Chiese e case violate dai ladri
Scende in campo il questore

MACERATA - Leucio Porto incontra i cittadini lunedì 22 giugno nell'auditorium della parrocchia Santa Madre di Dio. Sul tavolo anche il problema delle truffe agli anziani

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Il questore Leucio Porto

Il questore Leucio Porto

Furti e truffe agli anziani, come prevenirli ? Se ne parla lunedì 22 giugno con il questore Leucio Porto nella parrocchia ‘Santa Madre di Dio’ (a Macerata, in via Barilatti 52) dalle ore 19. Conduce il dibattito il giornalista Maurizio Verdenelli, esperto di cronaca nera. Ad organizzare l’incontro, il parroco don Andres e il dottor Giorgio Iacobone, già capo della squadra Mobile di Macerata, e già questore di Ancona e Trento. In crescita esponenziale sono infatti gli episodi legati a questo tipo di criminalità. L’ultimo in ordine di tempo quello dell’anello di San Vincenzo Strambi, al duomo, scoperto giovedì (leggi l’articolo). Nello stesso duomo dove furono asportate le reliquie, mai più ritrovate, del patrono San Giuliano. E a Matelica mai era accaduto sino ad ora nella storia multi centenaria del monastero della Beata Mattia Nazzare, circondato dall’affetto e dalla devozione dell’intero entroterra maceratese che si ritiene da sempre storicamente ‘protetto’ da quella che ormai viene considerata la prossima grande santa della cittadina (leggi l’articolo). Eppure anche la cassetta dorata delle ‘elemosine’ posta a pochi centimetri dalla teca protetta della beata, che ha attirato su di sé l’attenzione del Paese per il recente fenomeno delle effusioni di sangue, è stata svaligiata dai ‘soliti ignoti’ mentre le clarisse al di là della grata pregavano. Un fatto usuale nelle vicende della microcriminalità in genere, eppure nuovissimo per quanto riguarda il convento matelicese (restaurato negli anni 50 da Enrico Mattei). E resta dunque difficile pensare a ladri ‘locali’. La gente del posto penserebbe ad un sacrilegio ‘rubare’ alla ‘propria santa’ cui quotidianamente chiede la grazia, soprattutto ora che la beata è prossima agli altari. La ‘cassetta’ violata inoltre è quasi contigua all’inginocchiatoio usato da san Giovanni Paolo II nel marzo 1991 quando si fermò a pregare nella chiesa, ed è visibilissimo da ogni prospettiva appena si entri (ora la cassetta indicata dalle suore per le elemosine è murata proprio vicino all’ingresso). Altro indicatore. Emmaus, house organ della Diocesi, sta preparando un reportage di forte evidenza per segnalare l’inarrestabile fenomeno dei furti nelle chiese maceratesi, partendo dal clamoroso colpo in duomo, ormai in balia di un popolo ‘invasore’ che ricorre sia allo scasso sia ad altre procedure (magneti sottili, carte adesive) per penetrare nelle cassette delle elemosine. E non ‘si salvano’ neppure quelle, ormai dappertutto, dedicato a padre Pio. Mai una tale ondata di colpi si era registrata prima. E neppure negli appartamenti, ormai sbarrati al primo piano da robuste inferriate, come indicano le seriazioni di questura e carabinieri, alle prese per contrastare l’esercito dei topi d’appartamento con mezzi e uomini non nel numero sufficiente. Esposti sono soprattutto frazioni e comuni montani e pedemontani tanto che il caso di Cingoli (leggi l’articolo) è diventato emblematico. Quasi una nuova ‘arancia meccanica’ con gruppi improvvisati di giovani a costituire ‘ronde’ nella notte. Già, ma come peraltro dallo stesso sindaco sen. Saltamartini (già alto dirigente di PS) non è questa la via della prevenzione ma di una violenza ancora più aspra con il cittadino, soprattutto anziano, vittima in quanto i ladri non si fermano di fronte all’evenienza di un alloggio che risulti in quel momento presenziato o più semplicemente abitato.


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