Vuota una vetrina su quattro:
sono 108 le attività chiuse in centro
CIVITANOVA - Il dato su 419 esercizi presi in esame. Manola Gironacci (Viviamo Civitanova) : «In otto mesi perse 15 attività e il trend per il 2026 è in crescita. La nostra associazione propone sosta gratuita, incentivi fiscali e più eventi per rivitalizzare il commercio»

Passeggio in corso Umberto
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
In centro a Civitanova giù una serranda su quattro. E le previsioni per il 2026 sono ancora peggiori. Il cuore commerciale della città sta perdendo colpi e a lanciare l’allarme è l’associazione Viviamo Civitanova, che ha condotto un’analisi sui sette assi principali del centro (viale Matteotti, i vialetti Nord e Sud, corso Vittorio Emanuele, via Trento, corso Dalmazia e corso Umberto) per monitorare lo stato di salute delle attività economiche.

Vetrina in corso Umberto I
Su 419 esercizi presi in esame, a fine 2024 risultavano chiusi 93 negozi, pari al 22,2% del totale. Ad aprile 2025 le chiusure erano già salite a 99, cioè il 23,6%, mentre a settembre si è arrivati a quota 108, ossia il 25,8%. In soli otto mesi Civitanova ha perso 15 attività, con una media di quasi due chiusure al mese e già si sa che altre 3 attività chiuderanno i battenti entro la fine dell’anno.
«Nelle Marche la situazione è ancora più critica rispetto al dato nazionale, con un rapporto di una nuova attività ogni quattro chiuse rispetto alla media nazionale che ne vede una aprire ogni 3 chiuse – commenta Manola Gironacci, presidente dell’associazione – I dati del primo trimestre 2025 confermano un saldo negativo anche a livello regionale, segno di una crisi strutturale che continua a colpire il commercio di prossimità.

Negozio in vendita in via Duca degli Abruzzi
Nel dettaglio locale, anche via Duca degli Abruzzi conferma la tendenza al ribasso: entro la fine dell’anno sono previste tre nuove chiusure e un locale è già stato dismesso, oggi occupato in forma temporanea».

Vetrina vuota in corso Dalmazia
Le cause di questo scenario, secondo Viviamo Civitanova, sono molteplici e ben note: «lo spostamento della domanda verso l’e-commerce e i centri commerciali extraurbani, i costi fissi elevati di affitti, utenze e Tari, una città percepita come poco attrattiva anche per la difficoltà di sosta e i problemi di decoro e sicurezza. A tutto ciò si aggiunge un ricambio imprenditoriale debole, che non riesce a riattivare rapidamente i locali sfitti».

Tra le proposte che l’associazione fa per tentare di invertire la rotta ci sono una serie di richieste all’amministrazione comunale: «Si potrebbe introdurre la sosta di cortesia fino a 60 minuti gratuiti nei tratti più intensi, per favorire la rotazione, riduzioni di Tari o canone suolo per chi apre in locali sfitti da oltre un anno o porta nuove tipologie merceologiche, creare un fondo di micro-rigenerazione per vetrine, insegne, dehors e abbattimento barriere architettoniche, organizzare un calendario di eventi di prossimità ogni due settimane, anche in orario serale, per creare abitudine e movimento diffuso, lanciare un voucher digitale del centro commerciale naturale, una gift card cittadina, con servizi tipo click and collect, dare vita a vetrine “vive” per usi creativi e culturali dei locali sfitti, evitando i “buchi neri” lungo le vie. E poi rafforzare decoro e sicurezza con illuminazione, panchine smart, segnaletica pedonale».
L’obiettivo, spiegano dall’associazione, è ridurre la percentuale di locali sfitti sotto il 20% entro 18 mesi, aumentare del 15% l’affluenza pedonale e riattivare almeno 30 spazi oggi inutilizzati.
…ma se al centro di Civitanova, dove mancano parcheggi da almeno vent’anni, invece di crearne di nuovi e da parte di tutte le forze politiche-la sinistra voleva addirittura vietare tutte le auto in centro…- (e non in un complesso a cinque o sei piani, verso il mare e comunque per molti a tante centinaia di metri di distanza-ho scritto centinaia e non cento metri-e chiedere, magari, 1200-1300 euro all’anno !!!!!! per un parcheggio, parcheggio che potrebbe avvenire anche a notte fonda e mettetevi, oggi, nei panni di una donna che rientra a casa a quell’ora…), quei po’ che sono rimasti vengono ulteriormente tolti, di che cosa vogliamo parlare, delle varie associazioni commercianti del centro!!? Forse qualcuno, (oppure tanti) è rimasto, ahimè, a quarant’anni fa. Ci sarebbe da ridere, ma non ci resta, per ora, che piangere, mentre i commercianti del centro tutti, o quasi, ma anche tantissimi residenti (quelli che son rimasti e che non hanno venduto per ‘sfinimento’, ovvio…) in silenzio!!! gv
non abbiate paura che tutti quei locali sfitti in tutta Italia appena tornerà al potere la sinistra diventeranno kebabbari, moschee e sale slot, bisogna solo aspettare . . . (sarcasmo grottesco)
…signor Morresi, per ora non serve nemmeno la cosiddetta sinistra, pare!!! gv
il centro di Civitanova è stato cannibalizzato, dove erano vetrine di lusso ora kebabbari, la puzza si espande da inizio corso alla fine…
19.000 visualizzazioni in meno di 24 ore danno il segnale di quanto il tema trattato interessi effettivamente ai cittadini. Tra decine e decine di commenti il più illuminante ed istruttivo mi pare quello del Sig.Fabio Mataloni il quale coerentemente segnala l’effetto dell’acquisto on-line (ormai diffusissimo ) su quello tradizionale da negozio , pratica che di fatto fa diminuire la clientela tradizionale ( quella dello ” shopping da passeggio “) ergo , secondo il saggio commentatore , il tema parcheggi riguarda fondamentamente i residenti poichè chi all’acquisto on-line è disposto a pagare un sovrapprezzo di spedizione pari o addirittura superiore al tiket parcheggio , mostra che la problematica non investe questa categoria. I residenti del centro avrebbero pieno diritto al parcheggio gratuito. Che vi sia poi carenza di parcheggi è un dato di fatto nè potrebbero essere realizzati esternamente poichè di notte , una donna sola che per rientrare a casa deve percorrere centinaia e centinaia di metri , di questi tempi corre seri rischi. Resta una scelta politico-amministrativa.
Dunque, il tema dei parcheggi, nel centro di Civitanova, riguarda: i residenti, chi lavora in centro (impiegati, commesse, operai, titolari di negozi, professionisti e quant’altro), i clienti dei negozi (quelli che ancora lavorano con profitto sano), i frequentatori di bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari e qualsiasi altro pubblico esercizio di questo genere e tutti coloro che magari vogliono venire a Civitanova per visitarla, in un modo o nell’altro (ma forse ho dimenticato qualcuno). Meditate, scienziati, meditate, soprattutto (ma non solo…) chi dice che vuole una Civitanova più frequentata, più viva, più ‘richiesta’ e più ‘attrattiva’…ma di cosa!!? gv
…p.s.: ovviamente i residenti, vivendo in centro 24 ore su 24, sono i più penalizzati dalla mancanza di parcheggi (che addirittura vengono tolti!!!) e i meno, pare proprio, ascoltati e considerati. gv