Truffa del finto carabiniere,
91enne cade nella trappola:
rubati oro e gioielli di famiglia
CIVITANOVA - Un'anziana ingannata da un malvivente che si fingeva un militare, ha consegnato monili e ricordi per salvare la figlia che credeva in stato di arresto. I familiari hanno sporto denuncia
«Sua figlia è stata arrestata perché non ha pagato le bollette», anziana di 91 anni raggirata da un finto carabiniere. Ha fatto entrare in casa, in via Adua, quell’uomo che aveva detto di essere un militare dell’Arma perché la figlia altrimenti non poteva essere rilasciata visto che si trovava in stato di arresto in caserma.
E l’anziana, impaurita e stordita da telefonate e una sedicente divisa lì alla porta, ha consegnato tutto l’oro che aveva in casa, monili, gioielli, ricordi di famiglia.
Solo dopo qualche ora ha scoperto che si trattava di una truffa.
E’ successo di nuovo, sabato a Civitanova, dove un’anziana donna è caduta nella rete di alcuni malviventi che nel tessere la tela del raggiro avevano studiato bene la vittima, le sue relazioni parentali ed erano a conoscenza anche di alcune esperienze vissute tali che l’anziana ha creduto davvero che potesse essere tutto vero.
La trama invece è quella collaudata e ormai utilizzata con larga frequenza da questo genere di truffatori: prima il contatto al telefono in cui il truffatore si finge un rappresentante delle forze dell’ordine.
In questo caso il problema era con la figlia della donna, arrestata perché non aveva pagato le bollette.
Poi per rendere ancora più verosimile la truffa all’anziana è stato fatto credere di essere al telefono con suo nipote che la sollecitava al pagamento per far uscire la madre dai guai.
E’ a quel punto che uno dei due si è presentato alla porta per riscuotere. E l’anziana, a corto di contante, ha offerto i ricordi e l’oro di famiglia, qualche migliaio di euro di valore che il malvivente ha preso e portato via.
Solo dopo qualche ora la scoperta e la denuncia ai carabinieri veri per la truffa subita.
Come facevano ad avere il numero di telefono della vittima?
Dalle ripetute truffe mirate a soggetti anziani evidentemente hanno le informazioni esatte per l’attuazione, non è difficile averle compreso il telefono.
John Dickens, padre di otto figli, di cui Charles fu il secondo, e piccolo impiegato della marina prima a Portsea e poi a Londra, accumulò i debiti fino al fallimento, e in conformità alle dure leggi del tempo, venne condannato alla reclusione nella prigione di Marshalsea a Londra. Quale curiosa accozzaglia di falliti, ingenui, furfanti e disgraziati ospitasse e affratellasse questa prigione dei debitori, dove i condannati vivevano in comune e ricevevano amici e parenti, comodamente, quasi come in un albergo, si può apprendere da più d’una descrizione di Charles Dickens (specialmente in Pickwick e Little Dorrit). Nella mente del fanciullo, che aveva poco più di dieci anni, essa lasciò un’impressione indelebile, una precoce esperienza degli strati bassi della società con tutta la loro grossolana esuberanza; esperienza mista a un senso profondo d’umiliazione e di sdegno, che, ispirando scene indimenticabili nei suoi romanzi, doveva alimentare efficacemente il movimento che portò all’abolizione di quelle leggi e di quel reclusorio.
(fonte Enciclopedia Treccani)
Se un familiare si dovesse imbattere con tali soggetti durante la truffa ed avesse una “brutta reazione” non si lamentassero poi di eccesso di legittima difesa!!!!!!!!