L’iniziativa per Tarcisio Carboni, Fornaro:
«Dall’opposizione richieste inutili,
centrale la figura di un vescovo molto amato»
MACERATA - La capogruppo dell'Udc contesta le consigliere di minoranza per l'atteggiamento tenuto in aula durante la discussione: «Nessun intervento nel merito, non erano interessate»

Antonella Fornaro, capogruppo dell’Udc
In Consiglio comunale l’altra sera si sono registrati contrasti procedurali (Stefania Monteverde e Ninfa Contigiani avevano proposto di condividere la scelta del luogo mentre la vicesindaco Francesca D’Alessandro ha bocciato l’emendamento dell’opposizione dicendo che si doveva chiedere alla Curia) sulla intitolazione di un luogo pubblico all’ex vescovo di Macerata Tarcisio Carboni. La questione è al centro di un intervento della capogruppo Udc Antonella Fornaro che così inquadra il punto di partenza, l’emendamento delle consigliere di opposizione :«Triste teatrino al consiglio comunale di Macerata lo scorso 25 marzo. Alla presentazione dell’ordine del giorno per l’intitolazione di uno spazio pubblico al compianto ed amato vescovo Francesco Tarcisio Carboni, l’opposizione (Stefania Monteverde e Ninfa Contigiani) presenta sull’unghia, per il rotto della cuffia, un emendamento (due righe scritte in fretta e furia) chiedendo la condivisione della scelta appunto dello spazio pubblico. E su questa richiesta tanto estemporanea quanto inusuale (ed aggiungo inutile) si è basata tutta la discussione avvenire. Tanto che la figura dell’amatissimo vescovo è passata quasi inosservata».
L’attacco all’opposizione: « L’ordine del giorno presentato dalla lista Fratelli d’Italia, sottoscritto dall’Udc (Antonella Fornaro) e da Cristina Cingolani per la lista Sandro Parcaroli Sindaco, era passato inosservato sotto gli occhi della minoranza, tanto che nessuno aveva inteso sottoscriverlo, nonostante le fosse stato espressamente richiesto. Ma alla bocciatura dell’emendamento, si è levato un ampio ed incredulo dissenso da parte dell’opposizione tutta! Cioè, quella parte che è rimasta in sala consiliare, poiché gran parte dei consiglieri di minoranza se ne è andata (alcuni al termine della discussione sull’emendamento, invero), non discutendo nel merito l’ordine del giorno e non votandolo, dimostrando nei fatti quanto (poco) ci teneva». L’obiettivo reale dell’ordine del giorno nella ricostruzione di Fornaro: «A noi preme però focalizzarci sull’altissima figura di Francesco Tarcisio Carboni, vescovo molto amato dall’intera città di Macerata. Vorrei lasciare solo una sollecitazione: lui ripeteva spesso una frase (presa in prestito dal santo curato d’Ars): “lasciate una parrocchia per 20 anni senza prete e vi si adoreranno le bestie”. Ebbene, è quanto accade nel mondo globalizzato di oggi, che dice orgogliosamente: Dio non serve. A parte il fatto che Dio non esiste, ma anche se esistesse, di certo non serve. E infatti, l’uomo di oggi – eclissato Dio – adora le bestie. Gli animali. Fieramente (e su questo non temo smentite). E poi l’uomo adora le cose: la natura, ad esempio, che infatti si scrive con la N maiuscola. Ma anche beni immateriali: la felicità, ad esempio, che infatti si scrive con la F maiuscola». Il richiamo finale dell’esponente Udc: « Abbiamo archiviato Dio e ci siamo asserviti a numerosissimi altri dei. Scusate, ma io mi prendo il merito di riconoscere “tra i tanti che mi corrispondono” (cf. Ungaretti) chi mi offre, chi mi parla, chi mi dona il Bene, il Buono, il Bello, il Profondo, l’Amorevole, il Perfetto, il Vero. E tra questi tanti che mi corrispondono c’è senz’altro monsignor Tarcisio Carboni, un uomo, un vescovo, un pastore che odorava di pecora, e che ci ha lasciato il profumo di Dio».
(l. pat.)
E’ sempre basta contrario la sinistra su tutte le cose, quello che riesce molto bene la sinistra e’ quello d’insultare gli avversari anche se si trova all’opposizione sia a MACERATA sia in tutt’ITALIA xche’ non gli sta bene niente, e’ poi ad intitolare un luogo pubblico di MACERATA al grandissimo vescovo TARCISIO CARBONI e’ un’ottima idea da parte della maggioranza.
Di Mons. Tarcisio Carboni desidero ricordare che ha realizzato il nuovo Seminario Vescovile di Macerata, gestito dai Neocatecumenali, che ha sfornato centinaia di sacerdoti.
Voglio ricordare pure una vicenda personale da parte di un Vescovo d’altri tempi…
Quando la mia seconda moglie, da me sposata dopo il divorzio dalla prima moglie, che avevo sposato in Chiesa, volle ritornare a fare la Comunione, Mons. Carboni ci disse che ci saremmo dovuti comportare come “fratello e sorella” in quanto concubini e che quindi io sarei dovuto uscire dalla nostra abitazione e vivere da solo… Egli rappresentava con ciò la Chiesa “Magistra”. Obiettammo che avevamo una figlia di nove anni, che non avrebbe capito il motivo di questa separazione… Dopo qualche giorno la risposta del Vescovo fu: “Potete vivere sotto lo stesso tetto come “fratello e sorella”, ma in camere separate.” Qui era la Chiesa “Mater” che parlava e che ci permetteva, con questo accordo, di poter accedere alla Comunione. Questo accordo non lo abbiamo mai tradito, né in casa, né fuori. Mia moglie fece da subito la Comunione, mentre io, non credente, divorzista e abortista, ci ho messo oltre venti anni di studio e di sperimentazioni esoteriche per ritornare in seno a “Mater et Magistra”, quindi credente, antidivorzista e antiabortista, e quindi a poter ritornare a fare la Comunione.