In città il nuovo questore:
«Macerata quarta provincia più sicura,
ma facciamola crescere ancora»
POLIZIA - Luigi Mangino da oggi si è insediato per il nuovo incarico, ha 58 anni, è romano, arriva da Terni. Sotto la lente la microciminalità. «Crea disagio alla cittadinanza. Non ci lamentiamo delle poche risorse disponibili e cerchiamo di lavorare h24 per garantire la sicurezza. L'attenzione ai giovani e alle famiglie è fondamentale»

Il nuovo questore di Macerata, Luigi Mangino
di Alessandro Luzi (Foto di Fabio Falcioni)
A Macerata il nuovo questore Luigi Mangino che mette subito in chiaro l’obiettivo: «Macerata in Italia è quarta in classifica per la sicurezza, deve salire ancora di più». I nodi del territorio li ha già studiati: «Qui ci sono soprattutto criticità legate alla microcriminalità, in particolare nella zona costiera. Non macro criminalità. Nella mia carriera mi sono occupato di aspetti legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Il questore Luigi Mangino
Al momento non mi risulta che ci siano infiltrazioni sul territorio ma dobbiamo vigilare soprattutto riguardo la ricostruzione. È una provincia che fa gola alle organizzazioni criminali».
Sotto la lente d’ingrandimento del questore lo spaccio e le risse: «Sono episodi che creano disagio alla cittadinanza. Non ci lamentiamo delle poche risorse disponibili e cerchiamo di lavorare h24 per garantire la sicurezza delle persone. In questo senso l’attenzione ai giovani e alle famiglie è fondamentale.
Invitiamo i cittadini a collaborare con noi per le azioni più rapide e efficaci. Dopo un attento studio delle dinamiche avrò uno scenario più preciso».

Proprio per iniziare a immergersi nella realtà maceratese, domani il questore incontrerà il prefetto Isabella Fusiello per fare un primo punto sul territorio. E poi il messaggio ai cittadini: «Continuate a sentirvi sicuri perché la sicurezza è un bene comune». Il nuovo questore ha 58 anni, è romano, e arriva da Terni dove ha ricoperto per un anno l’incarico di questore prima del trasferimento a Macerata.
Una carriera che parte da lontano, ha iniziato giovanissimo, a soli 20 anni, quando nel 1986 ha frequentato il terzo Corso quadriennale di formazione per Allievi aspiranti vice commissari della polizia all’Istituto superiore di Polizia. Poi nel 1991 la laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
Ha lavorato a Torino, Verona e Roma dove, nel 1992, ha diretto la sezione operativa antiterrorismo e operazioni speciali al Nocs (Direzione centrale polizia di prevenzione) e dal 2010 al 2012 ha svolto l’incarico di Funzionario addetto alla divisione Affari multilaterali del Servizio relazioni internazionali – Ufficio coordinamento e pianificazione per le forze di polizia.
Ha lavorato anche all’estero in particolare a Vienna, a Dublino, Varsavia passando anche per Vancouver, Ottawa e Parigi.
Tra gli incarichi di docenza svolti, ha insegnato materie tecnico-professionali a numerosi corsi operativi ed è stato componente della commissione esaminatrice di numerosi corsi di formazione.

Il questore Patruno va a Ravenna, da Terni arriva Luigi Mangino
Ben arrivato e auguri di buon lavoro, anche se la prima analisi sul territorio mi sembra piuttosto superficiale, nonchè contraddetta anche da dati ufficiali.
Buon lavoro Questore Mangino !!!
Le infiltrazioni di stampo mafioso ci sono da decenni e spadroneggiano. Sostenere che Macerata è la quarta città più sicura in Italia e che si dedicherà a combattere la microcriminalità, unico problema del territorio, dà l’impressione che è venuto da noi per trascorrere un anno tranquillo in attesa di un incarico più gradito.
“Al momento non mi risulta che ci siano infiltrazioni sul territorio ma dobbiamo vigilare soprattutto riguardo la ricostruzione”.
Mi sembra che Gratteri la pensi diversamente.
Verso la metà degli anni ’80 comparve, sui cartelli stradali blu laterali della Superstrada Civitanova/Camerino (in entrambe le direzioni), la scritta “dio c’è” tutta in stampatello.
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Cartello che indicava l’uscita: dio c’è…
Piazzola di sosta: dio c’è…
Distributore benzina: dio c’è…
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Nello stesso periodo, anche sui cartelli di alcune strade interne (almeno in Provincia di Macerata), comparve la stessa scritta “dio c’è”: si potevano vedere sulle strade che, da Macerata, andavano a Sarnano, Tolentino, Cingoli, Recanati, San Severino…
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Anni dopo qualcuno teorizzò 2 ipotesi:
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(A) Dalle parti del cartello stradale con la “indicazione” c’era organizzato uno spaccio di sostanze stupefacenti (quindi CRIMINALITA’ ORGANIZZATA, che “avvisava” i residenti/turisti/altri occasionali spacciatori che nella zona si poteva trovare droga)
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(B)
Era un avvertimento (ai delinquenti di passaggio) che indicava che, in zona, c’era un referente della malavita (cioè CRIMINALITA’ ORGANIZZATA) e che quindi (prima di compiere delitti, furti, scassi, rapine, ecc.) c’era da accordarsi con il referente e che non si poteva commettere atti criminali, senza il via libera di chi controllava la zona…
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Ricordo inoltre che le Marche, per tanto tempo, furono una Regione dove si mandavano delinquenti al “soggiorno obbligato” e che, questi delinquenti, si portavano immancabilmente dietro amici/parenti creando, di fatto, dei clan in questa o quella città…
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Se adesso, 40 anni dopo il “dio c’è”, ci assicurano che la Provincia di Macerata è un isola felice e spensierata (a parte piccole cazzabubbole lungo la Costa) permettere che, almeno un poco, si possa dubitare????
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https://www.cronachemaceratesi.it/2025/07/02/fanno-saltare-il-bancomat-assalto-alla-bcc/1973742/
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https://www.cronachemaceratesi.it/2025/07/02/assalto-esplosivo-alla-carifermo-scappano-con-i-soldi-del-bancomat/1973763/
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Dovrebbe essere sotto la lente qualunque forma di criminalità.
Signor questore, benvenuto! Il fatto che “al momento” non le risultino infiltrazioni della criminalità organizzata mafiosa non vuol dire vuol dire che non ve ne siano. Anzi!! È ormai noto che nessun angolo del mondo ne sia esente. Il problema è proprio farlo “risultare”, partendo da questo presupposto (ovvero che la mafia c’è, eccome!) e avere la ferma determinazione di ripulire un territorio che ha già dato segni più che tangibili di tali infiltrazioni e nessuna credibile prova del loro sradicamento.
A un passo dal podio della sicurezza dormiamo tranquilli e asciutti da infiltrazioni macrocriminali perché la microcriminalità assorbe tutto.