra le pecore che da anni lo seguono su per gli irti colli dove la nebbia piovigginando sale e a volte sotto il Maestrale urla e sbiancheggia il vecchio lupo, sempre pronto a cogliere l’occasione per nuove razzie.Lo sguardo fiero, l’espressione indomita che fa si che chi lo osserva non si lascia ingannare da quegli occhi che sotto la falsa aria annoiata che riesce ad imitare con vera maestria, bruci il fuoco dei “voti ” che farà a Santo Moro da non confondere con ” Santo Maro ” tipica espressione marinaresca. Santo Moro, protettore dei politici, si ma sempre Santo è ed ognuno nel profondo dell’ animo, se presente, è libero di scegliersi il Santo preferito, tanto tra di loro possono sempre intercedere per chi li invoca e prega e chissà in passato quanto lo avrà ricordato nelle sue preghiere. Ah, vorrei ricordare che il Moro Tommaso, scrisse anche un celebre libricino ” L’ Utopia “. A volte la parala Utopia che nel libricino era il nome di un’isola immaginaria con una società ideale, facile da immaginare perché è perfettamente il contrario dei nostri internazionali stati sociali, per estensione viene usata per dire, tanto per fare un esempio, che qualcuno si possa illudere di essere rieletto ad una carica.. che al massimo se scoppia fa ” plin plin ” come l’acqua Rocchetta. Un’altra cosa che colpisce è il candore della camicia. Un bianco che più bianco non si può neanche candeggiata con l’acido nitrico. Beh, è lo stesso candore che traspare da quest’uomo che non si può immaginare senza le maniche rimboccate mentre si gode la giusta pausa per un caffè prima di riprendere il lavoro. Purtroppo devo concludere qui, perché per quanto mi sforzi non riesco ad immaginarmi nessuno lavoro da appioppargli oltre a quello di applaudire La lube e poi applaudire mica è un lavoro.