Laura Boldrini conquista l’Italia
“Sono qui per difendere gli ultimi”

Appena eletta presidente della Camera, la maceratese ha emozionato i parlamentari che più volte l'hanno interrotta con i loro applausi e con vere e proprie ovazioni quando ha parlato delle vittime di violenza e dei morti per mafia
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Il saluto di Laura Boldrini, dopo l'elezione alla presidenza della Camera

Il saluto di Laura Boldrini, dopo l’elezione alla presidenza della Camera

 

di Alessandra Pierini

Una emozione fortissima, accompagnata da determinazione e concretezza, e un’attenzione particolare a chi ha davvero bisogno: sono queste le caratteristiche del primo saluto di Laura Boldrini, eletta da pochi minuti presidente della Camera (leggi l’articolo), ai colleghi parlamentari. L’ex portavoce dei rifugiati Onu ha riservato il suo primo pensiero  al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per poi passare in rassegna problemi e questioni da affrontare, mettendo sempre al centro le persone. Non parla solo di povertà ma soprattutto di poveri, non di disoccupazione ma di coloro che sono senza lavoro, non di mafia ma delle sue vittime.
Le parole profonde della Boldrini sono state applaudite con convinzione, a più riprese, fino ad una vera e propria standing ovation quando ha chiesto l’impegno di tutti per le donne vittime di violenza o di ricordare le i morti per mafia.
Una donna forte Laura Boldrini che ha espresso sul campo, come portavoce dei rifugiati dell’Onu, la sua capacità di comprendere i problemi e di affrontarli e che ora dovrà esprimere i suoi talenti per l’Italia. Se le premesse sono quelle espresse nel discorso di saluto, Laura Boldrini ci offre davvero una speranza per il futuro.

«Dopo tanti anni passati a rappresentare i diritti degli ultimi in Italia come in tutte le periferie del mondo – ha detto – farò in modo che questa camera diventi il luogo della cittadinanza di chi ha più bisogno.
Il mio pensiero va a chi ha perso la certezza e speranza. Dovremo combattere una battaglia contro la povertà e non contro i poveri. Abbiamo la costituzione più bella del mondo, quest’aula dovrà farla vivere, quest’aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale di una società che si è smarrita a se stessa, dovrà farsi carico delle donne che subiscono la violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto a chi è caduto senza forza di rialzarsi, ai detenuti in condizioni degradanti, dovrà dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non l’ha mai trovato, a chi ha smarrito il sollievo della cassa integrazione, agli esodati che non abbiamo dimenticato, agli imprenditori che costituiscono una risorsa per l’economia italiana, alle vittime del terremoto e a chi subisce scarsa cura del territorio, ai pensionati.

Laura Boldrini con i coordinatori locali Esildo Candria e Roberto Acquaroli durante una recente presentazione a Macerata

Laura Boldrini con i coordinatori Esildo candria e Roberto Acquaroli durante una recente presentazione a Macerata

Dovremo avvicinarci al mondo con gli occhi di un bambino. In Parlamento sono stati iscritti i diritti ottenuti fuori da qui liberando l’Italia dal fascismo. Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per l’Italia e siamo vicini a chi oggi con don Luigi Ciotti ricorda i morti per mano mafiosa.
Al loro sacrificio questo Paese deve molto, molto dobbiamo anche al scrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo oggi nell’anniversario del loro assassinio.
Questo è un Parlamento rinnovato, scrolliamoci ogni indugio a dare piena istituzionalità al Parlamento.
Facciamo di questa Camera la casa della buona politica, rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani. Sarò la presidente di tutti a partire da chi non mi ha votato».
E ancora sull’Europa: « Avvicineremo la missione pensata con lungimiranza da Altiero Spinelli. Lavoreremo perchè l’Europa torni ad essere un grande sogno, luogo della libertà, della fraternità della pace. Anche i protagonisti vita religiosa ci spronano ad osare di più, per questo abbiamo accolto con gioia i gesti del nuovo pontefice, venuto emblematicamente dalla “fine del mondo”.
Un saluto alle istituzioni internazionali e alle organizzazioni unite in cui ho lavorato e un pensiero per i molti, troppi morti senza nome che il Mediterraneo custodisce, un mare che dovrà diventare ponte verso altri luoghi, altre culture, altre religioni. Sento forte richiamo del presidente della Repubblica per l’unità del paese. La politica torni ad essere speranza, servizio e passione.
Iniziamo un viaggio, cercherò di portare con ognuno di voi la richiesta di cambiamento che oggi ci rivolgono tutti gli italiani, soprattutto i nostri figli».

 

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