Pettinari con l’elmetto per tutta l’estate
“Prima il ponte, poi le ferie”

L'ANTEPRIMA - Il presidente della Provincia a Villa Potenza sul tratto che attende l'inaugurazione tra tagli ai fondi e ritardi: "Stavolta nessuna celebrazione, i cittadini non devono aspettare un minuto in più". C'è l'intenzione di renderlo più sicuro coi tutor, preferiti agli autovelox, e visibile con un'illuminazione particolare. Non prima dei collaudi dei tecnici dell'Università
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Pettinari_ponte Villa Potenza (6)di Maurizio Verdenelli

(foto di Lucrezia Benfatto)

Stachanov lavora all’ufficio tecnico della Provincia. Non estrae carbone a ritmi impressionanti per la gloria di Stalin ma lavora giorno e pure la notte attorno ad un ponte (quello sul Potenza) e non va in vacanza. “Ferie bloccate per tutti”, ha detto questa mattina il presidente della Provincia, Antonio Pettinari. Tornato ancora una volta sul luogo ‘della mancata apertura’ con leggero ritardo rispetto all’ora convenuta con giornalisti e teleoperatori.

Quando sarà inaugurato il ponte che avrebbe dovuto essere completato il 4 maggio, a conclusione dei 180 giorni previsti dall’appalto? Chiedono inutilmente i cronisti, e l’interrogativo è accolto come una provocazione nonostante sia posto con dovuta delicatezza (…epperò presidente, se lo doveva aspettare, no?!). Niente da fare, l’apertura del ponte è diventato il segreto meglio custodito della nostra Provincia. E Pettinari veste per l’occasione i panni di un aristotelico, quasi un don Ferrante manzoniano:

“Quando finiranno i lavori non faremo passare neppure un’ora… i nostri cittadini hanno diritto ad usufruire immediatamente di questa importante infrastruttura”.

Quando finiranno dunque i lavori, presidente?

“Non è dato sapere: siamo in attesa dell’esito dei collaudi da parte dei tecnici dell’Università Politecnica delle Marche” dice il Dottor Sottile mentre un pullmino giallo s’arresta sotto i piloni dell’elefante bianco con le ali di farfalla. Scaricando uomini e materiali – i temuti ed insieme provvidenziali sensori – per verificare e quindi procedere con la messa in tensione dei ‘pendini’/tiranti dai quali dipende tutto. Dipende cioè la stabilità di una struttura bellissima, arrugginita precocemente,ma non tanto visto che è ‘in zona’ da 4 anni (sarà comunque ritinteggiata). “Certo, a ripensarci bene, la crisi ha reso tutto più complicato: un’opera così non sarebbe più proponibile date le difficoltà generate dalla crisi” sospira l’ingegner Sandro Mecozzi, dirigente dell’Ufficio tecnico della Provincia. Anche lui ‘congelato’: niente vacanze quest’estate se l’elefante dalle ali di farfalla non spiccherà il volo.

Pettinari_ponte Villa Potenza (4)Tonino Pettinari appare anche e soprattutto un Antonio Conte post litteram (trainer amatissimo da lui, tifoso juventino che non ama invece l’ex berlusconiano Allegri). Non manca mai di sospingere la squadra in attacco. “Siamo stati tartassati anche dal fiume esondato quattro volte dall’inizio dell’anno: ed ogni volta sono state spazzate via le piste d’accesso al ponte. Pure adesso le pioggie non ci aiutano” dichiara l’ingegner Roberto Ticani dell’impresa di Visso (il titolare è il padre) che sta lavorando alacremente. “A breve inizieranno i collaudi: utilizzeremo dieci autocarri con un carico di 500 quintali ciascuno. In tutto 5.000 quintali che ‘peseranno’ in modo strategico sul ponte, mentre sui due viadotti saranno utlizzati ‘solo’ 9 autocarri. Se il ponte regge, non ci saranno problemi certo con il traffico”, dice il giovane ingegnere che spesso lavora quasi fosse un operaio perché di questi tempi sugli argini devastati del Potenza a ‘faticare’ non c’è uno Stachanov soltanto ma un’intera squadra. “Abbiamo sistemato il tappetino: sembra una pista di F1, ed abbiamo usato i soldi della manutenzione ordinaria perché non c’era verso di tirare fuori un euro dal Patto di Stabilità. E’ come un supplizio di Tantalo, per me. Arrivare alla presidenza della Provincia, avere tanti fondi (75 milioni, ndr) per aprire cantieri dappertutto e cambiare il volto a strade e scuole e non poterli spendere” dice Pettinari.

Che del ‘problema’ ha parlato domenica pomeriggio anche in cattedrale, salutando il nuovo vescovo Marconi. “Il Patto di Stabilità me lo sogno pure la notte…” rivela non a sorpresa.

Davvero niente inaugurazione dunque per un’opera così significativa?

“No, i cittadini non devono aspettare un minuto di più”.

Neppure un po’ di musica, un po’ di porchetta e i fuochi artificiali che accompagnarono il taglio del nastro del vicino ponte ‘Pertini’, per la regia dell’allora presidente Silenzi…?!

“Già, i fuochi li vedemmo anche da Santa Maria in Selva…”.

Pettinari_ponte Villa Potenza (7)Intanto si comincia ad innalzare la segnaletica verticale. Per primo, quasi freudianamente, il cartello di ‘dare la precedenza’ poi quelli che indicano mission per ora impossible: Ancona è a 90 chilometri, Recanati (…) e Macerata a 5 ma da lì non ci potrà arrivare mai. Quando allora? non è dato sapere. Per il momento sul ponte si può passare a piedi su un aereo marciapiedi da cui si possono ammirare scorci del Potenza ai tempi di ‘com’era verde la nostra valle’ (dall’altra parte no, con al centro l’impianto chiuso per il calcestruzzo) e percorsi che vanno dritti ai fianchi del fiume. “Solo per ciclisti, non certo per moto fuoristrada!”, ammonisce Pettinari. Non verranno più realizzati gli ‘scivoli’ costosi previsti dal primo progetto che aveva nel cuore il parco fluviale. Sono i lavori pubblici ai tempi della crisi…che vogliamo farci? Bisogna accontentarsi. Poteva andare peggio e il ponte rivelarsi un’incompiuta.

Intanto per il post-apertura si pensa ad un autovelox perché i quasi 2 chilometri di rettilineo non si trasformino in una pista.

“Forse è meglio un tutor” conviene alla fine, Pettinari.

L’illuminazione?

“Speriamo, sarebbe bello, staremo però a vedere”.

Poi, finito il sopralluogo, tutti a casa. Eccetto Stachanov, naturalmente. Che mi si avvicina un po’ scherzando ed un po’ no: “Lei è Verdenelli, Cronache Maceratesi? A causa sua mi sono fatto quattro notti di fila, oltre a quattro giorni, qui a lavorare ininterrottamente sul ponte…spedito dal presidente insieme con gli altri! Son marce forzate queste, più di cosi non si può fare”.

E Mecozzi elogia la semplicità dei collaudi del più ‘semplice’, tecnologicamente parlando, ponte dell’Annunziata inaugurato a Montecosaro in autunno: “Là è bastato un topografo, qua invece…”.

E’ il costo della Grande Bellezza. Che per il momento fa un ritardo fatidico di 90 giorni o quasi.

 

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