Aggredito e rapinato
mentre passeggia col cane
CIVITANOVA - Emanuele Cognigni, ex commerciante e cofondatore del comitato Cea, è stato assalito da due uomini a Fontespina: gli hanno strappato la catenina con il crocifisso e la fede

Emanuele Cognigni, ex commerciante e attivista dei comitati civici del quartiere Fontespina
di Laura Boccanera
Stava passeggiando con il suo cane quando è stato avvicinato da un uomo con la scusa di chiedere un’informazione. Pochi istanti dopo un complice lo ha accerchiato e aggredito alle spalle per strappargli dal collo la catenina d’oro con il crocifisso e la fede nuziale. Vittima della rapina è Emanuele Cognigni, ex commerciante, cofondatore del comitato Cea e da anni attivo nei comitati civici di Fontespina.
L’episodio è avvenuto ieri, intorno alle 19,30, in via Nobile, nel quartiere Fontespina. A raccontarlo è Angelo Broccolo del comitato Cea: «Cognigni stava passeggiando con il cane Eliot quando è stato fermato da un uomo ben vestito che gli ha chiesto un’informazione – racconta – mentre gli rispondeva, un secondo individuo è sopraggiunto alle sue spalle e lo ha aggredito». Cognigni avrebbe tentato di difendersi, ma i due rapinatori sono riusciti a strappargli la catenina con il crocifisso e la fede che portava al collo, provocandogli graffi e contusioni. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, allertate subito dopo l’accaduto, che hanno avviato le ricerche dei responsabili. Cognigni si è poi recato al pronto soccorso per le cure e successivamente al commissariato per sporgere denuncia.
Broccolo invita ad aprire una riflessione sul tema della sicurezza. «Da questo episodio deve partire una riflessione profonda sulla nostra città – afferma – il discrimine deve essere delinquente o persona per bene, dove si è nati è irrilevante» come a citare il recente dibattito a seguito della presenza in città del generale Vannacci. Broccolo critica inoltre il dibattito politico sul tema della sicurezza, sostenendo che «il palleggiarsi di responsabilità e la falsa equazione immigrazione uguale delinquenza vanno definitivamente abbandonati. A un certo punto si ha la lucidità di fermarsi e lasciarsi rapinare, scegliendo il male minore, perché c’è una famiglia da cui tornare».
Signori qui altro che Vannacci ci vuole ben altro e penso che sappiate a cosa mi riferisco.Ma perché in certe nazioni europee non tutte chiaramente certe cose non succedono? Non succedono perché poi ti fanno ricordare che giorno è tanto per dire.P.S. questi se li prendono il giorno dopo sono fuori perché non sanno dove metterli con le carceri strapiene e noi gente comune ci andiamo di mezzo.
Ma se Vannacci ha detto che Ciarapica ha trasformato Civitanova in un fortino escluso ai ladri. Non è che Ciarra gli ha raccontato qualche fregnaccia. Prima di aprire bocca informarsi meglio, magari leggere i diversi commenti dei civitanovesi su quello che pensano loro della sicurezza cittadina. Certo non sarà colpa del sindaco non sindaco ma almeno non faccia circolare simili stupidaggini. È più o meno così dappertutto, per non parlare poi di droga, alcol e gioco slot su cui Ciarapica ha fatto salti mortali per cambiare la legge che lo regolava per allargarlo. Va bene che qui si giocava più che altrove ma per uno tanto di destra che dicono vorrebbe diventare parlamentare è proprio un bella réclame per chi non ha certo come idea fissa quello di proteggere le famiglie. Chissà se c’è una statistica sulle famiglie che si sono sfasciate causa il gioco delle slot?
Ci vuole Ufo Robot!
https://www.youtube.com/watch?v=P5R1KO_oclA
Ode al cane timido
Ah, cane, figlio delle brezze di Fontespina,
tu che cammini leggero al fianco dell’uomo,
coda bassa, sguardo obliquo,
timido come la rugiada che sfiora l’erba senza osare posarsi.
Tu sei sveglio e tuttavia sogni:
sogni un mondo dove le voci degli uomini
non portano artigli nascosti sotto vesti educate.
Un passante gentile chiede informazione –
e tu, piccolo saggio a quattro zampe,
ti ritrai nel tuo silenzio peloso,
fiutando già l’ombra che arriva da dietro.
Non latri, non mordi, non fai l’eroe da leggenda.
La tua timidezza è Dao perfetto:
non opponi forza alla violenza del mondo,
non pretendi di raddrizzare il fiume che straripa.
Mentre le mani rapaci strappano catena e crocifisso,
tu resti lì, testimone quieto,
come la tartaruga che ritira il capo
e lascia che il cielo giri sopra di sé.
L’uomo, Emanuele, difende, graffiato,
insegue l’illusione di possedere oro e fede.
Tu invece
non possiedi nulla e perciò nulla ti può essere tolto.
La tua collana è il guinzaglio morbido,
il tuo tesoro è l’odore della sera,
la tua preghiera è il passo accanto al padrone
che torna a casa con graffi ma con te.
Chi è il vero derubato?
Colui che perde la catenina
o colui che deve vivere rubando?
Tu che segui il flusso senza forzarlo,
sei più ricco di entrambi.
Forse tu sei già sveglio:
un piccolo dao peloso
che insegna la suprema arte
di essere coraggiosi
restando timidi.
E mentre le sirene della polizia tagliano la notte di Civitanova,
tu scodinzoli piano,
perché sai che domani
ci sarà un’altra passeggiata,
un altro tramonto,
e la timidezza,
come sempre,
sarà la tua armatura invincibile.
per fortuna che il cane non ha reagito…. se no erano guai!
Io, per andare sul leggero, sono per il ritorno delle esecuzioni sulla pubblica piazza.
Punirne uno per educarne cento.
Un complice lo ha accerchiato? Forse lo ha bloccato da dietro.
Il trafugamento della Vera Croce fu uno degli eventi più traumatici della storia della cristianità antica, poiché colpì il simbolo cardine della fede cristiana custodito a Gerusalemme.
1. Il nucleo storico dell’evento ruota attorno a due grandi momenti: il furto perpetrato dai Persiani e il successivo, epico recupero da parte dell’imperatore bizantino Eraclio.
2. Il Furto dei Persiani (614 d.C.)Il saccheggio: Durante l’invasione della Palestina, il sovrano sasanide Cosroe II espugnò Gerusalemme dopo un duro assedio. La città venne saccheggiata, migliaia di cristiani furono massacrati e la Basilica del Santo Sepolcro data alle fiamme.Il trofeo di guerra: I Persiani individuarono la reliquia della Vera Croce (ancora racchiusa nel suo reliquiario d’oro originario) e la trafugarono. Fu portata a Ctesifonte, la capitale dell’Impero persiano (nell’odierno Iraq), non per motivi religiosi, ma come massimo trofeo politico e militare per umiliare l’Impero Bizantino.La Campagna di Eraclio e il Recupero (628-630 d.C.)
3. La guerra totale: L’imperatore bizantino Eraclio trasformò la successiva controffensiva in una vera e propria “guerra santa” ante litteram per riscattare l’onore della cristianità.La vittoria: Nel 627, Eraclio sconfisse l’esercito persiano nella decisiva battaglia di Ninive. Cosroe II venne deposto e ucciso in una rivolta interna guidata dal figlio Kavadh II, che si affrettò a chiedere la pace ai Bizantini accettando di restituire la reliquia.
4. Il ritorno trionfale: La reliquia fu restituita intatta. Eraclio la portò prima a Costantinopoli e poi, il 21 marzo 630, la ricondusse personalmente a Gerusalemme. La leggenda devozionale narra che l’imperatore volle entrare nella Città Santa scalzo e vestito da umile pellegrino per poter trasportare il sacro legno sul Calvario. Questo trionfale recupero viene celebrato ancora oggi nella liturgia cristiana con la festa dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre).
5. Questa straordinaria vicenda storica ha profondamente ispirato l’arte occidentale, in particolare il celebre ciclo di affreschi di Piero della Francesca, intitolato proprio Storie della Vera Croce (conservato nella Basilica di San Francesco ad Arezzo), che descrive visivamente la battaglia tra Eraclio e Cosroe.
6. La perdita definitiva (1187 d.C.):
7. Dopo le invasioni arabe, la reliquia venne divisa e parzialmente nascosta. Quella che rimase a Gerusalemme andò perduta definitivamente nel 1187. I crociati decisero infatti di portarla con sé sul campo di battaglia come talismano protettivo; tuttavia, l’esercito cristiano fu sbaragliato dal sultano musulmano Saladino nella battaglia di Hattin, e da quel momento della reliquia principale si persero per sempre le tracce.
(Gemini AI)