
di Alessandro Luzi
Fa volare un gatto dal secondo piano, condannata una 43enne e l’animale è stato confiscato. Così oggi ha deciso il giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata durante il rito abbreviato. La donna, residente nel capoluogo, è finita sotto accusa per maltrattamento di animali. Il giudice ha condannato la 43enne a 4 mesi e 4mila euro di multa. La pena è sospesa.
Oggi la donna in aula ha dato la sua versione dei fatti: «Non ho lanciato il gatto dal balcone. È saltato da solo».
Intorno alle 21,35 del 2 dicembre 2024, a Macerata, un giovane ha notato un gatto volare dal balcone di un palazzo. Così è scattata la chiamata al 112 e sul posto sono arrivati i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, a lanciare il gatto dal secondo piano di un palazzo sarebbe stata la 43enne.

L’avvocato Sandro Pugliese
«Il gatto è stato visitato dal veterinario subito dopo il fatto ed era in buone condizioni cliniche – ha detto l’avvocato difensore Paolo Cognigni – non aveva lesioni. Chi ha assistito alla caduta non ha dichiarato che ha visto la mia assistita lanciare l’animale ma ha notato soltanto l’animale volare dalla finestra. Faremo appello».
Il giudice ha respinto la richiesta di risarcimento delle parti civili Lega antivivisezionista Odv, Oipa Italia e Associazione Rispetto per Tutti gli Animali. Le associazioni sono state tutelate dagli avvocati Sandro Pugliese e Silvia Vigoni (in sostituzione dei legali Claudia Taccani, Rosaria Loprete e Giulio Muceli).
«Giustizia è fatta: il tribunale di Macerata ha riconosciuto la colpevolezza della donna, a cui il povero gatto è stato sottratto» ha detto Taccani, responsabile Ufficio legale Oipa Italia.
«Lancia un gatto dal balcone» Accusata di maltrattamento animali
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