Pestati e rapinati,
5 finiscono a giudizio
POTENZA PICENA - Sono accusati di aver picchiato e poi portato via le auto a due giovani, un episodio violento avvenuto a Porto Potenza lo scorso ottobre e che aveva anche comportato l'esecuzione di misure cautelari per gli indagati: i fratelli Antonio, Cataldo e Domenico Cicciù, l'albanese Kristian Ndrevataj, 20 anni, e Salvatore Tringale, 32. Questa mattina si è svolta l'udienza preliminare
di Gianluca Ginella
Finite in manette per l’accusa di aver picchiato e rapinato due uomini fuori da un bar di Porto Potenza, questa mattina cinque persone sono state rinviate a giudizio dal gup del tribunale di Macerata.
Si era trattato, dice l’accusa, di un episodio particolarmente violento di cui sarebbero stati protagonisti i tre fratelli Cicciù (Domenico, Cataldo e Antonio), l’albanese Kristian Ndrevataj, 20 anni, e Salvatore Tringale, 32 anni. I fatti che venivano contestati loro risalgono alla fine di ottobre del 2014. I fratelli Cicciù e gli altri due imputati avrebbero incontrato un giovane sui 30 anni in un bar che si trova lungo la statale, a Porto Potenza. Il giovane aveva un debito da saldare. Sarebbero usciti dal bar tutti insieme e raggiunta una zona poco illuminata il giovane sarebbe stato picchiato. Nel frattempo, prosegue l’accusa, si sarebbero fatti raggiungere da un altro giovane, sempre sui 30 anni, e avrebbero picchiato anche lui. Poi avrebbero portato il primo a prelevare al bancomat e lo avrebbero picchiato quando aveva detto loro di non avere in banca denaro sufficiente (gli chiedevano alcune centinaia di euro).

Il procuratore Giovanni Giorgio (primo sulla destra) nel corso della conferenza stampa per gli arresti dei tre fratelli Cicciù e dell’albanese Ndrevataj
Alla fine avevano portato via l’auto ad entrambi. Quella del primo l’avevano restituita poco dopo. Quella del secondo invece l’avrebbero fatta ritrovare qualche tempo dopo: perché con quella l’avevano portato fino davanti casa per poi gettarlo fuori dandogli un calcio. Lo aveva trovato la moglie, che poi lo aveva portato in pronto soccorso (40 i giorni di prognosi). Per questi fatti agli indagati vengono contestati a vario titolo i reati di rapina aggravata, lesioni pluriaggravate, minacce, detenzione di un coltello. Oggi sono stati rinviati a giudizio al 14 settembre. Sono difesi dagli avvocato Gian Luigi Boschi, che assiste 4 degli imputati, e dall’avvocato Donato Attanasio, che assiste Ndrevataj.

