Capponi gioisce:
“Ore contate per la tassa sui fossi”

Grande soddisfazione nel centro destra dopo l'approvazione della mozione sui consorzi di bonifica
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Nazareno Agostini e Franco Capponi

Il consiglio provinciale di ieri ha approvato una mozione per bloccare la tassa sui fossi che ha suscitato non poche polemiche negli ultimi mesi. «Una mezza vittoria quella ottenuta in Provincia dal centrodestra e dai moderati sull’annullamento della cosiddetta “Tassa sui Fossi”. Questo nuovo e pesante balzello della Tassa sui Fossi – afferma Capponi, capogruppo del Ppe – era stato introdotto nel 2010 dal centrosinistra in Regione ma ora eliminato grazie al PDL ed altre forze responsabili del centrosinistra (API, IDV, Socialisti). Noi avevamo presentato già in ottobre una mozione in Provincia per adottare in autotutela lo stop alla Delibera Provinciale  che autorizzava l’emissione dei ruoli, ma per tre mesi la maggioranza di sinistra che governa la Provincia ci ha impedito di discuterne. Mezza vittoria perche ora 2/3 dei 40.000 titolari di diritti di proprietà hanno pagato e dovranno sborsare costi per riavere indietro il versato e i circa 15000 che non hanno versato forse dovranno comunque ricorrere alle commissioni tributarie per avere l’esonero di una tassa per la quale non c’erano i veri presupposti e senza una informazione consapevole agli agricoltori».
Soddisfazione anche tra gli esponenti dei moderati e del centro destra: «Un successo che speriamo non si trasformi in una beffa – affermano – dato che molti agricoltori hanno già pagato e non è chiaro come potranno riavere indietro i soldi versati e per quelli che ancora non hanno pagato, se non interverrà il congelamento del piano di classifica con il blocco della Delibera 89/2011 da parte della Provincia, saranno costretti a fare ricorso contro le cartelle di Equitalia. Ora ci aspettiamo che la Giunta Pettinari, rimasta a guardare impietrita per tre mesi, intervenga per chiarire definitivamente la propria posizione in merito alla legittimità della Delibera Provinciale che ha autorizzato tale impropria tassazione. Dopo, la giurisprudenza di cassazione, che si e’ espressa gia’ in tal senso, secondo la quale, tasse del genere possono essere richieste solo in presenza di effettive migliorie e solo a coloro che di tali migliorie hanno usufruito e l’abolizione della previsione di legge regionale – sottolineano i consiglieri provinciali del PPE , del PDL e della Lega Nord – che taglia la testa al toro alla Tassa sui Fossi chiediamo alla Giunta Provinciale di agire con la sollecitudine come tutto il Consiglio Provinciale ieri ha richiesto».

«Chiediamo ripetutamente da tre mesi al Presidente della Provincia Pettinari Come bloccare ora il versamento scaduto il 31 dicembre e ottenere il rimborso di quanto versato” – dicono Capponi ed Agostini – la Provincia infatti può revocare in autotutela la delibera n. 89/2011 approvata dal Commissario Prefettizio che ha retto la Provincia per un anno e che ha dato avvio alla richiesta del tributo e bloccata invece nel 2010 dalla Giunta dei moderati con Capponi (con Pettinari assessore) con la D.G.P. 237/2010. Il tutto era da fare prima, ora confidiamo solo sulla celerità della Giunta e nel buon senso del consorzio di Bonifica. Pettinari in questo modo ci farebbe anche capire meglio la posizione dell’UDC e darebbe seguito alle sue affermazioni a mezzo comunicati stampa: il “Consorzio di Bonifica è un ente inutile” e ancora il “tributo di Bonifica non va pagato”. “Queste affermazioni infatti sono palesemente in contrasto con quello che l’UDC fa in Regione dove l’UDC è al Governo e i suoi rappresentanti invece hanno votato contro la nostra proposta di abolizione del Balzello del nuovo tributo di Bonifica».

“E’ stata un’azione giusta –  scrivono ancora gli esponenti del centrodestra – tra l’altro  in agricoltura, chi agisce con responsabilità (la stragrande maggioranza degli agricoltori in questa provincia), proprio per i fossi non classificati (fossi limitrofi o interni ai propri fondi, fossi di capezzagna o fossi di scolo di confine ) è già oggi a loro carico e obbligatoria è la manutenzione a seguito delle norme nazionali introdotte sulla condizionalità ed indispensabile per accedere al contributo della PAC (Politica Agricola Comunitaria). Il non vincere questa battaglia e accettare supinamente la riesumazione della “Tassa sui Fossi” sarebbe una batosta tremenda sul mondo agricolo, che oltre alle difficoltà economiche e dei bassi prezzi di mercato dei prodotti, nel 2012 dovrà sopportare l’aumento dell’ICI (IMU) sui terreni e in modo ancor più devastante sarà la tassazione di tutti i fabbricati agricoli (abitazione ed accessori) con la nuova IMU».

Nazareno Agostini e Franco Capponi sottolineano anche il peso del decreto salva Italia sull’agricoltura : «L’agricoltura italiana e marchigiana non non sono mai state bastonate sotto il profilo fiscale come con il decreto ‘Salva Italia’. Aumenti allucinanti degli estimi catastali e dei coefficienti moltiplicatori sui terreni e sui fabbricati rurali e per questo chiediamo la massima attenzione ai Sindaci nella scelta delle aliquote IMU da applicare. Non si considera ancora una volta la differenza che esiste tra agricoltori professionali, in particolare i giovani agricoltori e i proprietari di beni affittati. Siamo convinti che occorra salvare l’Italia, ma senza condannare al “de profundis” la nostra agricoltura ed e’ per questo che la tassa sui Fossi non puo’ essere un nuovo balzello imposto a tutti gli agricoltori che pagherebbero in base alla fascia di proprieta’ da 18 ai 150 Euro per azienda ma la suddivisione catastale in piu’ partite fa’ pagare ad alcuni anche piu’ di mille Euro. Secondo le stime di Confagricolttura, Cia, Coldiretti e Copagri prefiguriamo un aumento impositivo che potrà raggiungere in alcuni casi anche il 300%».

Franco Capponi fa anche delle ipotesi sul futuro assetto: «La ridefinizione del ruolo delle Provincie – spiega Capponi – potrà rendere necessario un percorso condiviso anche riguardo la manutenzione dei corsi d’acqua e per la creazioni di reti dedicate alla cura e alla manutenzione del reticolo idrografico minore, ma la soluzione non è  quanto proposto dal Consorzio di Bonifica di Macerata. Bisognerà fare un vero patto ambientale con gli agricoltori soprattutto per attuare in modo coerente la nuova PAC 2014-2020 che dovrà avere la massima attenzione, anche finanziaria, al Green, all’Ambiente ma anche all’agricoltore professionale che oggi svolge un ruolo di manutentore del contesto naturale. Dovrà essere pero’ una partita da giocare a carte scoperte, senza commissari, senza reticenze, per far ritornare in termini economici agli agricoltori gli sforzi che fanno per la manutenzione del territorio e per la cura dell’ambiente e delle risorse naturali. Dovranno essere stabilite  anche le competenze delle Regioni e dei costi a carico di tutta la collettività dato che non sono solo gli agricoltori a scaricare le acque nei fossi, ma anche gli Enti, le aree produttive e in definitiva tutti i cittadini, sottolineando anche il fatto che le modificazioni del clima sono generate dai comportamenti dell’intero globo e le piogge alluvionali e devastanti, che sono un derivato da questa situazione , diventano per assurdo solo colpa di questa categoria.

 



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