Archiviato l’abuso d’ufficio per l’ex rettore Sani

MACERATA - Soddisfatti i legali Scheggia e Maroni: "Sembrava che l'Università fosse retta da delinquenti"

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L'ex rettore Sani

di Cristina Grieco

«Archiviato perché il fatto non sussiste». Così il Gip Enrico Zampetti ha concluso uno dei casi giudiziari più controversi che ha visto al centro l’ex rettore dell’Università degli Studi di Macerata Roberto Sani per l’ennesimo caso di abuso di ufficio.
La denuncia era partita nell’aprile del 2009 dall’allora dirigente capo del servizio ispettivo Urso Russo il quale aveva segnalato irregolarità nelle attività del personale tecnico in servizio nell’ateneo. In particolare i fatti contestati a Sani riguardavano il lasso temporale ricompreso tra il 2006 ed il 2008 e avrebbero riguardato in particolare delle presunte attività esterne che il personale tecnico in servizio avrebbe svolto senza le necessarie autorizzazioni.

Gli accertamenti condotti durante le indagini hanno invece dimostrato come tutto fosse regolare. Tutte le autorizzazioni necessarie erano infatti state concesse. I dubbi sorgevano in relazione a chi avesse o meno il potere di emanare le autorizzazioni.  Urso, forse anche in seguito alla delusione per la mancata nomina a Direttore Amministrativo, aveva denunciato che tale compito fosse di esclusiva spettanza del Direttore Amministrativo e non del Rettore. In realtà all’epoca dei fatti non c’era una precisa ripartizione di competenze tra il Rettore ed il Direttore Amministrativo,quindi la competenza relativa all’autorizzazione poteva far capo direttamente al Rettore che oltre ad essere un organo di rappresentanza svolgeva e svolge tuttora anche funzioni amministrative. Venuto meno il presupposto che aveva scatenato la denuncia, ovviamente tutte le altre accuse non hanno potuto che cadere di conseguenza creando così un perfetto effetto domino che ha portato all’archiviazione.

La difesa ha predisposto una memoria puntuale da sottoporre al P.M. all’interno della quale sono state motivate analiticamente le ragioni dell’ex Rettore. Sulla base di ciò, il P.M. Belli, ritenuta corretta la tesi difensiva e  facendo proprie le argomentazioni spiegate, non ha potuto fare altro che presentare al GIP Zampetti un’articolata richiesta di archiviazione avvallata dal Giudice.

La difesa riferisce che l’ex Rettore avrebbe affrontato la cosa con estrema tranquillità il quale in merito alla vicenda ha soltanto commentato per bocca dei difensori Vando Scheggia e Cinzia Maroni: “Il tempo è galantuomo e regolerà i conti”. L’avvocato Scheggia a conclusione della vicenda ha manifestato soddisfazione per il risultato raggiunto: “Siamo molto contenti sembrava quasi che l’università fosse retta da delinquenti”.


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