Gli studenti incontrano il vice sindaco
e chiedono un posto in Consiglio comunale
UNIVERSITA' - Ddl Gelmini verso l'approvazione, ancora proteste
di Alessandra Pierini
Ancora proteste degli studenti maceratesi alla definitiva approvazione del Ddl Gelmini di domani.
L’obiettivo è lo stesso ma diverse sono le forme di protesta.
Da una parte c’è Officina Universitaria, gruppo studentesco ufficiale che si pone l’obiettivo di percorrere canali ufficiali e di rapportarsi con le istituzioni, senza occupare gli spazi universitari, come ha scelto invece di fare il Movimento Studenti, nato spontaneamente qualche settimana fa nella facoltà di Filosofia.
Questa mattina Officina Universitaria ha organizzato un sit-in in città, gli studenti hanno esposto uno striscione contro il disegno di legge e hanno posizionato sotto l’albero di Natale in Piazza della Libertà dei pacchi regalo sui quali hanno indicato ciò di cui, secondo loro, ha bisogno l’università.
I rappresentanti di Officina credono fermamente nel rapporto con le istituzioni e hanno chiesto un incontro col vice sindaco del Comune di Macerata Irene Manzi che li ha ricevuti e ha ascoltato le loro richieste. I ragazzi hanno ribadito l’importanza di Unimc per la città, hanno proposto di avviare una student card che assicuri agli universitari agevolazioni sui trasporti e sulla spesa e hanno chiesto di avere un consigliere comunale aggiunto che li rappresenti nell’assise cittadina. Per domani sono previste azioni di mobilitazione e volantinaggio.
Il Movimento Studenti si è riunito ieri in assemblea e ha previsto per domanintroinformazione… per dire alla città di Macerata che la Gelmini non ci merita»
(Foto di Guido Picchio)




“….e hanno chiesto di avere un consigliere comunale aggiunto che li rappresenti nell’assise cittadina….”
Mi sembra che sia tecnicamente una richiesta del tutto irricevibile e, se chi l’ha avanzata non se ne è reso conto, non è che ci fa una bella fugura…
E mi auguro che chi l’ha ricevuta abbia fatto -immediatamente- presente che, tale richiesta, non aveva possibilità che venisse minimamente presa in considerazione dall’ammnistrazione (a meno che non si facesse qualche legge ad personam)
Originale l’idea della student’s card… Al Rettore non era ancora venuto in mente… 🙂
Per chi non era presente all’incontro dei rappresentanti degli studenti col Rettore, Lacchè ci aveva proposto la sua idea di creare un conto bancario ad hoc per noi studenti dell’UniMc e che la tessera del bancomat potesse funzionare anche come student’s card che dia diritto a prezzi di favore in attività commerciali inerenti la vita degli studenti (trasporti, librerie, ristoro…)
Un ultimo appunto… Un sit-in in 9 (che sono le teste che si vedono dalle foto) non è proprio il massimo della rappresentatività…
Non è affatto irricevibile la proposta del consigliere comunale aggiunto in rappresentanza degli studenti universitari. Sarebbe una figura senza potere di voto con facoltà consultive e propositive, sostanzialmente analoga a quella prevista per gli immigrati, che permetterebbe una maggiore integrazione tra cittadinanza e universitari,i quali come sappiamo sono una delle maggiori risorse della nostra città. Sia in termini culturali ma anche economici. Tecnicamente sarebbe possibile con una modifica dello statuto comunale. E non sarebbe una legge ad personam, ma sarebbe il segnale di un attenzione particolare della città verso le problematiche dei più di 10.000 studenti iscritti nel nostro ateneo
In risposta alle affermazioni del collega voltattorni vorrei ricordare che è dallo scorso aprile che officina universitaria si è fatta portatrice della richiesta di una student’s card, prima ancora che il rettore Lacchè fosse eletto.
Caro Claudio, per quanto riguarda la nostra rappresentatività, oltre a invitarti a dare un occhiata ai risultati delle ultime elezioni universitarie, dovresti sapere che rappresentare vuol dire farsi carico delle richieste e delle preoccupazioni che emergono dalla popolazione studentesca e noi nel sit in di ieri abbiamo manifestato in maniera pacifica la preoccupazione che molti hanno per il futuro del sapere e della ricerca. Le preoccupazioni di coloro che hanno a cuore l’università pubblica e accessibile a tutti cosi come sancita dall’art.34 della Costituzione.
Se poi questi argomenti non suscitano le tue preoccupazioni quello è un altro problema…
Me pare che se vole lu consigliere sanno da candidà e piglià li voti. Perché se consì non adè chiedo anch’io lu consigliere aggiunto per li pori cristi che non c’ha da faticà e non sa come sbarcà lu lunario, a diferenza de quisti c’adè mantenuti dalle famiglie
Infatti mi chiedo cosa Comunione e Liberazione abbia fatto per esprimere il proprio dissenso al Ddl Gelmini!
Per quanto concerne Officina, si è dimostrata concretezza e risolutezza, specialmente nell’ambito della Manifestazione Regionale svoltasi ad Ancona nella quale si è raggiunto un accordo con la Regione per l’elargizione delle borse di studio per quest’anno e per gli anni a venire stipulando un protocollo d’intesa.
Se non è rappresentatività questa…
@Tonnarelli
Deve essere colpa mia che non mi sono espresso bene, poichè lei sembra che abbia frainteso completamente.
Al momento attuale non c’è nessuna legge che preveda una rappresentanza studentesca in Consiglio Comunale, almeno così mi sembra.
Pertanto la “richiesta” è irricevibile.
E non la vedo nemmeno così semplice sul fatto che basti cambiare lo Statuto comunale poichè credo non basterebbe…
…Ma ci dovrebbero inanzitutto essere dei presupposti di legge per farlo (poichè, con lo stesso metro, allora anche ad esempio gli ottici potrebbero avanzare analoga richiesta, anche i salumai, i tassisti, gli affittuari, gli studenti delle medie, il collegio dei revisori dei conti, il consiglio degli insegnati e quello dei genitori, ecc. ecc. ecc. ecc.) perchè si rischierebbe di avere decine e decine di rappresentanti-senza-voto, che finirebbero (ammesso che si trovi poi posto per tutti) per trasformare il Consiglio Comunale in un caravanserrai.
Secondariamente ci dovrebbe anche essere analoga votazione della popolazione universitasria studentesca, quindi si dovrebbe cambiare anche qualcosa nella legge universitaria che regola le elezioni della componente studentesca, sempre che vi siano i presupposti di legge per farlo poichè, con lo stesso metro, potreste anche chiedere un posto -senza voto- in Consiglio Provinciale e, perchè no, in Consiglio Regionale e magari anche in Parlamento (oddio quante leggi ci sarebbero da cambiare)….E come voi avrebbero uguale diritto di chiederlo anche i rappresentanti di altre categorie: quindi altri Consigli caravanserrai pieni di rappresentanti-senza-voto…
… MI pare che per ovviare a queste ipotesi di (inutili) Consigli allargati a dismisura vi sia, da un pò di tempo, uno struimento che si chiama elezione (amministrativa o politica) dove tutti i maggiorenni, indistintamente dal proprio gruppo professionale di appartenenza, votano i propri rappresentanti -con voto-.
Pertanto la via più facile e più semplice, per gli studenti universitari (visto che già esiste) è quiella di prendere la residenza a Macerata e votare alle amministrative, per a vere i propri rappresentanti (con voto) in Consiglio Comunale…
Il problema principale non é quello della forma tecnica con cui realizzare la figura del consigliere aggiunto; daltronde se si ha la volontà le soluzioni si trovano. La proposta in questione si inseriva in una protesta pacifica e propositiva come possibile forma di risposta alla richiesta di attenzione che il mondo universitario reclama in un contesto storico in cui la voglia di studiare e di crearsi un futuro sembra sottomessa a mere esigenze di bilancio. Penso sia degna di essere presa in considerazione e non di essere bollata come irricevibile.
Non credo che lasciando tutto come è(come lei propone) si vada incontro alle esigenze di maggior attenzione che emergono dagli studenti. se cosi fosse come mai vi sono ancora problematiche irrisolte e forse anche sconosciute?in ambito locale mi viene da pensare ad esempio al problema dei trasporti verso la decentrata facoltà di scienze della formazione o verso gli alloggi studenteschi periferici.
Il vero punto qui è far passare l’idea che gli studenti dell’ateneo sono una risorsa per l’economia di Macerata e per gli stessi residenti. Per questo serve un segno concreto di collaborazione e di confronto. Le nostre proposte di student’s card e di istituire il Consigliere Comunale Aggiunto vanno nella direzione di garantire un efficace interfaccia tra istituzioni cittadine e studenti universitari che vivono la città al pari dei cittadini maceratesi stessi: far si che emerga la consapevolezza di una “cittadinanza universitaria”.
In tal modo si avrà la possibilità di esporre problematiche e chiedere garanzie su quei servizi comunali che toccano, in qualche maniera, la vita degli studenti, in particolare: parcheggi, trasporti, spazi culturali e ricreativi.
In un momento in cui i tagli al sistema sapere e al diritto allo studio rischiano di ridimensionare fortemente gli atenei e renderli sempre meno accessibili a chi ha limitate risorse economiche, favorire l’integrazione studente-città e rendere appetibile il nostro ateneo rappresenterebbe un grande incentivo a venire a studiare a Macerata(con tutte le ricadute positivi in termini economici e di benessere per l’intera città che ciò comporta).
E questo lo dico oltre che come studente e rappresentante degli studenti, anche come cittadino maceratese.
@ andrea,
apprezzo cmq l’entusiasmo e il tentativo che state facendo di portare la discussione su temi cosiddetti “costruttivi”. Purtroppo non è così semplice avere una rappresentanza extra in consiglio comunale… sono d’accordo con cerasi:…disabili, pensionati, imprenditori, ambientalisti….ci sarebbe la fila, perchè l’uno si e l’altro no???…mi sembra davvero difficile a meno di non scatenare una guerra civile!!!!
E’ attraverso i consiglieri comunali che dovete fare arrivare le vostre proposte in consiglio.
Solo una domanda: cosa ne pensate della qualità e del livello dell’insegnamento che vi viene offerto dalla nostra Università? e del livello medio di preparazione degli studenti stessi? giudicate meritocratico il sistema di reclutamento dei vostri ricercatori e insegnanti?
grazie se vorrai rispondere e in bocca al lupo!
m.m.
@Tonnarelli
Di proposte se ne possono fare mille; poi c’è da vedere se (all’atto pratico) sono realizzabili, come, perchè, quale percorso intraprendere, che vantaggi/svantaggi portano, se sono proposte che hanno una qualche utilità (o meno) ecc. ecc.
Però vedo che ha accuratamente evitato di rispondere a quanto io ho scritto sopra.
Se (ammesso e non concesso) gli studenti debbano avere un seggio in Consiglio Comunale (per portare avanti le proprie istanze) con lo stesso metro anche altre categorie professionali/private potrebbero avanzare la medesima proposta.
Quindi ecco i consiglieri-senza-voto per ogni categoria, dai lattai ai frequentatori delle discoteche, dagli affittuari agli strozzati dal mutuo poichè ogni categoria ha delle proprie istanze, che hanno eguale diritto delle vostre di essere rappresentate.
Perchè allora per voi si e per gli altri no?
Perchè, come dice lei sembrerebbe esserci una “richiesta di attenzione che il mondo universitario reclama”???
Tralasciando il fatto che è almeno dal 1966 che questa attenzione viene reclamata anche altre categorie potrebbero reclamare medesima attenzione, ed avrebbero le vostre stesse giustificazioni.
Quindi si rischierebbe di avere un consiglio-mostre dove sono rappresentati 40 consiglieri eletti dal popolo ed almeno 300 consiglieri-senza-voto eletti dalle varie corporazioni.
Come vi avevo già detto esiste già un mezzo per essere rappresentati, non come affittuari o come panettieri, non come studenti o come precari ma come CITTADINI.
Questa rappresentazione avviene tramite il voto popolare; gli strumenti volendolo ci sono già.
Il resto, mi sembra, solo una gran pipp@ mentale, escogitata da qualche troppo filosofica mente (già era accaduto nel 1990, con al Pantera), che si trastulla con l’aria, ma che ha poco contatto diretto con la realtà.
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L’appetibilità dell’Ateneo la si fa con professori qualificati che stanno a Macerata per 6 giorni la settimana e che insegnano per 6 giorni la settimana: ma se costringete i professori a fare questo poi loro pretenderebbero (visto che sarebbero costretti a insegnare veramente) che si studiasse seriamente (cioè pressappoco il triplo di quanto si studia oggi, si studiava ieri e si studiò l’altroieri)..
E che siamo matti????
Poi, se si dovesse studiare veramente, il 40% degli studenti ci metterebbe 15 anni a finire l’Università (un 30% lascierebbe prima e un 30% non comincierebbe affatto eprchè una serie di Facoltà, senza sbocchi lavorativi, andrebbero chiuse perchè è inutile sfornare ogni anno 1.000 filosofi o 1.000 avvocati o 1.000 docenti o 1.000 economisti se il mondo del lavoro non li chiede e già ci sono tanti disoccupati con queste lauree costretti a barcamenarsi)…….
……Quindi meglio parlare di aria.
@ Luca Nuvoli
Comunione e Liberazione non ha manifestato pubblicamente alcun apprezzamento sulla riforma universitaria, almeno mi pare. Il CLDS, associazione di coordinamento delle liste per il diritto allo studio cui Obiettivo Studenti Macerata aderisce, dimostra le sue preoccupazioni da prima della famigerata legge 133… Di interventi utili e costruttivi nei consigli, dal CNSU all’ultimo dei consigli di corso di laurea, ne sono stati fatti molti, tutti documentati e fecondi.
@ Claudio Voltattorni
Ci mancherebbe altro! Intervenire negli organi preposti è il minimo che si debba fare. Ma come ben sappiamo tutti, dopo il dissenso e la protesta viene anche il tempo per trovare delle soluzioni costruttive che giovino alla parte sociale interessata (in questo caso, studenti e ricercatori in primis), agendo in maniera concreta e soprattutto DEMOCRATICA.
@marta
per quanto riguarda il livello di offerta formativa ci sarebbe da fare un discorso ancor più lungo di quello sui servizi. nella nostra attività di rappresentanti siamo impegnati nel proporre un ammodernamento dei piani di offerta didattica.
ciò che preoccupa è che i tagli di spesa che stanno per essere attuati a livello nazionale rischiano abbassare il buon livello qualitativo dell’insegnamento nel nostro ateneo, con la concreta possibilità che corsi di laurea e facoltà(sopratutto quelle umanistiche) vengano accorpati o chiusi.
siamo coscienti che l’università ha molti problemi ma non si sta andando nella direzioe di risolverli semmai di aggravare ancor di più gli squilibri presenti tra realtà di studenti e ricercatori che vedono sempre più precarizzato il loro futuro e baroni che continueranno indisturbati nei loro affari. se ci sono degli sprechi, i tagli indiscrimanti rischiano di penalizzare anche quei settori che invece funzionano, compromettendo la qualità e la completezza della nostra formazione.
dovremmo imparare di più dagli altri paesi europei che investono e promuovono il sapere come forma di progresso, invece di considerare la cultura un mero capitolo di spesa.
@Cerasi
lattai salumai e tutto il colorito mondo da lei raffigurato sono categorie dotate di proprie organizzazioni già inserite nel tessuto economico-sociale della città.categorie riferibili a individui residenti stabilmente in citttà e perfettamente in grado di esprimere rappresentanti nelle istituzioni locali.
gli studenti universitari no.
perchè la maggior parte di loro sono fuori sede, e trovandosi a studiare e vivere qui per un arco di tempo limitato(4-5anni) hanno molte più difficoltà a inserirsi nelle dinamiche politiche. quindi molto più bisognosi di sostegno e in ciò molto più simili alla condizione degli immigrati(che fortunatamente già hanno il loro consgilere aggiunto) che a quella di imprenditori o commercianti. potenziare la rappresentanza di tali “categorie deboli” garantirebbe un sorta di uguaglianza sostanziale tra i vari soggetti che interagiscono nel territorio.
detto questo non vorrei ripetermi ancora sulla questione consilgiere aggiunto.ll discorso da noi intavolato nelle sedi universitarie e col vicesindaco era più ampio, parlava anche di stuident.s card e si poneva l’obiettivo di auemntare la gamma di servizi e opportunità per gli studenti: più in generale volevamo stimolare l’opinione pubblica cittadina a interrogarsi sulle REALI problematiche della ampia popolazione universitaria presente sul nostro territorio(affitti,trasporti, costo dei libri etc..).
sarebbe utile a tutti una discussione seria sulla questione dei servizi che la città offre o dovrebbe offrire agli studenti e sul welfare studentesco invece di continuare a fare folclore e banali luoghi comuni. anche perchè poi se cala il numero degli studenti calano anche i guadagni di lattai salumai e panettieri e compagnia bella.
la lascio ai suoi “impegni commentatorii”. noi “troppo filosofiche menti” continuiamo a studiare e a batterci per poter studiare nel miglior modo possibile.
un saluto e buon natale tutti: salumai,discotecari… e commentatori!!!!
@Tonnarelli
Se dovessi risponderle in una battuta le direi che, se veramente gli studenti volessero far parte attiva dellla città, per 4-5 anni, potrebbero prendere la residenza.
Se non lo fanno è perchè, presumibilmente, gli interessa poco.
Tra l’altro, come i salumai e i lattai, anche gli studenti all’interno del loro tessuto hanno le rappresentanze e sono organizzati.
La cosa che trovo singolare è che, se non erro, lei dovrebbe essere pratico di legge e quindi doveva saper benissimo che, il mio primo intervento, allo stato attuale non era sbagliato e nonostante cerchi, in chiusura, di fare ironia e sviare il discorso da nettamente l’impressone di voler continuare a filosofeggiare sul nulla…. (nel 1985 e nel 1990 per quelli che troppo filosofeggiavano sul niente gli studenti, di allora, non andarono da nessuna parte: non mi pare che sia di molto cambiata una certa mentalità pseudointellettualoide dentro l’Università)
e le pare che prendendo la residenza per 4-5anni si risolverebbe il problema dell’integrazione con la città?
tra l’altro molti la residenza già ce l’hanno da tempo.
in realtà sembra che lei voglia solo svilire la questione da noi posta, dilettandosi in giudizi e PREGIUDIZI scontati e banali sugli studenti e tentando in tutti i modi di non affrontrarla in tutta la sua ampiezza(ad esempio non ha detto una parola sulla proposta della student card).
@Tonnarelli
Io non voglio svilire assolutamente nulla e non credo di avere pregiudizi in quanto, essendomi laureato proprio a MC, ho vissuto da vicino molte delle problematiche che lei espone.
Come ho vissuto in prima persona i tanti sofismi, di coloro che facevano politica in Università, che teorizzavano i massimi sisitemi e facevano le proposte più astruse senza un minimo di praticità.
Tanto per farle un esempio, nel 1990 chiedendo un’Università migliore (sotto il profilo dello studio e della formazione dei docenti, cioè in definitiva migliore didattica e più presenza dei docenti) venne realizzato un documento che venne firmato dalla stragrande maggioranza dei docenti poichè era bellissimo sotto il profilo teorico (pieno di paroni altisonanti)…
…Ma documento assolutamente vuoto sotto il profilo pratico (visto che ai docenti NON si chiedeva nulla se non una genericissimissima disponibilità ad un migliore impegno).
Un documento, che se fosse stato fatto circolare in città, l’avrebbero firmato tutti poichè non chiedeva, nel pratico, assolutamente nulla.
Però quante pippe mentali ci si sono fatti, su quel documento, i tanti studenti sofisti e seg@ioli.
Quindi, vedendo la richiesta di avere un consigliere aggiunto, mi è sembrato di rileggere la stessa storia.
Tanti uto-applausi e tante auto-pacche sulle spalle ma, all’atto pratico, non verrà fuori nulla poichè la richieta è di quelle fatte apposta sol per far discutere senza che si giunga a nulla.
Una richietsa, per di più, dal sapore tipicamente corporativo (noi dentro e chiunque altro fuori, con la scusa che siamo fascia debole) ed anche banale poichè non mi sembra di vedere molto coraggio in voi, nel confrontarvi con i docenti (e con i tanti ricervcatori ed assistenti).
Docenti, ricercatori e assistenti che, senza amicizie o tessera di partito in tasca o ruffianerie varie sarebbero a fare un altro mestiere.
Coraggio che manca un pò perchè ci sono i docenti “vicini politicamente” e quindi quelli non si toccano.
Poi ci sono i docenti che potrebbero pretendere di più agli esami e quelli non si sfiorano altrimenti poi tocca studiare veramente.
Poi ci sonoi docenti amici e anche a loro più di tanto non si rompe le scatole….
Si informi: ci sono state negli anni passati molte richieste, più pragmatiche e realizzabili delle vostre, per migliiorare la qualità dell’Ateneo.
Venero sempre cestinate, prima ancora che proposte alla città, dallo stesso corpo docente perchè li avrebbe costreti a qualificarsi, li avrebbero costretti a restare a Macerata (ed addio ad altri incrichi e allo studio professionale), li avrebbeo costretti ad avere un’Università che desse sapere e non solo nozionismo.