“La Croce Verde deve rimanere
dei soci e dei cittadini”
MACERATA - Lettera aperta di Luca Buldorini, il dipendente licenziato lo scorso febbraio
Da Luca Buldorini, ex dipendente della Croce Verde, riceviamo:
“Il 21 febbraio 2013, come già saprete, ho ricevuto una lettera di licenziamento firmata dal presidente della Croce Verde Onlus Stefano Monachesi. La motivazione è stata “la grave insufficienza dei rimborsi annui da parte dell’Asur per le attività convenzionate che non ci consente più di far fronte alle uscite necessarie ed assicurare i servizi convenzionati e quindi di mantenere inalterato il numero di lavoratori dipendenti”. Una motivazione decaduta nel giro di poche ore, in quanto nel pomeriggio del 21 febbraio è stata risolta la trattativa con la Regione proprio sui rimborsi Asur. Un fatto che ai miei occhi è apparso subito inspiegabile, in quanto avevo un contratto a tempo indeterminato e la scelta del licenziamento è ricaduta su di me e non su persone entrate dopo di me con un contratto a tempo determinato. Ho sempre avuto a cuore la Croce Verde Onlus: infatti ho trascorso 12 anni, ricoprendo sia il ruolo di volontario che di dipendente, all’interno dell’associazione. Volendo credere alla loro tesi, alla difficoltà in cui si trovava, il 5 marzo sono andato in Croce Verde e mi sono offerto di coprire un turno come volontario. Il 6 marzo ho ricevuto una raccomandata da parte del presidente Monachesi in cui mi comunica che “la mia disponibilità del 9 marzo non può essere accolta a causa del contenzioso in corso e quindi è venuto meno il rapporto fiduciario”. Vi ricordo che il contenzioso a cui si riferisce riguarda la mia richiesta al giudice del lavoro di vedermi riconosciute alcune retribuzioni e contribuzioni da parte della Croce Verde Onlus. Nella lettera del 9 marzo Monachesi fa anche presente che la mia attività di milite volontario è sospesa per quanto riguarda tutta la vita sociale dell’ente. A questo punto faccio ricorso al Collegio dei Probiviri, come previsto dall’art. 13.3 dello Statuto della Croce Verde, di cui è presidente Angelo Sciapichetti. Mi risponde con un’altra raccomandata spiegando che non c’è nessun presupposto per un provvedimento di espulsione nei miei confronti, ma comunque devo attenermi a quello che mi ha detto il presidente Monachesi. Intanto, per quanto riguarda l’elezione del consiglio direttivo della Croce Verde Onlus, mi chiedo e vi chiedo come sia possibile che facciano parte del consiglio direttivo della Croce Verde Onlus persone che detengono quote nella Croce Verde Srl. Dallo statuto, art. 14.1, è chiaro che non può essere socio chi intraprende con la Croce Verde Onlus qualsiasi rapporto retribuito di lavoro subordinato, di lavoro autonomo o comunque di contenuto patrimoniale. Inoltre, secondo il regolamento per lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo degli organi sociali, all’art. 2, non sono compatibili le candidature per le elezioni degli organi sociali di coloro che hanno rapporti patrimoniali con la Croce Verde di Macerata. Chiedo nell’interesse di tutta la cittadinanza trasparenza e chiarezza . La Croce Verde deve rimanere dei soci e dei cittadini, non deve essere in mano a persone che hanno interessi economici. Mi rivolgo ai soci, ai cittadini, a chi ricopre cariche politiche , affinchè chiedano chiarezza su tutta questa situazione, sul fatto se è ammissibile che nel consiglio di amministrazione della Croce Verde Onlus si candidino persone con interessi nella Srl. Ho a cuore il destino di questo ente, altrimenti non avrei speso 12 mesi al suo servizio e invece in questi anni ha perso 3 ambulanze e le ha rimpiazzate con un pulmino disabili dei frati di San Francesco trasformato in ambulanza. Riducendo, comunque, il parco macchina. Una delle ambulanze è diventato un carro porta fiori ad uso della Srl e sono stati comprati due carri funebri sempre in uso alla stessa Srl”.






