Naufragio dello Sparviero,
si cercano i dispersi
Aperte due inchieste

CIVITANOVA - Da ore sono in corso le ricerche di due marinai romeni che erano imbarcati sulla cozzara che si è inabissata due miglia al largo della costa. A dare l'allarme è stato un parente che era al telefono con uno degli uomini dell'equipaggio. Il senatore Camilla Fabbri della commissione sugli infortuni sul lavoro: "Faremo al più presto un sopralluogo per verificare le condizioni di sicurezza"
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I soccorsi al molo

I soccorsi al molo

naufragio civitanova (1)di Laura Boccanera

Non ci sono ancora tracce dei due marinai romeni dispersi, trascinati via nel mare dopo il rovesciamento dello Sparviero, la cozzara pugliese affondata questa mattina a due miglia dalla costa tra Civitanova e Porto Sant’Elpidio (leggi l’articolo). Col passare delle ore le possibilità di ritrovarli vivi si fanno sempre più flebili nonostante gli sforzi della macchina dei soccorsi che fin da subito ha cercato di mettere in salvo i 6 marittimi che si trovavano sull’imbarcazione.

IL NAUFRAGIO – A dare l’allarme questa mattina alle 6,30 un parente di uno dei marinai (i due si stavano telefonando) che ha appreso in diretta dell’incidente provocato pare da uno spostamento di carico all’interno della cozzara. Sarebbe stato lui a dare l’allarme e poco dopo sono sopraggiunti altri due pescherecci, l’Aretusa che ha caricato a bordo due dei marinai caduti in acqua, che erano in ipotermia e sono morti in seguito e il comandante dello Sparviero. Il Mattia I, arrivato dieci minuti dopo il ribaltamento ha caricato invece Aldo Leo riuscito a salvarsi rimanendo aggrappato al tetto dell’imbarcazione. I due pescatori dispersi sarebbero stati trascinati via dalle onde. Questa mattina il mare era particolarmente mosso e il vento soffiava da sud est, tanto che tra le ipotesi del disequilibrio dello scafo c’è quello di un’onda anomala che avrebbe fatto spostare il carico e provocato poi il ribaltamento. A rimanere imprigionato invece sarebbe stato il comandante Leonardo Coccia, poi recuperato e illeso. Due invece non ce l’hanno fatto: Michele Fini di 25 anni di Rodi Garganico è morto poco dopo l’arrivo in ospedale e così pure Giorgio Toma Viorel di appena 19 anni, romeno. I familiari dei pescatori sono arrivati in ospedale, alcuni si trovavano già qui, altri in viaggio dalla Puglia.

La cozzara "Sparviero" affondata al largo di Civitanova

La cozzara “Sparviero” affondata al largo di Civitanova

LA COZZARA – Lo Sparviero è iscritto dal 1996 al compartimento marittimo di Rodi Garganico, bimotore di 16 metri e 16 tonnellate di stazza, ma da tempo si trovava ormeggiato a Civitanova. Faceva avanti e indietro fra la costa e l’allevamento di mitili che si trova a circa 2 miglia e raccoglieva per conto della Euromitili di Cagnano Varano in provincia di Foggia. Un grosso autoarticolato infatti questa mattina ha atteso invano in porto il ritorno dell’imbarcazione. Difficile ancora ricostruire con precisione i dettagli dell’accaduto e se vi siano eventuali responsabilità da parte dell’armatore e del comandante della nave per la sicurezza del trasporto. Leonardo Coccia, dall’ospedale non ha voluto commentare né ricostruire la dinamica di quanto accaduto chiudendosi nel silenzio, ma numerosi sono i dettagli che non tornano nell’incidente. E sulla tragedia sono stata aperte due inchieste, una di tipo penale, l’altra condotta dalla Capitaneria di Porto.

IL COMANDANTE – Il comandante della capitaneria di porto di Ancona, Francesco Saverio Ferrara, spiega che saranno accertate eventuali responsabilità per il naufragio e che saranno svolte verifiche sul fatto se il personale fosse imbarcato regolarmente ed anche sulla quantità di carico trasportato.

Nichi Vendola

Nichi Vendola

LE REAZIONI – La notizia del naufragio ha sconvolto il mondo della marineria e la notizia è rimbalzata velocemente anche in Puglia dove il presidente della Regione Nichi Vendola ha espresso cordoglio per quanto accaduto: “E’ una notizia che mi rattrista molto. Giungano alla famiglia di Michele Fini e di Giorgio Toma Viorel le espressioni del più profondo cordoglio mio personale e dell’intera comunità pugliese”. Anche Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha contattato telefonicamente il contrammiraglio della capitaneria di Porto di Ancona e ha chiesto di essere informato tempestivamente sul prosieguo delle operazioni di soccorso e ricerca dei dispersi. Un pensiero alle vittime arriva dal giovanissimo fratello del comandante Carlo Coccia che sulla sua pagina Facebook scrive: “Condoglianze a tutte le famiglie, non si può descrivere il dispiacere che proviamo io e la mia famiglia. Mio fratello ha fatto il possibile… Non è bastato”. Cordoglio al quale si unisce quello dell’assessore regionale ai Porti, Paola Giorgi: “Accertare le cause e le responsabilità è doveroso, specie quando le tragedie coinvolgono le persone al lavoro. Le autorità competenti faranno chiarezza, ma questo è il momento del dolore e della necessità di essere vicini alle persone perite, a quanti risultano ancora dispersi, ai membri dell’equipaggio coinvolti. A tutti esprimo la mia personale vicinanza, insieme al cordoglio per le vittime”.

La sentarice Camilla Fabbri

La sentarice Camilla Fabbri

“Voglio esprimere il mio cordoglio alle famiglie dei marittimi morti questa mattina nel mare Adriatico e la mia vicinanza per i pescatori rimasti feriti – è il messaggio della senatrice Pd Camilla Fabbri, presidente della commissione d’inchiesta Infortuni sul lavoro del senato – morire sul lavoro è inaccettabile e troppi sono i casi che si sono verificati negli ultimi mesi a largo delle nostre coste. Per questo la commissione calendarizzerà al più presto un sopralluogo per ascoltare le parti sociali, la guardia costiera, le autorità portuali, gli amministratori locali per verificare le condizioni di sicurezza sul lavoro”.

Nel frattempo proseguiranno fino a stasera le ricerche coordinate dalla Capitaneria: da questa mattina alle 6,30 sono al lavoro 4 motovedette della Guardia costiera, da Civitanova e Ancona, un aereo della Guardia costiera, un elicottero dei vigili del fuoco e la squadra sommozzatori di San Benedetto del Tronto.

L'elicottero dei vigili del fuoco

L’elicottero dei vigili del fuoco

Aldo Leo, uno dei marinai feriti: "E' stata un'onda"

Aldo Leo, uno dei marinai feriti: “E’ stata un’onda”



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