“Niente vigili e niente transenne”,
residenti denunciano
altra notte insonne in centro
CIVITANOVA - Tornano a protestare gli abitanti per schiamazzi e degrado attorno alla discoteca Donoma

La transenna accostata al muro in via del Remo

«Non c’erano i vigili urbani e le transenne che dovevano chiudere le vie interessate non sono state posizionate. Così abbiamo passato un’altra notte insonne». Tornano a protestare i residenti del centro, a Civitanova, per schiamazzi e degrado attorno alla discoteca Donoma. «Questa notte – spiega Alessandro Mazzaferro, abitante della zona – il problema si è ripetuto. Le sbarre a chiusura delle vie non sono state rispettate così via Mazzini e via Remo sono rimaste aperte. Non c’erano nemmeno i vigili urbani e si è ricreata la situazione di sempre». Il servizio notturno della polizia municipale, dopo il flop lamentato la scorsa settimana sempre dai residenti (leggi l’articolo), non è stato programmato. Gli stessi, in settimana, si erano espressi duramente nei confronti del sindaco parlando di «rimedi inefficaci adottati da Corvatta» (leggi l’articolo). Il primo cittadino però aveva risposto che le misure adottate erano quelle volute e suggerite dai residenti stessi (leggi l’articolo).
(Mar. Ve.)

L’ingresso del Donoma
Peccato che le misure di cui parla il sindaco le ha volute lui senza sentire minimamente altre proposte!
Quanto rompete le p….
Semplicemente incapaci di risolvere il problema
Però questa volta l’assenza totale di tutte le inutile precauzioni fino adesso prese che cosa vuol significare? Che il sindaco con il super comandante stanno vagliando soluzioni talmente rigorose che dal prossimo sabato ci vorrà il visto della celere per essere schedati all’ingresso prima e all’uscita poi e guai a chi sgarra. Grossi cellulari ( che non sono telefoni ma mezzi di trasporto su ruote ) stazionanti a P.S. Martin saranno pronti per farci salire dopo sonora smanganellata chi eccede. Oppure, il sindaco, scoraggiato, visti i continui insuccessi per contenere le intemperanze , colto da grave depressione per tutte le cose che gli vengono dette, (qualcuna di queste sembrano quasi insulti ), stanco di essere giustamente accusato per tante altre cose, abbia finalmente preso la decisione irrevocabile, consegnando la dichiarazione di resa alle ambasciata di Francia ed Inghilterra ( ehmm, chiedo scusa, mi sono fatto prendere un po’ la mano…), volevo dire alla Prefettura e abbandonato a se stessa la città rifugiandosi nella sua inespugnabile roccaforte in quel di Porto Recanati, sua cittadina di adozione, residenza, domicilio in cui però spesso viene colto da quel senso di ingiustizia per tutti che lo porta a varcare l’Asola e piombare come un’orda di lanzichenecchi ad occupare il comune e a farci sentire il nerbo del suo potere. Sindaco, adesso cerchiamo di guardare in faccia la realtà, Silenzi lasciamolo perdere, così evitiamo crisi di isteria perché caro sindaco me lo lasci dire: “ Dopo cinque anni vissuti pericolosamente, la testa potrebbe come dicono qui nella sua non città di adozione e quant’altro “ scriccare “. Se ci hai abbandonato a noi stessi, ti capisco, hai fatto benissimo. Ma se ancora non l’hai fatto e magari stai veramente pensando di ripresentarti alle elezioni, dillo, così potrò darti una serie di indirizzi con relativo numero telefonico di persone che potranno aiutarti a capire il perché delle solite accuse che noi plebaglia ti scagliamo e a cui tu rispondi sempre più in maniera fievole e sterile, e svuotata di contenuti seri. Insomma sindaco, abbi uno scatto di dignità, di forza morale, di coraggio anche se ti porterebbe ad abbandonare personaggi che da quarantanni si fanno gli affari loro e non vedo perché dovrebbero cambiare abitudini, insomma: Va, Va e Vaiiiiii, sarai più felice tu e magari anche noi trenta quarantamila disgraziati che da quasi cinque anni sopportiamo l’insopportabile. “ Va, lasciaci, piangeremo i primi giorni ( di felicità ) ma poi chissà che piano piano anche noi si riuscirà a trovare un po’ di quella tranquillità di cui anche tu hai tanto bisogno e ricordati prima di partire, di regolare, magari, qualche conto che hai o che avresti in sospeso se non trattati dal buon senso, cosicché potrai dedicarti nella tiepide giornate da marzo a metà giugno alla pesca del pesce ragno di cui il mare che hai vicino casa, abbonda “.