I volti di chi gestisce l’emergenza
Oltre 36mila interventi l’anno del 118,
in 15 minuti arrivano a salvare una vita

FOCUS - Fondato nel 1996 a Macerata da Giuseppe Ariani, da allora è sempre cresciuto. Soccorsi sempre tempestivi in provincia, nello 0,1% dei casi può verificarsi un ritardo mai sopra i 10 minuti. In media le ambulanze partono in 2 minuti e 26 secondi dalla chiamata. Il responsabile, Ermanno Zamponi: "Siamo un gruppo collaudato". Intanto la nuova elisuperficie di Macerata sarà intitolata a Marco Esposito, il primario del pronto soccorso tragicamente scomparso nel 2010
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Ermanno Zamponi, responsabile del 118 di Macerata

Ermanno Zamponi, responsabile del 118 di Macerata

di Gianluca Ginella

(foto di Lucrezia Benfatto)

Cento soccorsi di emergenza al giorno, oltre 36mila all’anno, 26mila le persone trasportate, il maggior numero di interventi a Civitanova, con una media di meno di 15 minuti per giungere un paziente in codice rosso. Sono solo una piccola parte dei numeri dell’emergenza gestiti dal 118 di Macerata l’anno scorso. Tredici medici, 22 infermieri, 22 autisti, 10 operatori radio che garantiscono il soccorso 24 ore su 24. A dirigere l’emergenza nella nostra provincia è il maceratese Ermanno Zamponi, che lavora al 118 di Macerata sin dal giorno in cui è stato creato, 19 anni fa. Intanto oggi sono quattro anni esatti dalla scomparsa del primario del pronto soccorso di Macerata Marco Esposito, a lui sarà intitolata l’elisuperficie inaugurata a fine maggio.

Sede 118 Macerata_Foto LB

La sede del 118 di Macerata

E’ il 1996 quando un rianimatore, Giuseppe Ariani, inventò il 118 a Macerata. «Eravamo 4 medici e 4 infermieri, con il tempo siamo cresciuti» dice Ermanno Zamponi, dal 2010 responsabile del 118 di Macerata (vice direttrice è la dottoressa Daniela Del Bello). Ora gli operatori dell’emergenza gestiscono in provincia oltre 36mila chiamate di soccorso, con una squadra di medici, infermieri, autisti e operatori radio affiatata. «Grazie ad Ariani non c’è stato mai turnover da noi, siamo sempre rimasti tutti a Macerata e siamo cresciuti tutti insieme – spiega Zamponi –. Siamo un gruppo collaudato. La popolazione penso che apprezzi il nostro lavoro». Lo scorso anno il 118 ha compiuto oltre 36mila intervenuti in provincia (100 al giorno), nel 23% dei casi di codice rosso.

Una delle ambulanze del 118, dal costo di 100mila euro. La rianimazione che si muove

Una delle ambulanze del 118, dal costo di 100mila euro. La rianimazione che si muove

Gli incidenti più gravi avvengono, in base alle statistiche (in questo caso nazionali), il venerdì notte e il lunedì mattina quando si rientra al lavoro e spesso si è distratti. Con il 118 lavorano anche le varie croci (Croce rossa, Croce azzurra, Croce verde) che si trovano dislocate dalla costa all’entroterra. Il picco delle chiamate è tra le 10 e mezzogiorno. La stragrande maggioranza dei 36.410 interventi del 2014 sono stati in casa: 28.297, mente sono stati 4.178 in strada, 1.054 in uffici ed esercizi pubblici. Sono stati 6.715 gli interventi per traumi, 4.386 per problemi respiratori, 3.999 per problemi cardiocircolatori.

Lucia Silvi, referente di centrale del 118. Da 18 anni gestisce le emergenze nella nostra provincia

Lucia Silvi, referente di centrale del 118. Da 18 anni gestisce le emergenze nella nostra provincia

Il comune in cui avvengono più interventi è Civitanova (6.515), seguito da Macerata con 5.899, Tolentino (2.560), Recanati 1.752, Corridonia 1.613, Potenza Picena 1.545. Uno degli aspetti fondamentali del soccorso è arrivare il prima possibile dal paziente. L’intervento del 118 comincia sempre con una telefonata detta “intervista” (che serve a definire luogo dove deve avvenire l’intervento e informazioni su ciò che è accaduto) che dura in media 1 minuto e 13 secondi. Mentre il tempo medio di partenza di un equipaggio è di 2 minuti e 26 secondi (considerato che a volte chi deve partire si trova impegnato al pronto soccorso).

Il monitor con il programma in cui sono indicati i momenti della gestione degli interventi del 118

Il monitor con il programma in cui sono indicati i momenti della gestione degli interventi del 118

Il tempo medio di soccorso per un codice rosso a Macerata è di 14 minuti e 35 secondi. Per quanto riguarda l’intervento non può sforare i tempi previsti di 10 minuti e massimo nel 5% dei casi. Nella nostra provincia il 118 sfora nello 0,1% dei casi.

Al momento l’emergenza nelle Marche sta vivendo un momento di transizione, di «riorganizzazione per quello che riguarda i piccoli ospedali. La scommessa è quella della centralizzazione, portare il paziente dove ci sarà il trattamento definitivo – spiega Zamponi –. Un’altra scommessa è quella delle reti cliniche. Sono quei percorsi che devo essere disegnati per la patologia del paziente.

Francesco Ricci coordinatore 118

Francesco Ricci coordinatore 118

Percorsi precondizionati e snelli per fare la diagnosi giusta al paziente». Tra i problemi del nostro 118 «il programma usato dai computer, che è dal Duemila che non viene aggiornato. Un altro problema è la struttura dove siamo, che potrebbe essere migliorata» spiega Zamponi.

A fine maggio è stata inaugurata a due passi dall’ospedale (nella zona sopra via Pancalducci) l’elisuperficie (leggi l’articolo). Questo consente di poter trasportare i pazienti con l’eliambulanza da Macerata all’ospedale di Torrette di Ancona in tempi sempre più rapidi: 15 minuti, massimo venti, tra quando viene caricato il paziente e quando arriva a Torrette considerati anche i tempi di partenza e atterraggio.

Ornella_Macrillò, operatrice radio alla centrale del 118

Ornella Macrillò, operatrice radio alla centrale del 118

Elisuperficie che sarà intitolata al primario del pronto soccorso di Macerata Marco Esposito, scomparso il 14 luglio del 2010 in un incidente in moto mentre raggiungeva il capoluogo proprio per entrare al lavoro. A Esposito, un vero numero uno nella gestione dell’emergenza, il comune di Macerata dedicherà la pista d’atterraggio per le eliambulanze. «La intitoleremo a Esposito, senz’altro – spiega Alferio Canesin, assessore che ha la delega, tra l’altro alla Protezione civile –. Dobbiamo fare una delibera di giunta e poi decidere la data per la cerimonia ufficiale».

Giacomo Nobis, uno degli infermieri del 118 in centrale

Giacomo Nobis, uno degli infermieri del 118 in centrale

Da sinistra Ermanno Zamponi e il primario del pronto soccorso Marco Esposito scomparso nel 2010

Da sinistra Ermanno Zamponi e il primario del pronto soccorso Marco Esposito scomparso nel 2010

Silvana Battistelli, operatrice del 118 per il trasporto ordinario

Silvana Battistelli, operatrice del 118 per il trasporto ordinario

Il carrello delle maxi emergenze alla centrale del 118

Il carrello delle maxi emergenze alla centrale del 118

L'interno di una delle ambulanze

L’interno di una delle ambulanze, in pratica un pronto soccorso su quattro ruote

Automedica e Ambulanza_Foto LB



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