Trionfo per la ragazza con l’ukulele:
a Musicultura vince Elena Mil.
Brividi in Arena con la Ruggiero
FESTIVAL - Il brano La ballata dell'inferno si aggiudica l'edizione 2025, ben condotta da Carolina di Domenico e Fabrizio Biggio. Tra gli ospiti oltre alla cantante genovese anche Eugenio Finardi. La battuta dell'assessore Riccardo Sacchi con i conduttori sulle polemiche dei finanziamenti: «Sono pronto ad offrirvi una cena purché torniate il prossimo anno a presentare Musicultura, qui a Macerata»

La vincitrice Elena Mil
di Marco Ribechi (Foto diMassimo Zanconi)
Elena Mil trionfa nella 36esima edizione di Musicultura. È “La ballata dell’inferno”, già vincitore del premio come miglior testo nella prima serata, il brano che nell’ultima notte si assicura i 20mila euro messi in palio da Banca Macerata tra le lacrime della sua autrice.

L’esibizione di Elena Mil
Il racconto di un film che potrebbe intitolarsi “La ragazza con l’ukulele” ha conquistato i cuori del pubblico dello Sferisterio che, forse, sono stati toccati dal coraggio con cui la cantante ha saputo affrontare un palco così imponente e prestigioso in solitaria, nonostante il solo anno di carriera musicale fin qui percorso.
Il premio Nuovo Imaie per sostenere un tour musicale va invece ai giovanissimi Abat-Jour, alcuni di loro impegnati in questi giorni con gli esami di maturità, che portano a casa anche quello della critica.

I finalisti applaudono la vincitrice
I ragazzi, tutti nati dopo il 2004, hanno dimostrato grande determinazione e capacità di calcare il palco, per nulla intimoriti dai microfoni e dal colpo d’occhio dell’arena. «Siamo figli delle playlist – spiega il cantante – la nostra musica è un mix di generi e stili differenti così come quella che ascoltiamo». L’altro prestigioso premio, quello de La casa in riva al mare deciso dai detenuti del carcere del Barcaglione, va invece ad Alessandra Nazzaro con il pezzo Overture dedicato alla consapevolezza che la vita è sempre un cambiamento costante e, nonostante le decisioni e gli errori, si può rinascere ogni giorno. Un augurio che deve aver risuonato forte nei cuori dei detenuti, anche attraverso l’ultimo nostalgico verso “da bambini potevamo essere tutto”.

Antonella Ruggiero
A brillare, tra gli ospiti non in gara, è stato soprattutto l’astro di Antonella Ruggiero, capace di far rabbrividire il pubblico con la sua incredibile e sempreverde voce. La cantante ha offerto una generosa prova canora confermandosi, tutt’oggi, una delle voci più belle e memorabili dell’intera storia della musica italiana. Quattro i brani proposti accompagnata dal quartetto di archi della nostrana scuola di musica Scodanibbio: Amore Lontanissimo, Vacanze Romane, Una miniera, originariamente interpretato dai New Trolls, e l’assoluta Ti sento dove le qualità canore dell’artista sono esplose in tutta la sua straordinaria potenza. «Ritornare allo Sferisterio è sempre una grande emozione – ha spiegato la cantante – auguro a questi ragazzi di poter trovare la loro strada nel mondo della musica che non è un lavoro ma piuttosto una possibilità. Al giorno d’oggi viene prodotta una enorme quantità di brani e ricavarsi il proprio spazio diventa sempre più difficile, faccio i miei migliori auguri per il loro percorso».

Eugenio Finardi
L’altro atteso ospite, Eugenio Finardi, si è invece esibito in chiusura, pochi istanti prima della proclamazione del vincitore. Per lui i brani sono stati La battaglia, I venti della Luna e l’attesa Extra Terrestre. «Marche, siete la mia regione preferita, lo giuro» griderà l’autore al termine della sua esibizione prima di dichiarare: «della modernità soffro soprattutto i social, li trovo un veicolo di cattiveria e mi fanno star male. Pubblico le mie cose ma non vado a vedere cosa scrivono gli altri, penso sia importante stringerci, toccarci, vivere situazioni concrete come questa». Da segnalare altri due momenti poetici, la lettura di un testo dialettale di Mario Affede da parte del conduttore Fabrizio Biggio, che si è confermato di nuovo ottima scoperta in coppia con Carolina di Domenico, e il contributo di Simone Cristicchi con la Ninna Nanna della guerra, recitata in video con una ripresa dalla sala degli Specchi della biblioteca di Macerata.

Valerio Lundini
Meno memorabile purtroppo l’incursione comica di Valerio Lundini che però ha avuto il merito di intonare attraverso un vecchio telefono Sirio della Sip la celebre “Oh Susanna”. Sul palco dello Sferisterio si era già visto suonare ogni tipo di strumento ma per la tastiera di un telefono fisso è stata la prima volta. La notte di Musicultura, aperta alle 20,30 con l’esecuzione della marcia dell’Aida da parte di un gruppo di fiati dal balcone dello Sferisterio mentre il pubblico iniziava ad entrare in arena, è stata anche l’occasione per lanciare la nuova stagione del Mof grazie all’intervista in sala al nuovo direttore artistico Marco Vinco e alla nuova sovrintendente Lucia Chiatti.

La platea dello Sferisterio
Sempre dalla platea anche l’intervento dell’assessore Riccardo Sacchi che con una battuta ha stemperato le polemiche della serata precedente (leggi l’articolo): «Sono pronto ad offrirvi una cena – ha detto al microfono di Biggio – purché tu e Carolina torniate il prossimo anno a presentare Musicultura qui a Macerata». Il segnale positivo di voler mantenere il festival a Macerata era ovvio che arrivasse data l’importanza sempre riconosciuta alla manifestazione, la speranza è che possa ripetersi nello Sferisterio per tanti anni ancora perché perdere la manifestazione sarebbe un clamoroso harakiri.










