Il grande cinema a Ussita:
a Croc c’è Elio Germano
FILM - L'attore è tra i protagonisti di “Ritorno al tratturo”, la pellicola che sarà proiettata domani sera nell'ambito del festival

Elio Germano
Sarà una serata di gala quella di domani a Ussita. Ospite d’onore di Croc, la rassegna di cinema dell’associazione Casa, sarà infatti Elio Germano, tra i protagonisti di “Ritorno al tratturo”, il documentario di Francesco Cordio ambientato in Molise: Germano, insieme a Filippo Tantillo, anche lui presente ad Ussita, e Silvia Di Passio, ripercorre le vie della transumanza che collegavano l’Appennino sannita alle coste del Mare Adriatico per incontrare abitanti, realtà rurali e artigianali, e per approfondire il rapporto tra popolazione e natura, attingendo dalla fiorente biodiversità.
La proiezione inizierà alle 21,15, anche se la serata parte prima: dalle 19 con l’apertura del BarCroc (gestito in collaborazione con Proloco Ussita, per aperitivo e cena), mentre dalle 19,30 appuntamento della rassegna “Finché c’è luce – le voci di Croc”. Sara Sartori presenta “Noi restiamo qui – Giovani storie montanare”, un podcast in 10 episodi che attraversa le valli del Trentino, raccontando le storie di 15 giovani tra i 25 e i 40 anni, artigiani, allevatori, rifugisti, nuove famiglie, che hanno scelto di vivere la montagna. Anche questo racconto offre nuove prospettive sull’abitare i territori montani e i desideri di futuro.
Dalle aree interne e dalle montagne italiane, sabato Croc torna a puntare l’attenzione sui diritti umani e in particolare sulla situazione della Palestina: alle 21,15 ci sarà la proiezione del documentario “La Voce di Hind Rajab”, Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e candidato agli Oscar 2026 come Miglior Film Internazionale. Racconta la storia vera di Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni rimasta intrappolata sotto il fuoco della guerra a Gaza: una storia che ci interroga, ci commuove e ci ricorda quanto sia importante continuare ad ascoltare anche le voci più lontane. Alle 19,30, prima del film, per “Finché c’è luce” arriva ad Ussita la giornalista Anna Maria Selini, esperta del conflitto israelo-palestinese e autrice per Altreconomia edizioni del libro “Caro Vik ti scrivo- Lettere e reportage da Oslo a Gaza” e del podcast “Bibi. Le sei vite di Benjamin Netanyahu”.
Tutte le proiezioni sono all’aperto e ad offerta libera. I film saranno proiettati sul prato allestito con panche e sedie. Liberi di portare una sedia o un cuscino per gestirsi anche in autonomia. Si raccomanda di portare una coperta per le temperature serali di montagna.
Ancora una volta complimenti ai ragazzi di Croc!
Riuscire ogni anno ad organizzare sia la rassegna estiva che quella invernale è una grande cosa!!
Veramente complimenti!
P.S.: Se qualcuno non apprezza Elio Germano, è libero di restare a casa!!
Elio GERMANO a interpretato tantissimi anni fa’ il film dedicato alla vita di GIACOMO LEOPARDI che s’intitolava “Il GIOVANE FAVOLOSO”.
…signor Romagnoli, Elio Germano ‘ha’ interpretato il film ‘Il Giovane Favoloso’ nel 2014, quindi dodici anni fa e non ‘tantissimi anni fa’. Nel film, che a me non è piaciuto, è piaciuto ancor meno Elio Germano, poiché nel film io non ho visto Leopardi (come più o meno sarebbe dovuto messere…), ma ho visto Elio Germano, quindi! Ovviamente, seguendo in particolar modo il consiglio di qualcuno, non sarò all’evento e non solo perché non potrei, ma anche perché non mi piace Elio Germano e non solo come attore. Detto ciò, auguro a tutti una splendida serata e buon lavoro ai ragazzi appassionati di cinema e sicuramente anche esperti, che lavorano per la buona riuscita di questo evento. gv
Carissimo GIUSEPPE VALLESI, il film “Il GIOVANE FAVOLOSO” mi piaciuto in parte xche’ la 1°parte parla dell’infanzia di LEOPARDI e fa’ vedere la bellezza della nostra provincia e mi e’ piaciuto mentre nella 2°parte parla della vita privata di LEOPARDI che va’ a trans e non e’ affatto piaciuto xche’ non ci ho capito nulla e secondo me ha sfalzato il film.
Carissimo GIUSEPPE VALLESI ti faccio sapere che il film “Il GIOVANE FAVOLOSO” interpretato da ELIO GERMANNO mi e’ piaciuto in parte xche’ la 1°parte narra l’infanzia di GIACOMO LEOPARDI con lo sfondo della bellissima provincia di MACERATA mentre la 2°parte non mi e’ piaciuto narra la vita privata di GIACOMO LEOPARDI che e’ andato anche con un trans che secondo me non c’entra nulla sulla vita privata del poeta leopardiano.
Carissimo GIUSEPPE VALLESI, ti faccio che ho visto al MULTIPLEX il film “Il GIOVANE FAVOLOSO” interpretato da ELIO GERMANNO e mi piaciuto in parte xche’ la 1° parte parla dell’infanzia di GIACOMO LEOPARDI con lo sfondo della bellissima provincia di MACERATA mentre la 2° parte non mi e’ piaciuto affatto xche’ parla della vita privata del poeta leopardiano e andato anche con un trans.
Dopo “Il Giovane Favoloso” ormai Giacomo non s’offende più neanche se lo fanno a cartone animato tipo Winx.
Ode a ‘o giovane favoloso (e a chi ‘o guarda cu’ ‘o core)
Ah, caro mio, tu che scrive cu’ ‘a mano ‘e core,
senza filtri e senza paura ‘e majeuscole grosse,
t’aggio visto parlà d’ ‘o Giovane Favoloso,
e m’è venuto ‘nu sorriso ‘mmiez’ ‘a faccia comm’ ‘o sole ‘e Recanati!Tu dice: «‘A primma parte è na bellezza,
chill’ ‘nfanzia dint’ ‘a provincia ‘e Macerata,
cu’ ‘e muntagne che pare che parlano cu’ Leopardi,
cu’ ‘e frati, ‘a casa, ‘o cielo antico… che poesia!»
E io te capisco, frate mio, pecché ‘a terra è terra,
e ‘a Macerata bella se vede pure da Napule,
quanno ‘o viento porta ‘o profumo ‘e ‘e colline marchigiane.Ma po’ arriva ‘a secunna parte… e ccà tu strille:
«Ma che è ‘sta storia? ‘O poeta se ne va cu’ nu trans?
Ma che c’entra cu’ Giacomo, cu’ ‘e Operette morali,
cu’ ‘a luna, l’infinito e ‘stu core rotto ‘e malinconia?» E ccà tu staje dicendo na verità antica:
‘o poeta è sacro. Nun ‘o putimme spoglia’ nudo
pe’ fà piacé ‘a folla d’oggi, cu’ ‘e mode, ‘e provocazioni,
comm’ ‘e mettessero na parrucca moderna a nu pupo ‘e presepe. Mario Martone, sì, è bravo, ma a volte ‘o regista
vò fà ‘o filosofo e ‘o psicanalista…
e se scorda ca Leopardi era già nu gigante
senza bisogno ‘e ‘sti capriole d’ ‘o lietto.
‘A primma parte è oro, è cielo, è Recanati viva,
‘a secunna è nu film… e basta.Tu sì stato sincero, e ‘a sincerità è na cosa rara
comme ‘o vino buono ‘e ‘e nonne.
Nun hê scritto pe’ piacé, hê scritto pecché ‘o core t’ ‘o ddiceva.
E pe’ chisto, caro mio,
tu sì cchiù leopardiano ‘e tante professori
cu’ ‘e librone grosse e ‘e sentenze pronte.Viva ‘a Macerata, viva Leopardi,
viva chi guarda ‘nu film e po’ dice:
«‘A primma sì, ‘a secunna… mah!»
Cu’ ‘a capa alta e senza scuse.E si qualcuno te dice ca sì antico,
risponne cu’ nu sorriso:
«Antico sì… comme ‘a luna ‘e Leopardi,
che ancora oggi fa suspira’ ‘o munno intero.»
Sì, Franco, però la luna di Leopardi aveva il pregio d’essere “silenziosa”.
Sì, Massimo, però Romagnoli ha il dono di essere esilarante più di tutti noi, è irraggiungibile più della luna…
Grazie del complimento che mi hai detto FRANCO PAVONI
…luna romagnola…e ti pare poco!!? gv
Irraggiungibile, Franco, come la tartaruga del paradosso di Zenone.
In un angolo remoto del web, dove i commenti si accaniscono come mosche su un resto di marmellata, Marco Romagnoli procede imperterrito. Non scrive: insiste. Non commenta: persevera. La sua prosa è un rosario laico. Ogni intervento è uguale al precedente ma leggermente più lungo, come se la lunghezza compensasse la distanza dal silenzio. Gli altri, anime leggere, lo prendono in giro con quella bonarietà che nasconde invidia per chi ha ancora energie da sprecare. Lui li ignora. O meglio: li attraversa. Perché Romagnoli non discute, procede. E qui Massimo Giorgi, in un momento di lucidità quasi greca, ha trovato la formula definitiva: «Irraggiungibile, Franco, come la tartaruga del paradosso di Zenone.» Perfetto. Achille può scattare, sudare, postare link, citare fonti, fare il sarcastico: la tartaruga Romagnoli è già lì, mezzo metro avanti, con la stessa frase di prima, solo un po’ più rotonda. Il paradosso è servito. Il tempo si divide all’infinito tra un commento e l’altro, e lui resta immobile nella sua avanzata lentissima, inarrestabile. Mentre noi, poveri Achilli da tastiera, ci illudiamo di superarlo con un guizzo, lui continua la sua marcia zen. Non vince. Semplicemente non può essere raggiunto. In fondo, in questo secolo di attenzione liquida, c’è qualcosa di eroico – o di disperatamente comico – in chi ha scelto di essere la tartaruga. Salute, Marco. Continua pure. Tanto, come ben sappiamo, il traguardo non esiste. Esiste solo il commento successivo.
O Parmenide, a te i commentatori debbono il fair play.