Mirella, Mamma Natale:
250 pasti regalati col sorriso
MACERATA - Tanta gente alla trattoria da Ezio per il 19esimo pranzo della solidarietà. La titolare: "Lo facciamo col cuore e ne siamo orgogliosi. Il 90% delle persone sono italiane. Soprattutto anziani rimasti soli". Nell'anno dell'emergenza immigrazione attenzione anche ai richiedenti asilo

Mirella Lambertucci riceve gli ospiti al 19esimo pranzo della solidarietà nella trattoria da Ezio

Mirella Lambertucci titolare della trattoria da Ezio organizzatrice per il 19esimo anno del pranzo della solidarietà
di Claudio Ricci
(foto di Andrea Del Brutto)
«Finché siamo aperti mangiano tutti, quando chiuderemo non mangerà più nessuno». Con una battuta verace, di quelle che ci ha abituato a sentire negli anni, Mirella (al secolo Armida Lambertucci) apre le porte della trattoria da Ezio per il 19esimo pranzo della solidarietà della Vigilia di Natale. Un appuntamento fisso per Macerata, i maceratesi e quanti almeno in questo periodo dell’anno non vogliono sentirsi soli, accolti piuttosto da chi vuole semplicemente donare agli altri un assaggio di felicità. Anche quest’anno Mirella con il marito Giovanni Montecchiani e il figlio Marco si sono dati da fare per offrire un buon pranzo – rigorosamente a base di pesce – a circa 250 persone. Il menù, già presentato dalla stessa Mirella a Cm in un video scherzoso (vedi il video) include risotto alla marinara, spaghetti alle vongole, zuppa di pesce («senza tante spine sennò, gli anziani si pungono» precisa in un ferreo maceratese la ruspante chef). Poi ancora coda di rospo, insalatina, patate, dolce, futta e caffè. A questo si aggiunge il pacco consegnato sempre col sorriso, agli ospiti. All’interno della confezione regalo, panettoni, spumanti, cotechini, lenticchie, qualche capo di vestiario tutto donato dai maceratesi. «Molti sono italiani, circa il 90%» – racconta Mirella che nel frattempo accoglie amorevolmente vecchietti e famiglie che ricambiano come possono. Chi con una piccola Stella di Natale, chi, come due affezionate bambine, con un alberello fatto a mano con materiali di recupero. La trattoria è come un porto di mare. «Il via vai di gente è iniziato prima delle 11 e non finirà fino alle 17» dice Marco mentre fa accomodare gli ospiti uno ad uno.

Marco Montecchiani accoglier una famiglia al pranzo della vigilia

Romano Carancini, Marco Montecchiani, Ivano Tacconi e Massimiliano Bianchini
A tavola gli affezionati Massimiliano Bianchini, presidente regionale Arci e Ivano Tacconi, consigliere comunale dell’Udc. Pacco dono alla mano arriva anche il sindaco Romano Carancini e Mirella lo saluta con una delle sue facezie: «Ti aspettano tutti, manco fossi una principessa». Romano sorride e commenta: «La bellezza del momento sta nel fatto che non è un’abitudine e avviene con naturalezza e uno stato d’ animo disteso. Mirella è un esempio di come nei fatti si può, superare i muri ed essere vicini alle persone in difficoltà ed essere ripagati solo dal dare senza aspettarsi nulla».

Il sindaco Romano Carancini scherza con Mirella nelle cucine
Un pranzo che va oltre l’indifferenza e anche solo per una volta all’anno lancia un messaggio forte e chiaro: è così facile donare che lo si può fare tranquillamente con il sorriso, e la stessa Mirella, che nella sua maceratesità è una sapiente comunicatrice non nasconde: «Di sicuro non fa male all’immagine della trattoria». Un momento di solidarietà che supera anche i muri, quelli del razzismo e dell’intolleranza nel segno dell’accoglienza e dell’ospitalità caratterista peculiare dei maceratesi nati sotto il segno di San Giuliano. Nell’anno dell’emergenza immigrazione Marco ha ben pensato di contattare la Questura per invitare i richiedenti asilo pakistani rifugiati in città. «Hanno detto che qualcuno sarebbe venuto» racconta Marco. Intanto il flusso di gente tra cui molti anziani rimasti soli, non si ferma. Come una mamma Mirella fa su e giù tra l’ingresso e la cucina dove non si muove uno spaghetto senza la sua supervisione. Il marito Giovanni, come un vero signore, apparecchia, serve a tavola, sparecchia, lava le posate. Un lavoro enorme ma sempre col sorriso. «Siamo orgogliosi di quello che facciamo – commenta Mirella – perché lo facciamo con amore. La gente se ne accorge e ci ricambia con l’affetto e questo per noi è tutto».

Per tutti oltre al pranzo un pacco omaggio con generi alimentari o vestiti




Con il consigliere Udc Ivano Tacconi




Il sindaco Romano Carancini con Marco Montecchiani e le aiuto cuoche







Grande Mirella tanti auguri grazie
Immensa, un cuore grande come una montagna.
BravaMirella….
<3<3<3<3<3<3
N1 x il nostro cibo e le nostre tradizioni
Immensa Mirella!!
Buon Natale!!
grande Mirella
Intanto il flusso di gente tra cui molti anziani rimasti soli…….
Quanta parte di questa solitudine è colpa nostra. Poi magari ce ne rendiamo conto quando è troppo tardi.
ma Ezio chi è?
Subito in prima fila per strumentalizzare…… Classe!!!
Dalla grande amicizia che si nota penso che il sindaco frequentasse il locale fin dalla prima infanzia.
Che scherzi! A ce dè diventato grosso a forza de stoccafissu.