Ultimatum dei Comunisti:
La presidenza del Consiglio
spetta a noi

Caccia alle poltrone

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poltrone

Dopo l’Italia dei Valori anche i Comunisti Italiani intervengono contro le scelte del sindaco  Carancini nella composizione della Giunta. L’assessore scelto, Luciano Pantanetti è in quota Rifondazione, e per questo i Comunisti, ora rappresentati nell’assise comunale da ben quattro consiglieri, rivendicano la presidenza del  Consiglio comunale su cui però il Partito Democratico non molla. Sono evidenti anche i dissapori tra gli stessi Comunisti Italiani e Rifondazione che nella recente tornata elettorale si erano uniti in una sola lista, la Federazione della Sinistra.

Di seguito il comunicato stampa:

“Il Direttivo della sezione comunale di Macerata  del PdCI, preso atto del mancato accoglimento da parte del sindaco Carancini delle richieste avanzate in virtù del risultato elettorale ottenuto, ritiene questo comportamento pregiudizievole di un pieno coinvolgimento della Federazione della Sinistra nel governo della città e conseguentemente ritiene di dover proseguire, nell’ambito della coerenza propria dei comunisti, al sostegno dell’amministrazione di centro – sinistra tramite un appoggio esterno attraverso una rigorosa e puntuale sorveglianza sull’attuazione del programma concordato e sul contrastare qualsiasi provvedimento contrario ai propri principi.

Stigmatizza il comportamento del consigliere Pantanetti che, eletto nelle liste della Federazione della Sinistra,, non ha ritenuto di dover discutere all’interno della stessa la propria nomina ad assessore nell’ambito di una immotivata esclusione dei Comunisti Italiani .

Da mandato al segretario Mauro Proietti e al proprio gruppo consiliare di proseguire con perseveranza – fino all’ultimo minuto utile  –  alla discussione e al confronto con le altre forze politiche, in primis il Partito Democratico,  in modo da poter giungere ad un accordo politico  sulla candidatura istituzionale ed alla elezione di un proprio membro alla carica di Presidente del Consiglio comunale, condizione ultima per riequilibrare i rapporti di coalizione,  nel rispetto   della volontà degli elettori, del riconoscimento  dell’affidabilità politica  e  della pari dignità di ogni forza alleata,  mantenendo fede ad accordi  intercorsi nei  giorni passati. Un ulteriore estremo tentativo di ricomposizione di un accordo politico complessivo”.


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