Il viaggio della speranza di Ousman:
«A piedi 20 giorni, poi lo sbarco in Sicilia.
A Macerata ho trovato una casa»
LA STORIA - Arrivato nel 2023 dal Gambia, è stato accolto dalla Casa di Bethlem. Il ventenne è ora impiegato come elettricista e gioca a calcio con una squadra locale. Da pochi giorni è riuscito a trovare una sistemazione in autonomia. Storie di accoglienza e di missioni saranno al centro dell'incontro organizzato dal Sermigo per giovedì alle 19 nel cortile della Casa Salesiana

La casa di Bethlem che ha accolto Ousman
di Giulia Sancricca
Ha solo 20 anni, ma alle spalle porta un viaggio che vale una vita intera. Ousman è arrivato in Italia, sulle coste della Sicilia, il 20 settembre 2023. Era partito dal Gambia insieme a suo fratello e suo cugino, spinto dal desiderio di costruirsi un futuro come tanti suoi coetanei in ogni parte del mondo. Un cammino lungo e difficile, affrontato in parte anche a piedi, attraversando confini, deserti, mari e pericoli: a guidarlo la speranza di trovare un luogo dove poter vivere in pace, realizzare i suoi sogni, e permettere alla sua famiglia, rimasta nel Gambia, di vivere meglio.
L’Italia – e in particolare Macerata – è stata quel luogo. È nella Casa di Bethlem, della Diocesi di Macerata, che Ousman – grazie a un’accoglienza fatta di ascolto, opportunità e umanità – ha trovato la possibilità di imparare una nuova lingua, di formarsi professionalmente per diventare elettricista e di coltivare la sua passione per il calcio.

La sua storia è un esempio virtuoso di come l’accoglienza, se accompagnata da percorsi di inclusione, possa trasformarsi in una vera occasione di integrazione e arricchimento reciproco.
«Il mio viaggio dal Gambia all’Italia – racconta – è stato molto difficile: fino al Senegal abbiamo preso un autobus, poi dall’Algeria alla Tunisia abbiamo camminato a piedi per circa venti giorni. Infine abbiamo preso una barca e siamo arrivati in Sicilia». È in Italia che è partita tutta la macchina dell’accoglienza: «Dopo tre giorni sono stato trasferito dalla Sicilia nelle Marche – dice Ousman -. Sono stato accolto nella Casa di Bethlem a Macerata».
Di fronte a lui l’incertezza di un Paese sconosciuto, con una lingua da imparare e tanti sogni da realizzare. Così Ousman ha iniziato a costruire il suo futuro, quello che aveva sempre sognato, ma che nel suo Paese non aveva avuto spazio: «Ho iniziato i corsi di italiano – spiega – una lingua difficilissima per la quale bisogna studiare molto. Per i primi tre mesi ho lavorato come giardiniere, poi mi è stata data la possibilità di trovare un impiego come elettricista: è questo il lavoro che preferisco e sono immensamente grato di poterlo svolgere».
Accanto al lavoro e allo studio, anche lo sport, da sempre motore dell’integrazione: «Il calcio è una mia grande passione e ho trovato nella Carima di Macerata (squadra che milita in Terza categoria) una bellissima famiglia che mi ha permesso di giocare e dove ho segnato 16 gol durante la stagione». Ma il gol più bello Ousman può dire di averlo centrato nella vita: «In questo anno e mezzo a Macerata ho potuto iniziare a costruire il mio futuro e rendere migliore quello della mia famiglia. Parte del mio stipendio la invio in Gambia. E in Italia, proprio in questi giorni, ho trovato una abitazione dove vivere autonomamente. L’accoglienza che ho ricevuto a Macerata è stata fondamentale, non smetterò mai di ringraziare questa realtà che mi ha accolto».
La storia di Ousman non è solo la storia di chi arriva in Italia alla ricerca di un futuro migliore, ma anche quella di chi si impegna quotidianamente per rendere l’accoglienza una risposta concreta e non un miraggio. Storie come questa e di missionari impegnati all’estero e in Italia saranno al centro dell’incontro organizzato dal Sermigo per giovedì (26 giugno) alle 19 nel cortile della Casa Salesiana di Macerata. “Non solo altrove – Storie di povertà, migrazioni e responsabilità condivisa” il titolo della tavola rotonda a cui parteciperanno don Felice Molino, missionario salesiano in Kenya; Emanuela di Lullo e Chiara Cesca, della Caritas di Macerata e del Centro di ascolto e prima accoglienza Odv; e suor Ilaria Balducci, direttrice Fma Casa Salesiana di Macerata. Una occasione per ascoltare l’esperienza di missionari e operatori e riflettere sulla responsabilità di accogliere.
