A casa di Pd e Pdl si gioca… a risiko
MACERATA - I contrasti interni nei due principali partiti e le strategie verso nuovi assestamenti
Se Atene piange, Sparta non ride. Al contrario di quello che vorrebbero far credere, la situazione interna nei due principali partiti di Macerata è molto delicata.
Da una parte il Pd che governa la città da due anni con una certa coerenza: non si ricorda infatti un giorno in cui il partito si sia trovato in sintonia con il suo sindaco. E se per un periodo i contrasti erano più evidenti (pur cercando di negare sempre e comunque l’evidenza) ora sono più “coperti”. Una situazione che non dovrebbe far dormire sonni troppo tranquilli a Romano Carancini che ancora rincorre ostinatamente la nuova storia, senza accorgersi che la macchina amministrativa ha sempre avuto il freno a mano tirato.
Dall’altra il Pdl che a Macerata più che un partito è una persona: Fabio Pistarelli, sconfitto per un pugno di voti alle elezioni di due anni fa, ed ora capogruppo e coordinatore comunale del Popolo della Libertà. Ma l’egemonia pistarelliana non sta più bene a tutti. Anzi, il buon Fabio rischia di ritrovarsi in minoranza all’interno del suo gruppo consiliare che vede sul fronte opposto un agguerrito team capeggiato da Deborah Pantana e completato da Claudio Carbonari, Francesco Luciani e – seppur più defilato dalle diatribe interne – Francesco Formentini. La squadra di capitan Pistarelli è invece composta dal fedelissimo Riccardo Sacchi, da Pierfrancesco Castiglioni e da Marco Guzzini, anche lui come Formentini meno legato alla visione dei gruppi contrapposti. La partita finirebbe 4 a 4 ma ai supplementari vincerebbe il Team Pantana grazie ad un’astuta mossa che non è sfuggita agli osservatori più attenti. Lo scorso 16 marzo la grintosa (forse troppo) Deborah annuncia il rientro nel gruppo consiliare di Uliano Salvatori nel corso di una conferenza stampa convocata per commentare l’esito dell’assemblea provinciale del Pdl. Ma Fabio Pistarelli, che non è certo l’ultimo arrivato, il giorno successivo smentisce con un comunicato stampa (leggi l’articolo) per poi essere contraddetto dallo stesso Salvatori che era uscito dal Pdl dopo la vicenda Apm-topi di fogna in cui l’accusato (il sindaco Carancini) azzeccò – seppur involontariamente – l’unica mossa comunicativa di questi due anni visto che di quella “alta pagina di politica” oggi Macerata ricorda quasi esclusivamente quell’appellativo sgradevole e condannato da tutti ma che in fondo ha fatto sorridere, tanto che pochi giorni fa, in una tabaccheria del centro, un signore sulla sessantina parlava ancora del “partito dei topi di fogna”.
Tolte le t-shirt, oggi il Pdl imita il Pd: elmetto in testa per combattere il nemico dentro casa. Il Team Pantana rimprovera a Pistarelli anche la chiusura verso le altre forze di opposizione e sta riuscendo nell’intento di mettere il buon Fabio con le spalle al muro dicendogli più o meno apertamente: “O ci dai il coordinamento comunale o ti sfiduciamo da capogruppo”. Tuttavia il congresso comunale, previsto entro aprile, è avvolto dal mistero. Ancora non si conosce la data di convocazione, l’unica novità è che uscito un nome nuovo per il ruolo di coordinatore comunale, quello dell’ex assessore provinciale Andrea Blarasin che gioca nella squadra della Pantana ma la sua candidatura sembra trovare un ampio consenso nel tentativo di riunificare le due facce del Pdl. Chiudiamo il capitolo pidiellino con un altro fatto: seppur si voglia far credere il contrario non è certo casuale l’assenza dei consiglieri Pantana, Carbonari e Luciani nell’ultima uscita pubblica del Pdl, sulla proposta di una Commissione speciale di indagine sulla politica urbanistica degli ultimi 9 anni (leggi l’articolo). Il tempo valuterà l’efficacia e gli intenti di questa iniziativa.
C’è movimento anche nel Pd. Ieri sera si è riunito quello che in passato si era definito l’Altro Pd e che si trova più vicino alle posizioni del sindaco Carancini. Si sono messi intorno a un tavolo Romeo Renis, Ninfa Contigiani, Anna Bianca Zammit, Marco Morresi, Valentina Ugolinelli, Fabrizio Principi e l’assessore Alferio Canesin. Si definiscono “un gruppo di lavoro all’interno del Pd” di cui dovrebbero far parte anche il vice-sindaco Irene Manzi e l’ex assessore Federica Carosi. A spiegarci il senso della riunione è Romeo Renis: “E’ nostra intenzione portare una nuova linea di pensiero all’interno del partito – dice il consigliere comunale – Di sicuro stiamo lavorando per il Pd e non contro il Pd. Un mese fa abbiamo chiesto al segretario la convocazione della direzione per parlare di problemi concreti (situazione economica, politiche del lavoro, politiche della sicurezza dei cittadini). La riunione è stata fissata per martedì e l’argomento centrale sarà il bilancio. Il nostro pensiero è semplice: dobbiamo scendere in mezzo alla gente, i cittadini sono stufi di vedere politici in giacca e cravatta che viaggiano lontano dai loro bisogni e continui litigi senza concretezza. Vogliamo richiamare l’attenzione su argomenti che toccano la vita di tutti i giorni. Ci riteniamo parte integrante del Pd e vogliamo unire questo partito e stimolarlo affinchè possa fare bene perchè stiamo oggettivamente vivendo una situazione di disagio”.
Intanto il Partito Democratico comunica nuove iniziative: stasera (venerdì 13 aprile, alle ore 21) si terrà un incontro-dibattito nella sala convegni dell’hotel Claudiani, con gli iscritti ed i cittadini.
Venerdì 20 aprile, sempre all’hotel Claudiani alle ore 21, si terrà un’ulteriore iniziativa con l’onorevole Mario Cavallaro per fare il punto sulla situazione politica nazionale, con particolare riferimento ai temi della riforma della giustizia.
In conclusione si svolgerà venerdì 27 aprile l’assemblea cittadina del Partito Democratico nella sede del circolo, alla presenza del segretario regionale Palmiro Ucchielli e saranno dibattuti i temi connessi alla manovra di bilancio per il comune di Macerata.





Chi non risika… non rosika…
Che ve devo dì? Quessa è la minestra che passa lu conventu
Per il bene della città: a casa TUTTI.
Subito
Grossi movimenti, più o meno sotterranei, all’interno del PD, del PDL e dell’IDV, in vista del momento che forse potrà essere quello della definitiva resa dei conti, sia per l’Amministrazione Comunale che per i partiti di maggioranza e di opposizione: il prossimo bilancio preventivo.
Il bilancio cade quasi a metà mandato per Romano Carancini, che dovrà mettere in piedi poche, ma sicure (cioè di certa realizzazione), proposte programmatiche e dovrà rendere conto di quanto fatto e soprattutto non fatto sino ad oggi da lui e dalla sua contestata Giunta. Non è un mistero che molti, all’interno del PD vecchia storia, vedono la scadenza del prossimo bilancio come l’occasione giusta per mandare a casa Carancini (titolare di una nuova storia che sino ad oggi hanno compreso veramente in pochi).
Al tempo stesso, sentendo i “rumors” di una possibile crisi in Comune, pure nell’opposizione (in virtù anche di un congresso provinciale tutto meno che unitario, che ha accentuato le distanze già in essere) sono in corso vistosi e significativi riposizionamenti e si stanno aggravando le spaccature da sempre esistite.
La sensazione è che da qui a qualche mese ne vedremo delle belle.
Dovendo costruire alleanze improbabili per vincere le elezioni, i partiti non si preoccupano di governare ma di mantenere le posizioni.
Purtroppo a Macerata non si riesce neppure a formare una lista civica unitaria ed i partiti sono riluttanti ad inserire candidature di personalità di spicco che non siano appiattite alle loro logiche.
Al giro di boa dell’attuale governo della città, i partiti possono continuare ad organizzare incontri e convegni autoreferenziali (fatti loro!), ma quello che i cittadini devono pretendere è una coraggiosa ed incisiva attività della Giunta e del Sindaco.
E’ ammirevole lo slancio e l’impegno che mettono tutti per poter sostituire chi fino ad oggi ha fatto poco e male, sia da una parte, che dall’altra.
Nel PDL La Pantana che vuole sostituire Pistarelli.
Nel PD Un altro nugolo, di ancora poco conosciuti, che sta facendo di tutto per uscire dal quasi anonimato e diventare conosciuti – infatti si sono chiamati l’altro PD . chissà se quello meglio o quello peggio .
Ripeto, veramente ammirevole l’impegno che stanno mettendo , per mettersi in gioco e per andare
a prendere il posto alquanto scomodo di chi dovrebbe andare a far quadrare i conti della città, sapendo che le risorse per la città sono finite da un pezzo..
Come chiamarli Eroi ? Martiri della fede Politica ?
Penso di si , fare tutto quello che stanno facendo per andare incontro a sicura morte politica, come chiamarli altrimenti .
A me vien da pensare che all’interno dei loro tanti incontri, abbiano parecchia difficoltà a comunicare fra di loro, altrimenti, specie a questi dell’altro PD, il Sindaco Carancini, se davvero vuole loro bene dovrebbe dire.. a ragà- ma ci siete o ci fate.. ma non vedete quello che mi stanno facendo passare..
Ora, visto che non credo affatto che la politica odierna possa pregiarsi dell’avere al suo interno eroi o martiri- credo che tutto sto fermento non sia affatto disinteressato ….
Stecca dice che questa è la minestra che passa il convento..!!
Io dico che ha ragione, infatti sono tutti nel convento pronti per prendere i VOTI – per la minestra che poi ci dovrebbero passare – ahimè è rimasta solo acqua , neppure brodo e gli acini se li son già tutti mangiati loro.
Unica consolazione per tutti noi – se quello che dice Bommarito è vero – è che veramente ne arrivino
delle Belle, almeno godremo con gli occhi .
Anticipo di essere molto qualunquista ….
Se il “nome nuovo” per futuro coordinatore del PdL comunale è quello annunciato da cm (Andrea Blarasin) -già consigliere comunale e provinciale, già assessore provinciale, già candidato perdente ecc..- allora è meglio “l’usato ma sicuro” Pistarelli.
“O ci dai il coordinamento comunale o ti sfiduciamo da capogruppo”
ma queste non sono cariche elettive?
LA “NUOVA STORIA” MI PIACE…….NON VEDO L’ORA CHE INIZI!
Bommarito dice …..La sensazione è che da qui a qualche mese ne vedremo delle belle.
Non credo.
Il bilancio passerà e Carancini arriverà a fine mandato.
Certo la sua “nuova storia”, proprio perchè è nuova, non si può sapere come finirà e, forse, non si sa ancora quando è iniziata o se è iniziata.
In ogni caso Carancini resterà grazie alle debolezze della maggioranza, ma soprattutto grazie alla cronica tendenza al suicidio dei partiti di opposizione.
Finalmente abbiamo capito (anche grazie a CM che sola fa informazione provando a squarciare quel velo di apatia e disinteresse insieme che da sempre avvolge la nostra città e noi tutti che qui ci siamo formati).
Si’, abbiamo capito perché Macerata e’ proprio questa e non un’altra, migliore se possibile.
Macerata e’ così non per caso, o per avventura, ne’ per uno scherzo di un destino cinico e baro (citando Bommarito).
Macerata e’ questa, sotto gli occhi di noi tutti, per la nefasta convergenza di tre fattori:
a) l’avidità di una lobby economico-politica, trasversale, dedita spregiudicatamente a perseguire i propri interessi ed affari;
b) la mediocrità di una classe politica (e degli esponenti, di ogni colore e casacca, da questa espressi) assolutamente incapace di farsi classe dirigente, non avendone la statura, e di indirizzare la politica cittadina verso il perseguimento del bene comune, presa com’e’ esclusivamente da meschini giochi di potere interni e patetiche divisioni in fazioni e comitati (Carancini/Ricotta/ altro PD – Pistarelli/Pantana – Sacchi / Carbonari, ecc.);
c) la colpevole assenza di qualsiasi intervento di garanzia e controllo dell’operato degli uni e degli altri da parte delle autorità istituzionalmente prepostevi, per i primi, e della societa’ civile (cioè di noi tutti), per i secondi.
Se questa e’ la diagnosi, la cura che io intravedo e’ solo una:
commissariamento, nell’immediato, del Comune per la dimostrata incapacità dell’attuale classe politica di governare e/o di esprimere una valida alternativa di governo della città (una sorta di riedizione, su scala locale, del governo tecnico impostoci dagli eventi su base nazionale);
quindi, scontato questo periodo di transizione, sostituzione in tronco dei nostri politicanti, tutti nessuno escluso, con una nuova classe dirigente di 30-40enni che prendano in mano con coraggio e passione il timone della citta’ ed invertano la rotta avendo, come stella polare a guidarli, unicamente il bene di Macerata.
Diversamente, proseguendo lungo la china intrapresa, temo che Macerata sara’ condannata a passare, lentamente ma inesorabilmente, dallo stato comatoso (forse non ancora irreversibile) in cui oggi versa alla morte “civica”, sotto lo sguardo indifferente e con la colpevole complicità di noi che, pur avendone a cuore le sorti, nulla abbiamo fatto per salvarla.