I lavoratori alla Crucianelli Rest Edile:
«Sette mensilità arretrate»
Incontro con il nuovo amministratore Mira
TOLENTINO - Otto operai edili egiziani si sono presentati davanti ai cancelli della ditta coinvolta nella maxi inchiesta sulla ricostruzione. Lavorano per un'impresa di Bollate, impegnata in subappalto. Un presidio pacifico con un solo obiettivo: aprire un dialogo con la proprietà. Sono stati ascoltati dal commercialista che da lunedì è stato nominato nuovo amministratore unico della ditta tolentinate. Sul posto anche i carabinieri

di Francesca Marsili
Sette mensilità arretrate e una richiesta semplice: essere ascoltati. Stamattina otto operai edili egiziani si sono presentati davanti ai cancelli della Crucianelli Rest Edile, a Tolentino. Lavorano per una ditta di Bollate, nel Milanese, impegnata in subappalto per l’impresa tolentinate nei cantieri della ricostruzione post sisma. Un presidio pacifico, durato circa un’ora, fino all’ora di pranzo, con un solo obiettivo: aprire un dialogo con la proprietà.

Luca Mira è da lunedì il nuovo amministratore unico della Crucianelli Rest Edile
Ad accoglierli è arrivato Luca Mira, commercialista e presidente dell’Apm, nominato lunedì sera dall’assemblea dei soci nuovo amministratore unico della Rest Edile dopo le dimissioni irrevocabili di Enrico Crucianelli. Mira ha parlato con un rappresentante del gruppo, impegnandosi a cercare una soluzione in tempi brevi. La strada passa dal fronte legale: è in corso un’interlocuzione per ottenere il dissequestro di una parte dei conti correnti della società, così da poter saldare gli arretrati. Del resto, già nella nota diffusa al momento della nomina, la nuova amministrazione aveva indicato tra le priorità la tutela dei lavoratori e la stabilità dei rapporti con committenti, fornitori e partner.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tolentino, guidati dal capitano Paolo Petruccelli, che hanno seguito la situazione fino alla fine. Nessuna tensione, a differenza dei giorni scorsi, quando per due volte alcuni operai di ditte in subappalto della Rest Edile erano saliti su una gru in piazza San Nicola, a 35 metri d’altezza, per reclamare i propri compensi. Oggi il presidio si è sciolto in modo composto e gli otto lavoratori sono ripartiti per Milano.

Una delle proteste sulle gru
La protesta è il riflesso più concreto, e più fragile, della maxi inchiesta che ha travolto la ricostruzione marchigiana. L’indagine del Gico della Guardia di Finanza e della Dda di Ancona conta 51 indagati tra cui otto misure cautelari e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Crucianelli è stato arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione di stampo mafioso: secondo gli inquirenti, come appaltatore avrebbe ricavato circa 39 milioni, permettendo l’ingresso nella ricostruzione di aziende subappaltatrici riconducibili ad ambienti vicini alla ‘Ndrangheta. Un altro filone, che non riguarda l’imprenditore, ha portato in carcere l’ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’avvocato Fabio Pistarelli, accusato di corruzione nell’affidamento di appalti.
Il peso della Rest Edile nella ricostruzione spiega perché il blocco dei conti si faccia sentire lungo tutta la filiera: dei circa 4mila cantieri attivi nella ricostruzione privata delle Marche, oltre 400 fanno capo all’impresa tolentinate, il 10 per cento. Con i conti sotto sequestro, a pagare per primi sono gli ultimi anelli della catena dei subappalti, gli operai e, con loro, le famiglie terremotate che attendono la fine dei lavori. Proprio il futuro dei cantieri bloccati è tra le domande che le opposizioni hanno portato oggi al Consiglio regionale straordinario convocato a Muccia.








































Con i subappalti sarebbe ora di farsela finita.