Il Consiglio si concentra sul bilancio
tra Notte dell’Opera e colpi di scena

MACERATA - La prima seduta dell'assise cittadina si è conclusa in anticipo per permettere ai consiglieri la partecipazione alla festa. Missiva di Deborah Pantana (Forza Italia) che annuncia la sua assenza ma chiede che la Tardella si astenga dal voto. Il sindaco Carancini attacca Sciapichetti sulla sanità: "Mancanza di rispetto verso i cittadini"
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Il sindaco Romano Carancini in Consiglio, pronto per la Notte dell’Opera

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L’assessore Marco Caldarelli

di Claudio Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Un bilancio da approvare in tutta fretta per non rischiare di perdere i fondi per le opere pubbliche o addirittura entrare in default, la Notte dell’Opera, festa della città che anche i consiglieri vogliono onorare e un finale a sorpresa con la missiva di Deborah Pantana che annuncia la sua assenza in queste sedute ma chiede che Maria Francesca Tardella che è stata ritenuta dall’assise compatibile al ruolo di consigliere seppur ricopra la presidenza della Maceratese (leggi l’articolo) si astenga dalla votazione. Queste le caratteristiche della riunione del Consiglio comunale di Macerata.
Ultimi due giorni utili per l’assise per discutere il preventivo 2015- 2017 a ridosso della scadenza di fine luglio oltre la quale si entrerebbe nell’esercizio provvisorio dove non si possono accendere mutui e pensare ad eventuali investimenti.
L’assessore Marco Caldarelli è chiaro: “Purtroppo i tempi elettorali ci hanno messo all’angolo. Abbiamo fatto la giunta meno di un mese fa e redigere il documento in così poco tempo era un impresa da Mandrake o da Mago Otelma». A complicare la situazione ci si mettono i minori trasferimenti statali – 1 milione di euro in meno rispetto al 2014 e la riduzione degli oneri di urbanizzazione che passano dai 2 milioni di euro a 500 mila con una leggere impennata prevista fino a 800 mila euro. «A fronte di queste minori entrate però – continua l’assessore – abbiamo tenuto bloccate le tasse e le tariffe dei servizi, congelando i costi per le famiglie e i singoli su mense, nidi e trasporto scolastico. Si tratta comunque di un bilancio tecnico che può essere rivisto alla fine di settembre o alla fine di novembre». Ma il dato è un altro: lo Stato chiude i rubinetti e se nel 2009 la spesa per ogni cittadino era di 244 euro oggi si abbassa drasticamente a 32 euro pro capite. Stringe il patto di stabilità, «Che Renzi ha allentato solo per il 2013 – dice Caldarelli – e che oggi torna ai livelli precedenti. Non rispettarlo significherebbe avere ulteriori trasferimenti in meno».

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I banchi della maggioranza

Come se non bastasse da quest’anno lo Stato chiede ai comuni una nuova codificazione del documento (bilancio armonizzato ndr) con un accorpamento delle voci che ne rende la lettura particolarmente complessa. La difficoltà è maggiore per amministratori e uffici è comparare il bilancio dello scorso anno a quello attuale. Ma il comune di Macerata è ente sperimentatore in questo senso. In sostanza il bilancio, per la parte corrente, si divide in tre tronconi: entrate, pari a 48 milioni, spese fisse di funzionamento dell’ente pari a 33milioni e spese per i servizi, 14 milioni. La spesa più consistente è quella per i servizi sociali, 7 milioni di euro (più 5 spesi dall’ambito territoriale sociale). Invariati i costi della politica con indennizzi di sindaco e giunta fermi al 2013 (4061 euro mensili lordi per il sindaco, 3046 per il vice, 2437 per ogni assessore) così come il gettone di presenza in consiglio comunale e in commissione (rispettivamente 58 e 36 euro). La maggior parte degli introiti derivano dall’Imu “Sempre più complicate – dice Caldarelli – dato che è sempre più difficile esigerle dalle famiglie in crisi. L’indebitamento dell’ente per gli investimenti previsto per 36 milioni nel 2014 scende nel consuntivo a 33 milioni”. «Un bilancio inutile – secondo Roberto Cherubini del M5S – Fare un preventivo solo nel mese di luglio mi sembra assurdo. Invito il Consiglio ad approvare il preventivo 2016 almeno per il dicembre di quest’anno».

Cherubini_Foto LB

Roberto Cherubini del M5S

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I banchi dell’opposizione

Le perplessità nel merito dei 5 Stelle si rifanno alle valutazioni dei revisori dei conti che pongono l’accento sulla verifica costante del rapporto tra residui attivi e passivi. Città Viva deposita invece un ordine del giorno sostitutivo di un emendamento bocciato in commissione. La proposta è quella di convertire 100mila euro (di indenizzi ad organi istituzionali e prestazioni professionali esterne) in contributi per le assicurazioni scolastiche date le crescenti difficoltà delle famiglie a sostenere queste spese. Favorevoli all’approvazione i Pd Maurizio del Gobbo (capogruppo) e Paolo Manzi (che suggerisce un maggiore utilizzo dei fondi europei e dell’Art Bonus) , Marco Menchi di Città di Tutti (che sollecita la riqualificazione nelle frazioni) Marco Foglia dell’ Udc e Maria Francesca Tardella di Macerata Capoluogo che parla di “atto di fede da fare” nei confronti dell’amministrazione. Critica invece Anna Menghi dell’omonimo comitato. Le perplessità più forti dell’ex sindaco riguardano l’indebitamento “Con 1,5 milioni di interessi passivi in larga parte per le piscine ancora da realizzare” e un piano di opere pubbliche “che fa ampio ricorso ai mutui e infrastrutture che non verranno mai fatte”, sulle partecipate “un Cemaco in deficit strutturale su cui era di prendere una decisione definitiva”. Sulla sanità arriva caustico il commento alla reazione del sindaco Romano Carancini infuriato dopo la nomina di Alessandro Maccioni all’Area Vasta (leggi l’articolo). “Non capisco questo tuo risveglio così repentino – ha detto Menghi – mentre quando io chiedevo di unire le forze per salvare l’ospedale tu non sei stato altrettanto partecipe”.
Sulle stesse obiezioni di Menghi si muove la valutazione di Forza Italia “Fortemente negativa” come espressa dal capogruppo Riccardo Sacchi che eccepisce il bilancio facendo ricorso al pareri “preoccupanti” dei revisori dei conti, ricorda eletti per due terzi dalla maggioranza. Nel finale arrivano le risposte del sindaco: «Ai 5 stelle dico che anche a Parma dove loro amministrano hanno approvato il bilancio solo il 21 luglio. Putroppo il quadro finanziario nazionale impone a tutti un ritardo. Basti pensare che solo ad aprile il governo ha tolto un milione al nostro comune. E se avessimo approvato prima il bilancio che cosa avremmo detto alle fasce sociali a cui avremmo destinato i fondi. Nonostante tutto abbiamo fatto la scelta di mantenere al centro dell’attenzione la persona, non toccando tasse e tariffe. Lo stesso decreto Enti locali credo che porterà dei problemi perchè il Governo non chiederà soldi ai ministeri ma ai comuni dove sa di poterli trovare».

Maurizio del Gobbo_Foto LB

Maurizio Del Gobbo

Quindi, rispondendo a Menghi, torna sul caso Maccioni: «Voglio per la nostra area vasta una persona che sia credibile e riconoscibile. Mentre la storia, la personalità e le competenze di Maccioni non mi rassicurano». Quindi tuona contro l’assessore maceratese Angelo Sciapichetti: «Ritengo una mancanza di rispetto per i cittadini che, mossa una critica sulla sanità, debba risponderne un assessore all’ambiente. E ingiusto e profondamente offensivo». Il consiglio interrotto da una mozione della Pd Alessia Scoccianti, per la Festa dell’Opera, si chiude con un colpo di scena.
Con una lettera indirizzata al presidente e al segretario il consigliere di Forza Italia, Deborah Pantana, assente oggi e domani quando riprenderanno i lavori, ha chiesto a Tardella di astenersi dalla votazione sul bilancio al punto sul rinnovo della convenzione tra Maceratese e Comune sulla concessione dello stadio Helvia Recina. «Ricordo a quest’assise in maniera definitiva – ha puntualizzato Tardella – che la convenzione tra Maceratese e Comune non è in essere e che abbiamo chiesto al sindaco e all’assessore Canesin la rinegoziazione che sarà onerosa solo per la nostra società e non per il Comune, escludendo quindi interessi che possono entrare in conflitto con la mia carica di consigliere».

 

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Marco Menchi

 

 

 

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Gabriele Mincio

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Marco Foglia

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Paolo Manzi

 



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