Truffa del finto incidente,
due 20enni ai domiciliari
L'INDAGINE dei carabinieri ha permesso di accertare che i due avevano raggirato due anziani a Tolentino, con un terzo tentativo che era fallito. La Cassazione ha accolto il ricorso della procura contro il provvedimento del gip, che in un primo momento aveva disposto l'obbligo di dimora
Truffe agli anziani, due 20enni finiscono ai domiciliari. Si tratta di due giovani napoletani, accusati di aver messo almeno due truffe a Tolentino, con la storia del falso incidente, e di averne tentata una terza. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dalla procura di Macerata contro il provvedimento del gip che aveva disposto per i due l’obbligo di dimora. E così per i due 20enni la misura si è aggravata e sono finiti ai domiciliari nei giorni scorsi.
Tutto era nato da una truffa sventata da una 82enne a Viterbo nel giugno scorso. All’anziana era arrivata una telefonata in cui uno si era spacciato per carabiniere, facendole credere che il figlio fosse rimasto coinvolto in un incidente, chiedendo così 5mila euro per l’avvocato. La donna però si era insospettita e aveva contattato i carabinieri. Così era stato organizzato l’appuntamento per la consegna dei soldi per incastrare i truffatori e i due 20enni erano stati arrestati. Dai successivi accertamenti è emerso poi che i due, prima di Viterbo, erano stati anche a Tolentino. I carabinieri del Nucleo investigativo sono riusciti a ricostruire e scoprire così altre due truffe, messe a segno sempre con la stessa tecnica, di cui erano rimasti vittima due anziani di Tolentino per un totale di qualche migliaio di euro. Con una terza sventata da un pensionato che insospettito dalla telefonata del finto carabiniere, si era accertato che il figlio in realtà non era rimasto coinvolto in nessun incidente. Le indagini dei militari hanno poi permesso di individuare proprio nei due napoletani arrestati a Viterbo i presunti autori delle truffe nel Maceratese. E così a ottobre scorso, al termine delle indagini, la procura aveva chiesto per i due il carcere. Richiesta rigettata dal gip che aveva disposto l’obbligo di dimora a Napoli per i due ventenni. Ora che la Cassazione ha accolto il ricorso della procura, i due sono finiti ai domiciliari.
Ma le vittime hanno riavuto i soldi?