Ospedale, Carancini all’attacco:
“Sanità maceratese frustrata e rassegnata”
Ceriscioli: “Risolviamo tutto entro il 2017”

MACERATA - Il sindaco ha colto l'occasione dell'inaugurazione della sala pacemaker per parlare dei problemi dell'Area vasta: "E' in grandissima sofferenza. Ancora attendiamo il bando per il primario di Radiologia. Abbiamo una direzione sanitaria a intermittenza". Il governatore: "Il nuovo ospedale è una scelta e non un obbligo" e sui medici "non segnano le priorità sulle ricette". Il personale lamenta le carenze dell'organico. E al nosocomio i lavori al sesto piano sono fermi da anni
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Al centro il governatore Ceriscioli al momento del taglio del nastro

 

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di Federica Nardi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

«C’è una grandissima sofferenza nell’Area vasta 3. Umiliazione, frustrazione e rassegnazione sono i sentimenti che si respirano nella sanità maceratese». Così il sindaco di Macerata, Romano Carancini, spezza l’apparente serenità di quella che doveva essere una festa per l’inaugurazione della sala pacemaker del nosocomio del capoluogo. E lo fa perché seduto accanto a lui, per l’occasione, ci sono il presidente della Regione, Luca Ceriscioli (che poco prima ha inaugurato la tisaneria all’hospice di San Severino), e il direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni. Le richieste del primo cittadino sono chiare e sono le stesse di chi lavora in ospedale: «Aspettiamo dal 2014 il bando per il primario di Radiologia interventistica. Perché l’Asur possa permettersi di non farlo, dato che il provvedimento parla chiaro, resta inspiegabile. Abbiamo una direzione sanitaria a intermittenza, un dramma sugli investimenti, mancano i primari». Quella della nostra Area vasta «non è una situazione come tante – dice Carancini –. Siamo spaesati e disorientati. Con il sistema delle aziende sanitarie e delle aree vaste siamo arrivati allo strabismo sanitario. Le aree vaste, senza personalità giuridica e autonomia sul budget, sono figlie di un dio minore». E sull’ospedale unico, che nemmeno oggi ha avuto l’atteso piano finanziario di cui si parla ormai da due mesi, Carancini chiede «che venga inserito nero su bianco nella programmazione regionale. Altrimenti è una presa in giro. Vogliamo avere la stessa dignità degli altri territori e avere le stesse chances». E la risposta di Ceriscioli sorprende. Prima se la prende con i medici che «non segnano la casella della priorità sulla ricetta» e rendono impossibile il lavoro del Cup. Poi rassicura che il nosocomio «entrerà nel piano sanitario» e che «i problemi dell’Area vasta verranno sistemati entro l’anno prossimo» e puntualizza che «quello di fare un nuovo ospedale che sostituisca Macerata e Civitanova è una scelta, non un obbligo». Certo, dice «meglio una nuova struttura che cantieri e cantierini negli ospedali, che portano mille complicazioni e non vengono mai realizzati nei tempi previsti».

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Un momento del faccia a faccia tra Luca Ceriscioli e Romano Carancini durante la visita al sesto piano dell’ospedale

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Da sinistra il sindaco Romano Carancini discute con Luca Ceriscioli (al centro) e con il direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni

 

IL PERSONALE CHE NON C’E’ – Poi si arriva a toccare il vero nodo cruciale della sanità maceratese, quello che da anni i sindacati lamentano e che anche oggi, nelle corsie dell’ospedale, torna fuori a più riprese tra gli addetti ai lavori. Cioè che «manca il personale. Non si sa più cosa fare. Se continua così dovranno chiudere dei reparti», dicono alcuni medici, che preferiscono restare anonimi. Il governatore confessa che il «problema delle assunzioni sono i tetti, ma dove c’è bisogno si assumerà secondo i criteri dell’emergenza, del rispetto degli orari di lavoro e del potenziamento». Ma la situazione maceratese, con le assunzioni all’osso che copriranno poco più del turnover, potrebbe implodere entro l’autunno. Chi dovrebbe dare una risposta, cioè il direttore dell’Asur Alessandro Marini, oggi non c’è («per impegni», dice Maccioni) e la sua è un’assenza notata da tutti, soprattutto dal primo cittadino.

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Al centro il direttore di Cardiologia Morgagni con l’assessore regionale Angelo Sciapichetti (a sinistra) e Luca Ceriscioli

LA NUOVA ECCELLENZA MACERATESE – Un’aria di tempesta che si rasserena solo per poco, durante la visita alla nuova sala pacemaker. Un laboratorio di oltre 240 metri quadri con tecnologie all’avanguardia e 31 posti letto (di cui 8 dedicati alla terapia intensiva). Una struttura dove vengono «impiantati sui pazienti pacemaker e defibrillatori – dice Gianluigi Morgagni, direttore della Cardiologia di Macerata -, che consentono di regolarizzare con il controllo remoto il funzionamento cardiaco, scongiurando il rischio di morti improvvise. È il tassello che mancava per la realizzazione di un’unità operativa cardiologica all’avanguardia, in cui qualunque patologia che colpisca il cuore può venire trattata, senza ritardo».

CANTIERI E CANTIERINI – Stanze e apparecchi nuovi di zecca contrastano con altre visioni che si aprono lungo il tour del governatore. C’è il reparto accanto a Oculistica, dove i lavori sono fermi da diversi anni e l’ascensore è stato staccato per evitare che qualcuno capiti nell’ala fantasma per sbaglio. Stanze che poco più di un anno fa erano in completo stato di abbandono. C’è il cantiere della nuova ala del pronto soccorso, che tra un mese si dividerà tra la sede attuale e le nuove stanze per permettere ai lavori di estendersi.

TAGLI E INVESTIMENTI – È tra uno spostamento e l’altro tra i corridoi dell’ospedale che Ceriscioli torna anche sui tagli di fondi alle Aree vaste: «Non sono definitivi, sono precauzionali e si tengono in conto ogni anno. In modo che, se dal Governo arrivassero meno soldi, il bilancio non dovrebbe subire ulteriori tagli che invece poi sarebbero reali (il 3 percento se si sfora il budget)».

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I lavori nella nuova ala del pronto soccorso di Macerata

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