Naufragio dello Sparviero,
la Capitaneria: a bordo erano troppi
Ritrovato il relitto, non i corpi
CIVITANOVA - La Guardia costiera non ha dubbi sul fatto che vi siano responsabilità nell'incidente della cozzara. Quasi certamente il numero dei morti salirà a 4 perché le speranze di ritrovare vivi i dispersi è praticamente nulla. La procura ha aperto un fascicolo, l'ipotesi di reato è omicidio colposo
di Laura Boccanera
(Foto di Lucrezia Benfatto)
AGGIORNAMENTO DELLE 19.22
I corpi di Maroga Costeli e Simion Vasili sono in balia delle onde e chissà quando il mare deciderà di restituirli. Si sono concluse anche per questo pomeriggio le operazioni di ricerca dei due dispersi dello Sparviero. Poco dopo le 14 i sommozzatori sono scesi a 12 metri, sul fondo del mare per ispezionare il relitto dopo averlo finalmente localizzato grazie alle apparecchiature tecniche. I vigili del fuoco hanno ispezionato la tuga di comando (si tratta della parte rialzata rispetto al piano di coperta che aumenta l’altezza in cabina) e il locale motore, la barca era vuota e le operazioni, sebbene complesse, non hanno avuto inciampi o imprevisti. Si è cercato fino a quando le condizioni di visibilità, sicurezza e temperatura dell’acqua hanno reso possibili le ricerche. Dei due corpi però non c’è traccia. A questo punto bisogna solo attendere, nella speranza che le correnti li trascinino a riva. Probabilmente sono però più a sud rispetto al punto di affondamento dell’imbarcazione: le forti correnti da nord del moto ondoso di questi giorni potrebbero aver spinto le salme nel sud delle Marche. Domani le ricerche, compatibilmente con le condizioni meteo marine, proseguiranno ancora sul tratto interessato. Al lavoro anche oggi coordinate dalla sala operativa della direzione marittima di Ancona, 4 motovedette, un velivolo ATR42 della Guardia costiera ed una squadra del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Teramo munita di sonar.
AGGIORNAMENTO DELLE 17,20
Ritrovato lo scafo della cozzara affondata, ora i sommozzatori dei vigili del fuoco sono al lavoro per cercare i corpi dei due romeni dispersi che potrebbero essere rimasti bloccati nel relitto. Difficili le operazioni a causa della visibilità che in acqua è ridottissima: 20-30 centimetri. Ormai si cercano le salme, non c’è più speranza di ritrovare vivi i due marinai.
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Dovevano essere solo in quattro a bordo dello Sparviero e non in sei. Ormai la Guardia costiera di Ancona non ha più dubbi sull’irregolarità dell’equipaggio della cozzara affondata ieri al largo di Civitanova: secondo il certificato di sicurezza le misure di salvataggio sarebbero state sufficienti solo per quattro marinai. Ma non è stata sicuramente questa la causa del ribaltamento e dell’affondamento della cozzara che si trova ora a 12 metri dalla superficie del mare, sul fondale dell’Adriatico. A mettere in crisi la stabilità dell’imbarcazione secondo i vertici della Capitaneria regionale sarebbe stato un carico eccessivo e mal posizionato, o meglio, non “rizzato” ovvero adeguatamente bloccato. Il peso e lo spostamento della massa avrebbe provocato un disequilibrio e di conseguenza il ribaltamento a seguito del moto ondoso. Un’ipotesi che sarà confermata solo dal ritrovamento del relitto. Ieri sera le ricerche (risultano ancora dispersi i corpi dei due marinai romeni, Maroga Costeli di 35 anni e Simion Vasile di 39) si sono interrotte alle 18.30.
Questa mattina alle 5.30 sono riprese, ma le condizioni del mare non hanno permesso la prosecuzione della attività a largo per un avviso di burrasca. Le operazioni però, visto il placarsi del moto ondoso, sono riprese questo pomeriggio attorno alle 14. Questa volta la Capitaneria di porto assieme ai sommozzatori dei Vigili del fuoco di Teramo arriveranno nell’impianto di miticoltura fra due filari, luogo indicato come quello dell’affondamento con il sonar che può rilevare con certezza la presenza dello Sparviero. Lì sotto, rimasti imprigionati, gli uomini della capitaneria ritengono di poter trovare i cadaveri dei due romeni.
A dare maggiori informazioni sul punto esatto dell’inabissamento è stato il comandante dell’imbarcazione Leonardo Coccia, dimesso dall’ospedale ieri sera verso le 22. Gli uomini della Guardia costiera lo hanno ascoltato in merito all’inchiesta sommaria amministrativa e per chiarire alcuni punti ancora non chiari. La Capitaneria ha avviato infatti un’inchiesta sommaria di carattere amministrativo, al termine della stessa i verbali verranno diffusi all’autorità giudiziaria per le eventuali responsabilità penali. Dal punto di vista amministrativo, qualora vi fossero delle responsabilità in merito, il comandante rischia una sospensione del titolo della professione che può essere di lungo o breve termine. I reati eventuali di responsabilità penale invece saranno oggetto dell’indagine da parte della magistratura. Il pm Cristina Polenzani ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Al momento la procura non parla di indagati, ed è in attesa della relazione sull’incidente. Non sembrano esserci conferme per ora invece in merito alle voci di ritardi nell’intervento da parte della capitaneria. Voci che circolavano ieri al porto. Secondo quanto si apprende a lanciare l’allarme è stato un familiare, lo zio del comandante, che era al telefono con l’imbarcazione e che ha perso il contatto. Dopo aver consultato l’autista dell’autoarticolato della Euromitili che era in attesa sul molo dell’area cantieri, hanno citofonato alla Capitaneria. Da lì immediatamente le motovedette sono partite per i soccorsi. Sul posto per prime le cozzare Aretusa e Mattia I.

In alto da sinitra, in senso orario: elicottero dei vigili del fuoco che si è alzato per i soccorsi, la cozzara affondata, i soccorsi al molo e Aldo Leo, uno dei due superstiti






