Il blitz per la Commissione Urbanistica,
Livi contro Iommi e Forza Italia:
«A rischio la stabilità della coalizione»
MACERATA - Mentre gli azzurri sperano che l'ex assessore ci ripensi e si dimetta dalla presidenza, l'esponente meloniano incalza: «La vicenda solleva inoltre un tema più ampio di affidabilità politica, perché è inevitabile che si apra una riflessione sulla tenuta e sulla futura stabilità dell'azione di governo»

Simone Livi in Consiglio comunale
di Luca Patrassi
Non bastano a Fratelli d’Italia le scuse della segretaria comunale di Forza Italia Barbara Antolini per chiudere il caso esploso con l’elezione di Silvano Iommi a presidente della commissione Urbanistica, blitz avvenuto con il sostegno decisivo dei consiglieri di opposizione e con beffa del presidente designato dalla maggioranza Simone Livi. Iommi ha detto che non si tratta di una questione politica, che si deve pensare soltanto al bene della città. Vogliamoci bene? Non esattamente. In Forza Italia prima hanno fatto trapelare l’idea di una espulsione immediata di Iommi ed ora prendono tempo nella speranza che Silvano Iommi possa ripensarci e dimettersi dalla presidenza della commissione Urbanistica conquistata al termine di una seduta che ha avuto momenti degni di una riuscita commedia all’italiana. Forza Italia ha convocato un direttivo per discutere la questione Iommi e verificare la linea dei tre consiglieri comunali, un paio dei quali non sembrano seguire la rotta dell’esecutivo Parcaroli.

Barbara Antolini
Intanto è Simone Livi, presidente mancato, a tornare sull’argomento per attaccare Iommi e Forza Italia: «La candidatura di Simone Livi alla presidenza della Commissione Urbanistica – a scrivere è lo stesso esponente meloniano – era stata comunicata a Iommi dal suo capogruppo. Inoltre, nel corso di un incontro con lo stesso Livi dedicato a questo tema, Iommi non manifestò alcun dissenso, non avanzò obiezioni e non dichiarò l’intenzione di seguire una linea diversa. Se riteneva di non condividere la decisione della coalizione, avrebbe dovuto dirlo apertamente in quella sede. È altrettanto fuorviante trasformare questa vicenda in una discussione sulle competenze personali. Nessuno ha mai messo in dubbio l’esperienza o le capacità dei componenti della Commissione Urbanistica. In una commissione ogni consigliere contribuisce con il proprio bagaglio di conoscenze e con il proprio apporto alla qualità del lavoro collegiale. La scelta del presidente risponde innanzitutto a una valutazione politica, non tecnica».

Silvano Iommi
Infine l’attacco a Forza Italia: «La vicenda solleva inoltre un tema più ampio di affidabilità politica, perché è inevitabile che si apra una riflessione sulla tenuta e sulla futura stabilità dell’azione di governo. Non sorprende che l’opposizione abbia colto questa occasione per mettere in difficoltà la maggioranza: rientra pienamente nel suo ruolo. Proprio per questo, però, chi appartiene alla coalizione dovrebbe evitare comportamenti che offrano all’opposizione l’opportunità di alimentare divisioni interne e indebolire il mandato ricevuto dagli elettori. Il punto, quindi, non è limitare la libertà di un consigliere, che resta pienamente garantita, ma richiamare ciascuno alla responsabilità politica che deriva dall’appartenenza a una coalizione di governo. La coerenza con gli impegni assunti davanti agli elettori non è un dettaglio formale: è il presupposto indispensabile per garantire stabilità amministrativa, credibilità istituzionale e la fiducia dei cittadini come obiettivi primari».
Iommi mi raccomando, tieni duro e “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”..
Non meritano niente sti soggetti improponibili..
Qualcuno ci spieghi perché per la città di Macerata la presidenza di Iommi non sia utile.
Sembra di vederli, i grandi maestri della commedia all’italiana, che da lassù benedicono la politica maceratese tutta.
I politici di una volta – quelli che avevano una formazione reale di studi storici, giuridici e politici, ma anche letterari e filosofici – avrebbero fatto buon viso a cattivo gioco, salvando pubblicamente la baracca con nonchalance piuttosto che col puntare i piedi; rimandando semmai a successive occasioni il ricambio del favore. Ma quelli erano politici con la “p” maiuscola ed anche con le “p.”…
Ci tocca rimpiangerli amaramente.
Forse il problema è proprio questo: ci capisce. E dopo avergli visto smontare la storia degli ettari in più per l’ospedale, magari temono che possa smontare anche il resto.