Porsche Cayenne e i conti correnti
tornano a Salvatore Perricciolo:
ora è ai domiciliari
CIVITANOVA - Revocata la confisca dei beni del 46enne dopo la condanna a 21 anni per l'inchiesta Nuovi Orizzonti. Gli avvocati difensori Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli: «Non sono riconducibili ai reati che gli venivano contestati ma sono assolutamente conformi ai redditi dichiarati». Da circa un mese è uscito dal carcere per motivi di salute

Salvatore Perricciolo
di Alessandro Luzi
Restituiti a Salvatore Perricciolo una Porsche Cayenne e i conti correnti societari sequestrati dopo la condanna a 21 anni nell’ambito del processo Nuovi orizzonti. Così ha deciso la Corte d’appello di Perugia che ha accolto la richiesta degli avvocati del 46enne, Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli. Per la difesa «i beni non sono riconducibili ai reati che avevano portato alla condanna del nostro assistito ma sono assolutamente conformi ai redditi dichiarati in forma lecita». La procura generale intanto ha fatto ricorso in Cassazione. Il 46enne da circa un mese è uscito dal carcere per motivi di salute e si trova ai domiciliari in Abruzzo.

Gabriele Cofanelli
Nell’estate del 2024, dopo la condanna della Cassazione per l’inchiesta Nuovi orizzonti, la procura generale di Perugia, aveva disposto la confisca di diversi beni e di alcune società riconducibili a Perricciolo. Il provvedimento era stato eseguito dalla Guardia di finanza di Ancona.
Nel mirino delle fiamme gialle erano finiti una Porsche Cayenne, un’abitazione ed alcune disponibilità finanziarie depositate su diversi conti correnti intestati a società ritenute riconducibili a Perricciolo.
Secondo la Procura generale i beni sottoposti a confisca sarebbero stati il frutto delle attività illecite commesse dal 46enne nel corso degli anni e da cui erano poi sarebbe scaturita la condanna a 21 anni.
I legali di Perricciolo hanno presentato ricorso alla misura del sequestro «documentando la liceità delle somme e dei beni, in alcun modo riconducibili ai reati che avevano portato alla condanna del nostro assistito, ma viceversa di legittima proprietà dei terzi interessati dalla maxi confisca. I beni sono assolutamente conformi ai redditi dichiarati in forma lecita e del tutto privi di collegamento con i reati accertati.

Massimiliano Cofanelli
Pertanto la Corte d’appello di Perugia ha accolto le nostre istanze difensive sia rispetto alla Porche che ai conti correnti societari, disponendo la restituzione dei beni ai legittimi proprietari. Riconosciuta quindi la regolarità e liceità della gran parte delle proprietà acquisite negli anni da Perricciolo e dai suoi familiari, la vicenda processuale non sembra essersi però esaurita proprio a causa del ricorso promosso davanti alla Cassazione dalla procura generale di Perugia per una nuova disamina della confisca oggetto del procedimento».
Perricciolo era stato arrestato ad agosto 2024 in Slovenia dopo circa 6 mesi di latitanza. I carabinieri avevano intercettato il latitante a Capodistria. Il suo nome compare anche nel processo sulla “Mafia della movida” e nell’inchiesta sul Superbonus (ancora in corso al tribunale di Fermo) scattata a settembre 2024.
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Bè bisogna dirlo gli avvocati Cofanelli hanno una marcia in più.
Una confisca si può revocare.
La revoca avviene principalmente in questi casi:
Assoluzione o revisione del processo: Se la condanna penale viene annullata o si viene assolti in appello/cassazione o in sede di revisione.
Nuove prove (misure di prevenzione): Se emergono prove nuove che dimostrano l’origine lecita dei beni o l’assenza di pericolosità sociale.
Tutela dei terzi in buona fede: Se il bene appartiene a un soggetto del tutto estraneo al reato che dimostra la propria estraneità ai fatti.
Ottenuta la revoca, il bene viene restituito oppure, se non più disponibile o già venduto dallo Stato, ne viene rimborsato il valore in denaro.
Da AI