Slow tourism e benessere:
Castelsantangelo fa squadra
con Montefortino e Montemonaco

FONDI - Il progetto finanziato con un milione dal bando regionale Borghi accoglienti. Il sindaco Alfredo Riccioni: «Rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la vocazione turistica dei nostri territori e promuovere un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo e identitario»

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Il sindaco di Castelsantangelo, Alfredo Riccioni

Si chiama “Slow tourism e benessere nei borghi di Castelsantangelo sul Nera, Montefortino e Montemonaco” il progetto finanziato con un milione di euro attraverso il bando regionale Borgo accogliente. Con la firma della convenzione tra la Regione e i tre Comuni, prende il via un percorso condiviso di valorizzazione e rigenerazione, per trasformare questi centri delle aree interne in modelli di ospitalità sostenibile e benessere diffuso.

Ai piedi dei Monti Sibillini, i borghi sono infatti custodi di una storia antica, tradizioni autentiche e una quotidianità a misura d’uomo. La proposta di riqualificazione e valorizzazione mira ad accrescere l’offerta legata all’ospitalità, sia dal punto di vista degli spazi urbani e delle aree verdi liberamente fruibili, sia sostenendo la realizzazione di iniziative di promozione del territorio a cura di enti privati.

Il progetto muove dall’idea che in questi luoghi sia custodito “il tempo” che può scorrere e fluire lento restituendo valore, qualità, benessere.

«Vanno avanti le procedure che porteranno alla messa a terra dei progetti finanziati con il Bando borgo accogliente – così il presidente della Regione, Francesco Acquaroli – il progetto Slow tourism e benessere nei borghi di Montefortino, Castelsantangelo e Montemonaco dimostra come la collaborazione tra territori possa generare sviluppo. Tre borghi montani, di tre province diverse, uniti da bellezza, identità condivisa e dalla volontà di reagire alle ferite del sisma, offrono oggi un esempio di visione e coesione. I borghi sono il cuore autentico delle Marche, il vero tratto distintivo che attrae turisti da tutto il mondo. Sono loro a custodire storia, valori e qualità della vita. Abbiamo creduto fortemente e investito 110 milioni per territori e imprese nei borghi, stiamo rilanciando queste realtà con strategie integrate: turismo destagionalizzato, investimenti, promozione e riqualificazione di strutture ricettive. Questo progetto va proprio in questa direzione: trasformare la lentezza in qualità, valorizzare paesaggio, cultura e comunità. Nei borghi c’è il futuro più sostenibile e identitario della nostra regione».

Entrando nel dettaglio di Castelsantangelo, è prevista la riqualificazione dei giardini pubblici, oltre a interventi volti ad accrescere l’offerta turistica e ricettiva a cura di partner privati con i quali i tre borghi hanno provveduto a stipulare accordi, convenzioni e impegni. Il progetto prevede di realizzare investimenti funzionali alla realizzazione di iniziative ed eventi in grado di valorizzare l’identità territoriale, a cura delle tre Pro loco; servizi a cura dell’associazione Sibillini Italy Experience e investimenti da parte degli operatori economici locali, finalizzati a rafforzare la capacità di accoglienza e ospitalità del territorio.

«Esprimo con entusiasmo la partecipazione al bando Borgo accogliente – dice il sindaco Alfredo Riccioni -, di cui Montefortino è capofila e che ringrazio per l’enorme impegno che sta profondendo. Il progetto rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la vocazione turistica dei nostri territori e promuovere un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo e identitario. I nostri borghi sono ricchi di tradizioni, arte e spiritualità ma ciò che ci rende davvero speciali è lo spirito delle nostre comunità: aperte, generose, resilienti. Con questo progetto vogliamo valorizzare tutto ciò che ci identifica, offrendo al tempo stesso nuove opportunità di crescita, accoglienza e benessere. Crediamo fermamente che la rigenerazione dei borghi passi da un’idea di accoglienza diffusa, fatta di relazioni autentiche, esperienze culturali e servizi innovativi. Per questo, il nostro progetto condiviso nasce dall’ascolto dei territori, dal coinvolgimento degli operatori locali e dalla volontà di costruire un futuro dove il turismo sia strumento di crescita e coesione sociale».


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