Uccisa la lupa Selana,
ha aiutato a scoprire sito di bracconieri

ANIMALI - Era sparita dal 19 gennaio, grazie ai dati raccolti dal suo collare gli uomini del Corpo forestale hanno trovato il luogo dove l'animale sarebbe morto. L'indagine ha portato all'arresto di un 41enne che deteneva armi e munizioni irregolarmente
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La lupa Selana

La lupa Selana

 

Il collare della lupa Selana ha aiutato il Corpo forestale a individuare un luogo di bracconaggio, probabilmente quello in cui l’animale è stato ucciso. E’ dal 19 gennaio, infatti, che la lupa, a cui l’ente del Parco nazionale dei Monti Sibillini aveva applicato un collare il 21 dicembre dell’anno scorso, è sparita. Probabilmente uccisa da qualche bracconiere. La morte dell’animale selvatico è stata mantenuta segreta per consentire le indagini del Corpo forestale che venerdì hanno portato ad una operazione antibracconaggio che ha condotto anche all’arresto di un 41enne di Pieve Torina, Francesco Lapucci (leggi l’articolo) , nella cui abitazione sono state rinvenute armi e munizioni custodite irregolarmente (questa la contestazione che gli viene mossa). Lapucci era stato messo agli arresti domiciliari, e questa mattina si è svolta l’udienza di convalida al tribunale di Macerata. L’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Maria Giammusso, è tornato libero, sottoposto alla misura dell’obbligo di firma. Il suo arresto si innesta in una indagine del Corpo forestale partita con la scomparsa della lupa Selana. L’animale era stato catturato a dicembre nella zona di Visso e gli era stato applicato un collare con gps per studiarne i movimenti. Nella notte del 19 gennaio la trasmissione gps si è interrotta. Questo e altri elementi hanno fatto pensare agli operatori del parco che Selana fosse stata uccisa e hanno avvisato la Forestale. I dati raccolti dal collare hanno portato gli uomini del Corpo forestale in località Vari, a Pieve Torina. Lì è stato trovato un appostamento abusivo per il bracconaggio: sono state scoperte trappole per animali selvatici e uccelli. Nel terreno sono state trovate carcasse di animali. A utilizzare il sito, secondo gli accertamenti del Corpo forestale, sarebbe stato lo stesso Lapucci.

Il Wwf si è complimentato per l’operazione svolta dal Corpo forestale contro il bracconaggio. Aggiungendo di avere l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo che riguarderà il 41enne finito in manette.

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