Naufragio, la sorella di Michele Fini:
“Il mare la sua passione, siamo sotto choc”
Eseguite le due autopsie
CIVITANOVA - Grazia ricorda il fratello scomparso nell'incidente dello Sparviero. L'esame del medico legale chiarisce che i marinai sono morti annegati. Agli indagati (il comandante Leonardo Coccia e il padre Fernando) potrebbe essere notificata la diffida a rimuovere il relitto. Domani i funerali dei due marinai
di Laura Boccanera
“Michele era un ragazzo volenteroso, fin da bambino andava per mare, era la sua passione, siamo ancora sotto choc”. Grazia Fini è una delle sorelle di Michele, il marittimo di Cagnano Varano morto nel naufragio dello Sparviero a soli 25 anni. Michele veniva da una famiglia numerosa, conosciutissima a Cagnano, sono in dieci tra fratelli e sorelle. Nelle Marche attorno alle 14 sono arrivati in quattro per assistere all’autopsia (eseguita oggi pomeriggio all’ospedale di Civitanova dal medico legale Antonio Tombolini): due sorelle, la mamma e un altro parente. Il papà è rimasto giù.
Una famiglia dignitosa, composta nel dolore e nella perdita, semplice e rispettosa. Le sorelle hanno tutti gli occhi di Michele. Lui è stato il primo su cui il medico legale ha fatto l’autopsia, poi è toccato a Giorgio Toma Viorel, il 19enne romeno anche lui morto nel naufragio dello scorso 2 aprile. Ad assistere all’autopsia anche il consulente chiamato dai parenti delle vittime, Raffaello Sanchioni. I famigliari hanno inoltre nominato gli avvocati Domenico Biasco del foro di Macerata e Gianluca Giornetti del foro di Foggia, per assisterli in questa vicenda. Non erano invece presenti avvocati nè consulenti dei due indagati: la procura di Fermo (l’incidente è avvenuto nelle acque di Porto Sant’Elpidio) ha iscritto nel fascicolo il comandante dello Sparviero, Leonardo Coccia, 24 anni (sopravvissuto al naufragio) e il padre Fernando, armatore della cozzara. A entrambi viene contestato il reato di omicidio colposo plurimo e al comandante anche il naufragio. Da quanto emerso dall’autopsia, durata 5 ore, non ci sarebbero dubbi sul fatto che i due marinai siano morti per annegamento, riscontrata anche una ipotermia che però non è la causa della morte.
Intanto la Capitaneria di porto di Civitanova sta procedendo con l’inchiesta sommaria amministrativa e oggi durante l’autopsia ha preso in consegna e sequestrato gli indumenti dei due marinai che ora sono a disposizione della Procura. L’inchiesta nel frattempo procede e si stanno chiarendo anche alcuni particolari relativi alla dinamica di quanto accaduto il 2 aprile, soprattutto in merito alle tempistiche sull’intervento della Capitaneria. “L’intervento è stato assolutamente tempestivo – conferma il comandante della Capitaneria di Civitanova, Michele Grottoli – nella ricostruzione si evince che meno di un’ora è stata impiegata per riportare a terra i naufraghi”. Le telefonate arrivate ai numeri di soccorso sono al vaglio grazie ai tabulati telefonici, così come le immagini delle telecamere del porto con relativi orari renderebbero facile e inequivocabile la ricostruzione di tempi e modalità di intervento. Sono in corso di perfezionamento tutti gli atti amministrativi dopo le ispezioni del relitto con i sommozzatori. Lo scafo non è stato interamente ispezionato: i video hanno mostrato grovigli di cime e disordine di rulli e retine dei mitili. E’ probabile che assieme alle indagini seguite dalla Procura ai responsabili vengano ora notificate anche delle diffide per evitare inquinamento (al momento il serbatoio della cozzara non ha sversamenti di carburante) e per ripristinare lo stato dei luoghi con l’obbligo di rimozione del relitto.
I funerali di Fini e Viorel Toma si svolgeranno domani pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di San Francesco a Cagnano Varano. Il sindaco Nicola Tavaglione ha deciso che sarà osservato il lutto cittadino.








