Il Pd dà i sette giorni a Zaffiri
Mastrovincenzo: “Modifiche al regolamento”
Mainardi: “Mio mandato a disposizione”

Il Partito Democratico recepisce a 24 ore di distanza la proposta M5s. Gli altri due membri democrat dell'ufficio di presidenza dell'Assemblea regionale schierati contro il leghista. Nella prossima riunione in mancanza di dimissioni si profila il cambio forzato
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zaffiri in consiglio

Sandro Zaffiri durante il consiglio di ieri

di Gabriele Censi

Sandro Zaffiri dopo la mozione approvata dall’Assemblea (leggi) ha deciso di restare al suo posto di vicepresidente del Consiglio regionale. Ma il Pd gli dà una settimana per un ripensamento prima di forzare la mano. Renato Claudio Minardi, vicepresidente eletto con Zaffiri, ha fatto sapere infatti di essere a disposizione per rimettere il suo mandato in modo da agevolare il cambio all’ufficio di presidenza nella prossima riunione di martedì 28 luglio. Alla mozione presentata dal capogruppo democrat Gianluca Busilacchi si aggiunge oggi anche l’invito del presidente del Consiglio Antonio Mastrovincenzo che esplicita chiaramente l’intenzione di predisporre una nuova regolamentazione per la revoca, con il voto di una maggioranza qualificata dell’aula, degli incarichi di presidente e vice presidente del Consiglio regionale: «Assumo questo impegno in presenza di fatti gravi come quelli rappresentati dalle inaccettabili dichiarazioni del vice presidente Zaffiri. Le sue dichiarazioni intollerabili nei confronti del prefetto Gabrielli, hanno offeso la storia e l’immagine delle Marche. La loro gravità ferisce l’istituzione che è stato chiamato a rappresentare e l’intera comunità regionale. Gli interventi svolti e il voto espresso a larga maggioranza ieri dall’Aula affermano la volontà del Consiglio regionale. Per questo chiedo a Sandro Zaffiri, nel rispetto dell’istituzione che rappresenta e di quanto votato dall’Aula, di dimettersi dalla sua carica di vice presidente del Consiglio regionale, quale gesto di grande responsabilità politica».

La decisione del partito di maggioranza accoglie la richiesta fatta dal M5s che avrebbe voluto una immediata decisione già nella seduta di ieri. Il gruppo in una nota aveva infatti biasimato la scelta di attesa del Pd: “Ci siamo espressamente impegnati ad appoggiare la rielezione del vicepresidente Minardi e a presentare una modifica dello statuto per introdurre la possibilità di chiedere, in presenza di fatti gravi e accertati, la sfiducia del presidente del Consiglio e dei suoi vice. Siamo dispiaciuti che parte della minoranza abbia sostenuto e voluto Zaffiri nella veste di vicepresidente, anche ora che il suo segretario Salvini lo ha sospeso».

La Lega Nord con il segretario Luca Paolini ribadisce la decisione di sospendere Zaffiri che sarà inviata per competenza alla segreteria nazionale (la decisione nei prossimi giorni), ma ritiene inaccettabile la proposta dei grillini delle dimissioni di Mainardi: “E’ stata bocciata con il voto contrario del Pd e sarebbe contraddittorio riprenderla. Non si può far decadere un vicepresidente per un post su Facebook. Del resto hanno i numeri e possono pare e disfare, anche leggi ad personam come la modifica proposta da Mastrovincenzo, verificheremo la loro coerenza».



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