Croce Verde, Monachesi:
“Un attacco vergognoso”

L'INTERVISTA - Il presidente della onlus difende la scelta di attivare il servizio di onoranze funebri: "I controlli della Finanza non ci preoccupano". Sciapichetti su facebook: "La verità verrà a galla". Questa sera si è costituita la srl (ecco i soci)
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il presidente della Croce Verde Stefano Monachesi

il presidente della Croce Verde Stefano Monachesi

di Alessandra Pierini

La Croce Verde  è un’istituzione e un punto di riferimento per Macerata. Dal 1902 ad oggi, centinaia di cittadini maceratesi e di volontari hanno deciso di dedicare il loro tempo e le loro energie ad una onlus che, per definizione, non ha scopo di lucro. Non è esagerato definirla  una ricchezza lasciata dai nostri nonni, abituati forse molto più di noi a pensare a quanto il gesto del singolo è destinato ad essere cancellato dalla caducità della vita se non viene inserito in un contesto collettivo, capace di sopravvivere dopo di noi.

Questo è la Croce Verde Benemerita. Ci sono poi l’amministrazione e la gestione della onlus, molto più legate alla quotidianità ma le cui scelte possono ripercuotersi significativamente sul futuro e soprattutto può avere forti ripercussioni sul presente dell’associazione come sta accadendo in questi giorni in cui le questioni che tengono banco sono la costituzione di una società a responsabilità limitata alla quale cedere il ramo d’attività relativo alle pompe funebri, attivato da qualche anno e per niente ben visto dalle attività di pompe funebri del territorio, la verifica di Guardia di Finanza e Direzione provinciale del Lavoro negli uffici della sede in viale Indipendenza (leggi l’articolo) e per finire la richiesta, da parte di due dipendenti e un ex dipendente, di 200 mila euro di straordinari e stipendi non pagati (leggi l’articolo).

C’è poi da aggiungere che la politica dovrebbe rimanere fuori dalla porta di un’associazione di questo genere che dovrebbe continuare a poter contare su salde ideologie e valori che, in questa fase storica, purtroppo, chi gravita nell’ambito politico non riesce a rappresentare. Se la Croce Verde deve evitare, per mantenersi “pura” logiche di partito,  per impedire che si creino pericolose ambiguità sarebbe bene che si sottraesse anche a logiche di mercato per cui l’unica garanzia da dare è quella della sopravvivenza.

«Le vittime diventano carnefici e i carnefici eroi. E’ così che il mondo va! Passato il polverone, la verità come sempre verrà a galla.Ne sono certo.Piena ed incondizionata fiducia nella magistratura»: sono queste le parole con cui il consigliere Angelo Sciapichetti commenta sulla sua bacheca di facebook  quanto sta accadendo nell’associazione che da anni lo vede protagonista, anche come promotore dell’attività di onoranze funebri.

Nella bufera è naturalmente finito l’attuale presidente della onlus Stefano Monachesi, già dirigente della Smea, società di smaltimento rifiuti partecipata dal Comune di Macerata, il quale ha voluto spiegare le sue ragioni a Cronache Maceratesi e parla molto duramente: «Sono entrato in Croce Verde a 16 anni – spiega – attaccare Monachesi non è un  problema ma è vergognoso attaccare la Croce Verde».

monachesi

Stefano Monachesi oggi e in una foto da volontario nel 1978

Monachesi, da quando vi occupate di onoranze funebri? E perchè?

«E’ stata fatta nel 2004 una revisione statutaria durante la quale l’attività fu inserita nello statuto, poi le onoranze hanno preso corpo 6 o 7 anni fa. La scelta fu fatta in seguito ad un tavolo di confronto al quale parteciparono tutti gli ex presidenti che aggiornarono il nostro statuto anche in virtù di quanto stavano facendo molte consorelle in tutta Italia».

Quali compensi ricevete da Comune di Macerata e Regione Marche?

«Abbiamo una  convenzione con il Comune per la gestione di un furgone per disabili che è attualmente fermo. L’attività principale è con l’Asur ed è prevista nei dettami della Regione. In particolare abbiamo due convenzioni: una per il 118 che prevede di mettere a disposizione un automezzo con due persone a bordo h24 per un compenso di 80mila euro l’anno, largamente insufficiente a coprire i costi e l’altra per trasporti programmati che vengono retribuiti con un rimborso chilometrico. I compensi sono fermi ai valori del 2004. Con questi servizi perdiamo dai 6 agli 8 mila euro al mese, senza l’attività di pompe funebri la Croce Verde avrebbe chiuso tre anni fa per questo abbiamo deciso di aprire».

L’insufficienza di fondi economici vi ha spinto  verso questo nuovo settore?

«Abbiamo pensato di salvaguardare la Croce Verde. Non è una novità, nè una scaltrezza, le onlus lo facevano da decenni. Siamo stati i  primi nella Marche. Tra l’altro c’era anche la necessità di entrare nel settore per calmierare i prezzi in un mercato forse troppo libero».

Quanto costa un funerale fatto da voi?

«A Macerata città all’inizio viaggiavamo intorno alla metà del prezzo delle imprese, oggi si sono tutti ridimensionati. Un funerale medio costa 2.400 euro. Lavoriamo anche nei paesi limitrofi, dove spesso si opera in regime quasi di monopolio. Sono queste  attività che si basano su rapporti fiduciari, poi c’è quella che io chiamo la rete»

monachesi_croce_verde_smeaCome rispondete a chi vi dice che comunque avete un rapporto privilegiato con i potenziali clienti visto che andate a soccorrerli  e spesso siete i primi ad arrivare sul luogo del decesso?

«E’ un’osservazione provocatoria e idiota. I clienti decidono sui prezzi, noi non facciamo neanche promozione. Tra l’altro operiamo il soccorso davanti a medici e personale del 118, cosa farei metterei il biglietto da visita in bocca ai deceduti? Credo che decenni di attività delle consorelle siano la risposta migliore. Forse chi denuncia questo meccanismo, dovrebbe raccontarci di più sulle reti del nostro settore.  Noi siamo partiti in punta di piedi con 15- 30 funerali l’anno per superare quest’anno i 200 su 500 totali che si fanno a Macerata città. C’è chi ha tentato in tutti i modi di non farci esistere, basta ricordare che Angelo Sciapichetti  ha ricevuto per questo a casa 2 proiettili, abbiamo avuto attacchi anche leciti perchè molti pensano che avevamo delle agevolazioni. Noi abbiamo sempre pagato le tasse, abbiamo disposto al 99% di lavoro dipendente e ora lasciamo che sia chi di dovere a verificare. Ripeto, a Reggio Emilia le consorelle fanno 1500 servizi funebri l’anno, perchè sono compatibili con il nostro dna»

Perchè avete deciso di costituire la Croce Verde srl?

«L’esigenza di fare la srl non è un capriccio: a differenza di quanto si dice, la Croce Verde non è corsa a fare la srl dopo gli attacchi. Ho i verbali delle assemblee e  sono stato il primo a dire che se il settore avesse preso piede, bisognava strutturarlo. Poi abbiamo preso la macchina e siamo andati a vedere come si muovevano le consorelle per trovare una soluzione compatibile. A questo punto abbiamo coinvolto professionisti come Gianni Marcolini e Manuel Seri che ci hanno indicato due strade, quella della  fondazione per cui mancava il presupposto del patrimonio o la srl. Non è una fuga dalla realtà ma conseguenza di un percorso durato due anni».

Come sono state suddivise le quote?
«Abbiamo fatto un’assemblea per informare i soci, poi abbiamo dato il tempo di aderire e siccome le adesioni superavano la disponibilità abbiamo spacchettato le quote per accontentare tutti. Sono 50 soci persone fisiche più la Croce Verde che assorbe il 40%. Chi ha più quote di tutti ne ha cinque, chi meno ne ha una».

Sembra certa la nomina di Giorgio Meschini alla presidenza della società (leggi l’articolo)…
«Meschini è socio da 15 anni e ha preso una quota. E’ stato indicato dalla onlus come componente del Cda insieme a Graziano Magnarelli, mentre gli altri consiglieri, scelti durante la riunione tra aspiranti soci, sono  Alessandro Alimento, Nazareno Marcelli e Luca Ottaviani. Il presidente sarà eletto nella prima riunione del cda e comunque la presidenza non è retribuita».

Lei che ruolo avrà nella Croce Verde srl?

«Nessun ruolo e non ho neanche quote, anzi quando il Cda farà contratto con la onlus, sarò controparte nello stilarlo. La srl avrà una sua organizzazione e un suo capo servizio. In futuro potremmo poi pensare anche ad altre attività visto che la normativa europea sui servizi pubblici stabilisce che i trasporti sanitari non possono più rimanere nella sanità ma devono andare a gara  e alle gare la onlus non può partecipare. Nell’ggettto sociale ci saranno anche attività legate ad altri settori tradizionali. Non è detto poi che non apriremo ad altre consorelle per intercettare sul mercato nuovi settori. Siamo partiti col biroccio spinto a mano, siamo arrivati all’ambulanza, oltre allo sviluppo tecnico è necessaria anche una trasformazione. Siamo di fronte ad un fatto storico nuovo, non più solo onlus, chi si sarà attrezzato potrà intervenire in altri settori»

I controlli della Finanza alla Croce Verde

I controlli della Finanza alla Croce Verde

Per quali motivi Guardia di Finanza e Direzione Territoriale del Lavoro  hanno controllato la vostra sede?

«Per quanto ne so io è una verifica fiscale sugli anni 2008-2012 ai fini Iva. E’ stata presa documentazione oggetto di analisi. Non abbiamo nessun motivo di preoccuparci, tutto ciò che la Croce Verde incassa è da fondi regionali o da fatturazione. Non mi preoccupano i controlli ma quello che artificiosamente è stato costruito intorno alla Croce Verde per impedire questo tipo di attività».

Alcuni dipendenti parlano di straordinari e stipendi non pagati e chiedono un rimborso di 200mila euro

«Ad oggi non  ci hanno ancora fornito un conteggio analitico, attendiamo».

Soci e volontari come hanno preso la costituzione della srl e come valutano le critiche mosse negli ultimi giorni?

«Siamo 1500 soci di cui un centinaio volontari, dai quali abbiamo registrato rabbia e solidarietà. Chi ha fatto quello che è stato fatto deve assumersi le sue responsabilità. Gli amministratori sono tutti maceratesi e capisco le critiche, ma mettere in discussione un’ associazione secolare è vergognoso».

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Di seguito l’elenco dei cinquanta soci della Croce Verde srl che si è costituita questa sera nella sede di viale Indipendenza alla presenza del notaio:

Alimento Alessandro, Berdini Francesco, Cipolletti Roberto, Consorti Anna Maria, De Gioia Matteo, De Gioia Sabrina, Flamini Anna Rita, Foresi Euro, Giosue’ Marcello, Giustozzi Andrea, Launo Francesco, Leonori Laura, Maccari Ubaldo, Magnarelli Graziano,  Manuel Seri, Marcelli Nazzareno, Marcolini Giovanni, Marino Menchi, Mariucci Dante, Mazzaferro Osvaldo, Mazzaferro Simone,  Mengascini Delia, Mengascini Delio, Meschini Giorgio, Monachesi Valentina, Moroni Giorgio, Mucci Mario,  Ottaviani Luca, Pagliariccio Annunziata, Pagnanelli Valentino, Pallotta Gianluca, Perticarari Renato, Petetti Leonide, Pigliapoco Elisa, Pigliapoco Giovanni, Ricotta Lauro, Rossi Graziano, Rotelli Damiano, Santinelli Nazzareno,  Sciapichetti Angelo, Sciapichetti Bruno, Sciapichetti Claudio,  Sdrubolini Samuele, Spedaletti Massimiliano, Tamagnini Andrea, Tamagnini Elena, Tartarelli Roldano, Tiburzi Aldo, Torquati Carlo, Vella Daniela, Venanzetti Paolo,  Ricotta Narciso

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L'avvocato Manuel Seri

L’avvocato Manuel Seri

Da Manuel Seri riceviamo:
Mi permetto di intervenire sulla vicenda della Croce Verde sia in qualità di Socio, sia in quella di professionista incaricato di seguire la riorganizzazione delle attività dell’Ente.
Prima di tutto cedo sia necessario stemperare i toni di una polemica mediatica che sta ingiustamente coinvolgendo l’immagine di una Associazione benemerita, vanto ultracentenario della nostra Città grazie al lodevole impegno profuso gratuitamente dai tanti volontari succedutisi in così tanto tempo ed esempio per tutte le persone di buona volontà: ognuno ha certamente le sue buone ragioni per reagire in modo anche duro e risentito, ma in questo modo si continua ad alimentare una pericolosa spirale di sospetti, incomprensioni e contrasti che nuoce soltanto alla Croce Verde ed ai preziosi servizi che svolge, dei quali ci si rende conto soltanto nel momento del bisogno. Serve dunque uno stop che possa servire per tutti come momento di riflessione. La Magistratura e la Guardia di Finanza, indipendentemente dalle cause che ne hanno sollecitato l’intervento, debbono poter compiere il Loro lavoro serenamente e rapidamente, senza sentire il peso di un contesto ambientale esasperato; alla fine la verità emergerà con tutta la sua forza persuasiva e libererà tutti dall’angoscia di sapere cos’è successo nella Croce Verde … anche se, personalmente, confido che alla fine ogni sospetto finirà in una grande bolla di sapone con buon pace di tutti.
Nel frattempo posso però assicurare che l’operazione di separazione dell’attività caratteristica da quella delle onoranze funebri asseconda soltanto esigenze improrogabili di carattere organizzativo e che la costituzione della nuova società commerciale, composta dalla Croce Verde (per il 40% del capitale sociale) e da un’altra cinquantina di Soci (con quote frammentate variabili fra un minimo dello 0,625% ed un massimo del 3,135% del capitale sociale), è stata effettuata con lo stesso spirito solidaristico con cui oltre cento anni fa nacque la Croce Verde stessa e con il solo scopo di assicurarLe le risorse necessarie per continuare ad erogare i servizi caratteristici a vantaggio di tutta la collettività in un periodo storico in cui sta venendo a mancare il sostegno pubblico al volontariato epperò del volontariato non si può più fare a meno per gestire quegli stessi servizi essenziali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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