di Luca Patrassi
«In politica le differenze non mi hanno mai spaventata. Esistono da sempre, esisteranno sempre, e in fondo sono anche il segno più evidente che un partito è vivo, attraversato da idee, sensibilità, visioni diverse». Così si esprime l’ex consigliera regionale Anna Menghi all’indomani dell’incontro di partito voluto dal capogruppo e segretario cittadino della Lega Aldo Alessandrini che nelle intenzioni era rivolto «ai soci militanti e sostenitori della sezione Lega di Macerata che oltre al capoluogo raccoglie anche i territori comunali del circondario. Una ventina i presenti e, a parte il numero (esiguo?) di partecipanti, a testimoniare quale sia nella realtà il rapporto tra il segretario della Lega e l’amministrazione comunale guidata da Sandro Parcaroli non si è visto un solo amministratore comunale.
Del resto sembra difficile aspettarsi qualcosa di diverso in un partito il cui vertice cittadino – a pochi mesi dalle elezioni – fa un accesso agli atti sulla vicenda del mattatoio di Villa Potenza e presenta una interrogazione sul museo che si dovrebbe realizzare nel nome e con le opere di Dante Ferretti. L’accesso agli atti in un Comune di solito è un’azione che compie (raramente) un rappresentante dell’opposizione.

Aldo Alessandrini
Nel silenzio di Aldo Alessandrini e del gruppo comunale, a parlare, per il tramite di un post sulla sua pagina Facebook, è appunto Anna Menghi: «Un momento di confronto vero, fatto di ascolto e di dialogo. In questi giorni, al netto di titoli, ricostruzioni e semplificazioni giornalistiche, dentro la Lega di Macerata si parla del futuro della città, del ruolo che il partito deve avere, delle proposte e delle responsabilità che ci attendono. È un confronto che può apparire complesso, a tratti persino faticoso, ma che resta necessario. Io continuo a pensare che il valore vero stia qui: nella capacità di guardare oltre le appartenenze personali, oltre i nomi, oltre le contrapposizioni, per tenere fermo un obiettivo comune. Fare il meglio possibile per Macerata. Con serietà, con concretezza, con senso delle istituzioni. Dentro questo percorso, spesso più silenzioso di quanto sembri, esiste un patrimonio umano e politico che non va disperso. Un modo di fare politica che non vive di slogan ma di lavoro, di ascolto, di responsabilità. È un’anima che magari non fa rumore, ma che c’è. E che, nei momenti decisivi, sa farsi riconoscere. Sono convinta che, proprio attraverso il confronto e la maturità di tutti, si possa arrivare a una sintesi capace di guardare avanti. Senza strappi inutili, senza scorciatoie, ma con quella lucidità che la politica locale oggi richiede più che mai».
Un messaggio chiaro, quello di Anna Menghi, da far arrivare anche al gruppo consiliare (finora a far rumore sono stati anche i silenzi e le assenze in aula) e ai vertici provinciale e regionale della Lega che, pur non essendo maceratesi, hanno come dire un interesse diretto con Macerata visto che il fermano Mauro Lucentini è il commissario provinciale di Macerata e l’ascolana Giorgia Latini, segretaria regionale dei salviniani, è stata eletta deputata nel collegio di Macerata.
A parti invertite con un teatrino del genere urlavano DIMISSIONI ....... ora per coerenza cosa fanno ?
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Che l’Avv.Alessandrini abbia chiesto l’accesso agli atti per la vicenda del mattatoio e la sconcertante inadempienza del sindaco rispetto al mandato ricevuto dal Consiglio Comunale, non mi meraviglia, anzi conferma che qualsiasi persona dotata di buon senso e rispetto per le istituzioni sente la necessità di meglio comprendere cosa sia davvero accaduto posto che i chiarimenti forniti sono parsi davvero poco convincenti.
L’accesso agli atti è un atto dovuto, previsto dalla legge e finalizzato esclusivamente a garantire trasparenza e correttezza amministrativa. Non è un atto ostile né polemico, ma uno strumento normale di controllo democratico.
Il Sindaco stesso ha invitato i consiglieri a prendere visione della documentazione, confermando così la volontà di garantire massima trasparenza su tutta la vicenda.
Alla luce di quanto emerso, va inoltre riconosciuto che il Segretario della Lega, Aldo Alessandrini, si è comportato correttamente, svolgendo il proprio ruolo con la consueta serietà, come ha sempre fatto.
Per riuscire a capire una Macerata al contrario bisognerebbe chiedere al Generale Vannacci
È una Lega slegata, sciolta, disinvolta, si percepisce che ha l’argento vivo addosso, il futuro ne uscirà più che mai spumeggiante (sia detto in Generale).
Certo..è come la moglie che vuole avere accesso al telefonino del marito e alla domanda del perchè voglia controllarlo,,lei risponde..amore perchè mi fido troppo…
La Lega di Macerata dovrebbe incominciare ad attrezzarsi all’arrivo di Vannacci su codeste terre. P.S. dove c’è un’astensionismo di oltre il 40% chi riuscisse a prendere voti da lì farebbe la differenza o no?
Continuo a non capire cosa c’entra la lega con Macerata ma tanto ormai nulla ha più un senso.
L’accesso agli atti è un atto “previsto dalla legge e finalizzato esclusivamente a garantire trasparenza e correttezza amministrativa” forse, ma che sia un atto dovuto anche no.
Si ricorre a questo strumento, come giustamente dice la brava Collega Barbara ” esclusivamente a garantire trasparenza e correttezza amministrativa”, però, dimentica di aggiungere, quando si ha il forte sospetto che non ci sia stata.
Come già detto nella fattispecie da parte del nostro “vileda peniculus” e dei suoi baldi consigliori in ambito legale, li esportiamo anche in regione, non c’è stato dolo ma solo ingenua ignoranza.
Del resto agli atti cosa ci potrà mai essere visto che non hanno neanche depositato l’istanza per partecipare all’esperimento di vendita, forse la famosa pec al delegato per chiedere un rinvio dell’esperimento di vendita, sempre se presi da un rigurgito di decenza non se la sono mangiata.
Alessandrini non sta ciurlando nel manico, ma dice una cosa ovvia, intelligente e concreta. Piuttosto, comincerei a preoccuparmi per il futuro. Forse con il Generale Vannacci alle porte e con un sindaco candidato sindaco, che forse non terrebbe botta nel confronto con un Tittarelli (malgrado la sfiga in presenza con un PD)..