Manifestazione per difendere l’ospedale:
“Vogliamo la deroga per il punto nascita”

SAN SEVERINO - Sabato prossimo i cittadini saranno davanti al palazzo comunale per chiedere al sindaco Cesare Martini di presentare la richiesta per salvare il reparto di Ostetricia al presidente della Regione Luca Ceriscioli
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Un momento dell'incontro con i promotori del comitato

Un momento dell’incontro con i promotori del comitato

di Monia Orazi

Scende in piazza la protesta contro la chiusura del punto nascita di San Severino. Sabato prossimo 12 dicembre si terrà una manifestazione davanti al palazzo comunale, in piazza del Popolo, a partire dalle 9,30. La decisione è stata presa ieri sera, durante l’assemblea del comitato per la difesa dell’ospedale che si è riunita insieme ai cittadini presenti. “Vogliamo fare un presidio di protesta e di informazione ai cittadini sotto al Comune, senza alcun colore politico. Il sindaco Cesare Martini deve chiedere la deroga alla Regione, secondo quanto previsto dal decreto Lorenzin, il punto nascita deve rimanere”, hanno detto i componenti del comitato. E’ stato creato anche un gruppo Facebook “Sostegno popolare alla salvaguardia dell’ospedale di San Severino Marche” che raccoglie i cittadini a difesa dell’ospedale. Alcuni presenti hanno proposto di coinvolgere nella protesta i sindaci del territorio, perché San Severino è l’ospedale di riferimento anche per i paesi del circondario. Sono già stati contattati il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ed il sindaco di Gagliole Mauro Riccioni.

Marco Massei

Marco Massei

“Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha parlato con la stampa del criterio dei mille parti per garantire condizioni di sicurezza – ha spiegato l’avvocato Marco Massei del comitato – l’affidabilità è data dalla professionalità dell’equipe medica ed infermieristica, il reparto di Macerata si trova in una situazione di estremo disagio, non è a norma, il rischio c’è. Esiste una determina del direttore generale per lavori a ostetricia e messa a norma antincendio, che dovrebbero iniziare a metà del 2016”. Massei ha spiegato che nell’accordo Stato-Regioni del 2010 si stabilisce che come parametro di riferimento si debba tendere ad avere punti nascita sopra i mille nati, ma che in Italia sono tuttora 128 quelli sotto i 500 parti l’anno. “Si possono mantenere i punti nascita con nati tra i 500 ed i mille, purché ne venga motivata la specificità data dai bisogni reali, come si legge nel testo, e questa è una sorta di deroga, anche senza il decreto Lorenzin”, ha detto Massei. La deroga deve essere chiesta dal sindaco Martini alla Regione, la quale secondo Massei dovrebbe poi trasmetterla al ministero, su questo si pronuncia entro 90 giorni il comitato sul percorso nascite. “Se la Regione non fosse obbligata a trasmettere la deroga, non avrebbe avuto senso il decreto Lorenzin”, ha concluso Massei, “Martini ci ha detto che Ceriscioli avrebbe gettato la deroga nel cestino, ma un tentativo è da fare comunque, occorre agire insieme a Fabriano ed Osimo, sulla delibera regionale 735 non ho letto nessuna parola sui punti nascita”.



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