Aperitivi culturali,
Alberto Batisti emoziona con la Norma
MACERATA - Durante l'incontro agli Antichi forni il direttore della Sagra musicale umbra rapisce letteralmente la platea analizzando l'opera di Bellini e Romani negli aspetti più nascosti. Cinzia Maroni: "C'è l'idea di fare gli incontri anche in inverno per preparare la stagione del Mof"

Il pubblico degli aperitivi culturali rapito dall’incontro sulla Norma

Cinzia Maroni con Alberto Batisti
di Marco Ribechi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Applausi scroscianti come per una bella prima dell’opera. Gli aperitivi culturali del Festival off, di scena agli Antichi forni di Macerata, sanno emozionare come le migliori rappresentazioni sceniche. Specie se l’ospite di turno si chiama Alberto Batisti che con un’analisi superlativa della Norma ha fatto letteralmente rabbrividire il pubblico presente che ha poi ripagato con una standing ovation degna di un direttore d’orchestra. E il paragone è calzante perché il direttore artistico della Sagra musicale umbra, uno dei più antichi festival musicali europei attivo dal 1937, ha trascinato i presenti negli angoli più nascosti dell’opera di Vincenzo Bellini con libretto di Felice Romani mostrandone il valore assoluto che solo i grandi capolavori possono meritarsi. «Persino Wagner, che non era un grande sostenitore dell’opera italiana – spiega Batisti – ha dovuto inchinarsi al valore della Norma, riconoscendo più volte che quello di Bellini è un assoluto capolavoro».

Alberto Batisti spiega tutte le caratteristi che fanno della Norma un capolavoro assoluto
L’analisi, come sempre introdotta da Cinzia Maroni, curatrice della rassegna, è partita dal sottotitolo dell’opera: “tragedia lirica”. «La Norma ha un grande valore innovativo, ha lasciato un contributo enorme a tutte le produzioni successive – spiega Batisti – Si rifà alle opere francesi dove sono importantissime le parole che evidenziano la tragedia. Il rapporto tra Bellini e Romani è simile a quello di Mozart con Lorenzo Da Ponte. Nella Norma i personaggi oltre al canto devono avere grandi doti recitative». Le stesse musiche dell’opera rompono con la tradizione precedente costituendo un elemento di grande innovazione: «Non c’è più quella perfezione musicale tipica ad esempio di Rossini – continua il critico – è il romanticismo che irrompe nella musica. L’overture è molto complicata, è un nuovo modo di fare musica collegato a Schubert che influenzò anche Chopin e lo stesso Verdi».

Un momento dell’aperitivo culturale
Batisti ha letteralmente rapito l’uditorio commentando alcune arie dell’opera, descrivendo magistralmente la musica con le parole. Nell’analisi a 360 gradi della Norma non sono mancati anche i riferimenti storico letterari prima alla “Medea” di Euripide poi alla “Norma, ou L’Infanticide” di Louis-Alexandre Soumet. L’approfondimento di Batisti è stato evidentemente apprezzato dal pubblico desideroso di non assistere passivamente a uno spettacolo ma interessato a coglierne i retroscena, gli aspetti più inediti e meno conosciuti. D’altronde il critico, alla sua quarta presenza agli aperitivi culturali, ha sempre riscosso un grande successo. Tanto da far nascere un’idea inedita e molto allettante: «Vorremo accompagnare il pubblico maceratese verso le stagioni operistiche anche durante l’inverno – spiega Cinzia Maroni – Invitando Batisti a commentare le opere in cartellone prima dell’inizio del Macerata opera festival. In questo modo il pubblico può prepararsi all’ascolto, si creerà aspettativa, la lirica sarà vissuta in maniera concreta durante tutto l’anno». I presenti hanno battuto le mani anche questa notizia in anteprima espressa un istante prima della seconda parte dell’incontro, quella dedicata ai piaceri del gusto con un ottimo aperitivo offerto da Qb, Quanto Basta, accompagnato da un buon bicchiere di verdicchio.















