Taglio del nastro da Oscar
Arriva Dante Ferretti
MACERATA - Lo scenografo sabato tornerà nella sua città, proveniente dal Festival dei Due Mondi, per l'inaugurazione della Galleria d'arte del nipote Federico, che ha trasferito la sede da piaggia della Torre in via Gramsci
di Maurizio Verdenelli
Il ‘grande Esule’ tornerà a Macerata sabato prossimo a distanza di un anno e mezzo (25 gennaio 2014) dall’ultima volta e di due mesi dall’ultima ‘esternazione’ sulla sua città con espresso riferimento è all’orologio meccanico della torre civica inaugurato a metà aprile (“lo antichizzerei” leggi l’articolo).
Dante Ferretti sarà intorno alle ore 18 in via Gramsci per prendere parte ad un evento particolare che lo tocca da vicino. L’inaugurazione dell’antica bottega di famiglia che fu del padre Elvio, dell’adorata sorella Mariella ed ora del nipote Federico. Che ha trasferito la sede dalla scalinata di piaggia della Torre alla transitatissima via che unisce piazza della Libertà a piazzetta Oberdan, il punto più alto del colle dove sorge il capoluogo.
Ferretti proverrà non solo da Taipei (Taiwan) dov’è stato dall’agosto scorso fino al 15 maggio per girare ‘Silence’ di Martin Scorsese e da Milano (per inaugurare il 2 giugno i suoi allestimenti sul Decumano) ma direttamente da Spoleto, dal Festival dei Due Mondi. Dove, insieme con la moglie Francesca Lo Schiavo, con la quale divide anche il medesimo numero (3) di Oscar, sta curando costumi e scenografia del mozartiano ‘Così fan tutte’ che apre venerdì il celebre Festival diretto da otto anni da Giorgio Ferrara. Una piece che ricorda un altro grande artista di questa terra marchigiana, il civitanovese Sesto Bruscantini che Gustav Kuhn, direttore artistico dello Sferisterio volle nell’agosto del ’91 e successivamente dopo, per una rivisitazione (i due protagonisti in mimetica ed anfibi) del capolavoro di Amadeus aprendo alla stagione lirica maceratese, il settecentesco teatro Lauro Rossi, da allora divenuto a lungo il secondo ‘luogo’ dopo l’Arena della rassegna. La scenografia spoletina di Dante e Francesca sarà più ortodossa, ma per gustarla occorre naturalmente aspettare la sera di venerdì in teatro (intitolato al fondatore del Festival dei Due Mondi, Gian Carlo Menotti) per la ‘prima’ con i due Premi Oscar ‘maceratesi’ protagonisti.
Ad attendere Dante –è stata invitata dal nipote Federico e dalla sorella Renata naturalmente anche ‘zia Francesca’- ci saranno Romano Carancini e le altre autorità cittadine. Da parte sua il sindaco probabilmente si augurerà che il ‘suo’ concittadino, onorario, più famoso nel mondo abbia mutato nel frattempo idea rispetto a quella espressa dallo scenografo riguardo al centro storico maceratese definito un anno fa ‘Deserto dei Tartari’ (leggi l’articolo). E se adesso Federico Lelli Ferretti punta ancora di più commercialmente su quel centro ‘desertificato’ vuol significherà che qualcosa sia intanto cambiato…? Ne sapremo qualcosa tra qualche giorno, al suo arrivo in città, reduce da una strepitosa cura dimagrante, di colui che ha celebrato ‘a priori’ con Hugo Cabret, l’ultimo Oscar, i fasti attuali e popolari del carosello dei Magi.
Sarà quello dell’inaugurazione della storica bottega ‘Cornici Ferretti’ un momento suggestivo per il cuore antico del capoluogo. Elvio, uno dei feriti del bombardamento di Macerata, fece molto per l’artigianato e l’arte maceratese. Si deve ad un suo viaggio romano in compagnia del figlio, per il trasporto di un mobile, la conoscenza della Capitale e il simultaneo innamoramento da parte di ‘Dantino’ (così lo avrebbe chiamato Federico Fellini) che il padre avrebbe mandato ‘a scuola’ del ruvido maestro Umberto Peschi: il ‘tarlo’ cui molto si deve circa la formazione del futuro premio Oscar. E molto si deve pure a quella bottega nel cui retro a lungo s’esercitarono nel disegno a quattro mani lo stesso Ferretti jr e Valeriano Trubbiani all’ombra di una torre che sarebbe divenuta grazie a loro una delle più famose nel mondo, pur nel Deserto dei Tartari… Senza dimenticare infine, lungo via Gramsci, l’Italia (il cui destino è avvolto nelle nebbie) dove lo scenografo più premiato del mondo s’appassionò per sempre al cinema.



Il Deserto dei Tartari, e diventato il Deserto alla Tartara con carne cruda, uovo e capperi e tanti altri sfizi culinari. Un mio conoscente, medico dietologo, sta cercando un buco a Macerata, possibilmente al centro per esercitare quella che sarà l’attività del prossimo futuro insieme all’impinguire serale e notturno. Ho saputo da fonte certa che la Gastronomia da strada, diventerà l’ottava arte dopo: -1 Architettura
-2 Musica -3 Pittura -4 Scultura -5 Poesia -6 Danza -7 Cinema -8 Gastronomia da Strada.
Beh certo che tra mangiarsi un dibattito letterale sui galli di Renzo o un bel cartone di patatine fritte ( le preferisco senza salse ) c’è una bella differenza.