Comitato “No al sottopasso”
scrive al prefetto: “Opera che non serve,
si valutino alternative”

CIVITANOVA - Il portavoce Piergiovanni Castellucci ha inviato a Roberta Preziotti una requisitoria nella quale spiega le motivazioni per opporsi all'opera pubblica. "Abbiamo la percezione che sia soltanto un'operazione di marketing politico"
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Piergiovanni Castellucci

Piergiovanni Castellucci

 

«Quindici minuti per fare 700 metri sulla statale nelle ore di punta, ma il sottopasso non migliorerà questi tempi». Ne ho convinto Piergiovanni Castellucci del comitato no al sottopasso che ha inviato al prefetto una lunga requisitoria nella quale spiega le motivazione per le quali sarebbe necessario opporsi all’opera pubblica e come invece sarebbe stato, a suo avviso, provvidenziale il cavalcavia all’uscita della superstrada. La missiva che Castellucci invia al prefetto contiene alcuni punti, uno su questi è l’analisi del traffico nelle ore di punta: «costruire la rotatoria, all’uscita della superstrada Civitanova Foligno ed il sottopasso al passaggio a livello, spendendo 13 milioni di euro non diminuirà il volume di traffico sulla statale 16 che in certe fasce orarie procede a passo d’uomo. Ma Castellucci denuncia anche i disagi legati alla mancata riapertura delle sbarre del passaggio che spesso si verifica al passaggio a livello di via Carducci: «decine di volte, ho telefonato a Rfi Bari per chiedere spiegazioni ed ogni volta immancabilmente dopo pochi secondi le sbarre vengono alzate. Pertanto, se ne deduce che il problema principale di tali disagi risiede negli operatori che gestiscono la chiusura e riapertura del passaggio a livello e a causa dei guasti». Per il referente del comitato la soluzione sarebbe in opere alternative al sottopasso, come ad esempio un cavalcavia come fatto a Porto d’Ascoli o Senigallia o un ponte di collegamento fra la zona commerciale di Porto Sant’Elpidio all’altezza dell’Auchan che si colleghi con Via Einaudi o la metropolitana di superficie del progetto Calafati. «Se il sottopasso, malauguratamente, verrà fatto – conclude Castellucci – non solo non risolverà il problema, ma causerà danni temporanei all’intera città durante i lavori con il caos del traffico deviato e danni permanenti alle attività imprenditoriali e professionali situate lungo la via Carducci  e vie limitrofe, che saranno costrette a trasferirsi per mancanza di visibilità come già successo negli altri sottopassi e alle diverse famiglie proprietarie che si vedranno svalutare ampiamente gli immobili. Abbiamo la percezione che tale opera sia soltanto un’operazione di marketing politico».



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